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Hold: la App che paga chi non usa lo smartphone

13 marzo 2018


Hold: la App che paga chi non usa lo smartphone

> Business Pubblicato il 13 marzo 2018



Hold è l’app rivoluzionaria che premia chi non usa lo smartphone. Vediamo come funziona e in quali Paesi

Si può guadagnare smettendo di usare lo smartphone. In realtà non si tratta proprio di soldi ma di sconti, buoni o agevolazioni per acquistare vari prodotti e servizi. È quanto promette Hold, l’App che incentiva, soprattutto i giovani, a non usare il cellulare. L’obiettivo è quello di allentare quella dipendenza che sta dilagando tra tutti i possessori di uno smartphone, qualunque sia la loro età. Al momento questa applicazione, partita dalla Norvegia, è sbarcata nel Regno Unito e probabilmente, a breve, diventerà ancora più diffusa in tutta Europa. Il suo nome è Hold che letteralmente vuol dire trattenersi, attendere, resistere. Ma resistere a cosa? Alla tentazione di prendere in mano lo smartphone e consultare continuamente i social per esempio.

L’app non prevede sanzioni per chi usa lo smartphone senza limiti, ma l’utente che lo stacca per almeno venti minuti di fila guadagna punti e poi incassa dei premi. Questi premi vanno da semplici biglietti del cinema fino a viaggi intorno al mondo. La nuova applicazione ha ricevuto un notevole consenso: in Norvegia è utilizzata da quasi la metà degli studenti, circa il 40% e anche in Gran Bretagna ha riscosso tantissimo successo.

La necessità di una disintossicazione dal mondo social e dall’esigenza di essere sempre connessi sembra provenire da più parti. Il dibattito sul tema è molto caldo: nei giorni scorsi due importanti azionisti hanno invitato la Apple a fare qualcosa per evitare che i bambini diventino troppo dipendenti dall’iPhone. Le medesime richieste sono state avanzate anche a Mark Zuckerberg.

In Europa la necessità di limitare l’uso degli smartphone e dei tablet ai bambini sta partendo dalle scuole, attraverso la sensibilizzazione e le regole. In Francia, ad esempio, sono stati banditi dalle scuole.

In Italia il Ministero dell’Istruzione ha proposto un decalogo di regole elaborato da un gruppo di consulenti del Ministro Fedeli che propongono di superare il divieto di usare il telefonino in classe sancito da una circolare del 2007 (voluta dall’allora Ministro Giuseppe Fioroni che li aveva vietati dopo i primi casi di cyberbullismo). Secondo gli esperti atteso che il telefonino è nelle mani di tutti ed è una realtà oramai irrinunciabile, rifiutare che entri a scuola non è la soluzione. Meglio negoziare un uso responsabile.

Le regole per l’uso del cellulare in classe non prevedono chiamate nè messaggi, ma consentono l’uso di geolocalizzazione, social network e app per momenti come visite ai musei, gite e lezioni interattive.

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