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Perché la bigamia è reato?

4 Settembre 2019 | Autore:
Perché la bigamia è reato?

Quando si integra il delitto di bigamia? Cos’è la bigamia impropria? La bigamia vale anche per le unioni civili? Come si estingue il reato?

Secondo la legge italiana, presupposto fondamentale per poter contrarre matrimonio è il possesso della libertà di stato: se vuoi sposarti devi essere libero, cioè non devi essere legato da altro vincolo di coniugio. Chi ha contratto matrimonio può risposarsi solamente se ottiene il divorzio. Fin qui tutto semplice e lineare; devi sapere, però, che la persona che viola tale condizione non solo incorrerebbe nella nullità del secondo matrimonio, ma perfino in un illecito penale. Perché la bigamia è reato?

Bigamo è colui che è legato da un doppio vincolo matrimoniale, cioè che è sposato contemporaneamente con almeno due persone. La bigamia è uno status normalmente non consentito dagli ordinamenti giuridici, anche se ve ne sono alcuni in cui la poligamia (cioè, l’essere sposati con più persone) è tranquillamente permessa: ciò accade in molti Stati dell’Africa e dell’Asia, nonché in quelli tradizionalmente islamici. Ma perché in Italia la bigamia è reato? Perché sanzionare penalmente una condotta del genere? È quello che intendo spiegarti con questo contributo.

Bigamia: cosa dice il Codice penale?

Il Codice penale punisce con la reclusione da uno a cinque anni chiunque, essendo legato da matrimonio avente effetti civili, ne contrae un altro. Alla stessa pena soggiace chi, non essendo coniugato, contrae matrimonio con persona legata da matrimonio avente effetti civili [1].

Si tratta del reato di bigamia, cioè del delitto che punisce colui che si unisce in matrimonio pur essendo già sposato con altra persona. La legge non punisce soltanto il bigamo, cioè colui che ha due mogli o due mariti, ma anche colui che si sposa con tale soggetto pur essendo libero: si parla, in questi casi, di bigamia impropria.

Tizio, già sposato con Caia, decide di sposare anche Mevia dopo una lunga relazione. Sia Tizio che Mevia commettono il reato di bigamia, nonostante Mevia non sia a sua volta precedentemente sposata.

La pena è aumentata se il colpevole ha indotto in errore la persona con la quale ha contratto matrimonio sulla libertà dello stato proprio o di lei. In pratica, la legge prevede un aumento di pena per colui che ha raggirato il coniuge, inducendolo a sposarlo facendogli credere di essere libero.

Tizio vive con la propria moglie a Napoli ma per ragioni di lavoro si trova spesso a Milano. Qui conosce Caia e comincia con lei una lunga relazione sentimentale. Dopo diverso tempo, facendo credere a Caia di essere single, la convince a sposarlo.

Sempronio conosce Tizia, separata dal marito. Dopo diversi anni di relazione, Sempronio convince Tizia a sposarlo, facendole credere che la separazione è sufficiente a renderle la libertà di stato.

L’estinzione del reato di bigamia

Secondo la legge, se il matrimonio contratto precedentemente dal bigamo è dichiarato nullo, ovvero è annullato il secondo matrimonio per causa diversa dalla bigamia (ad esempio, perché tra gli sposi intercorreva parentela oppure per incapacità di intendere e di volere di uno dei due), il reato è estinto e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali.

Il codice penale prevede una particolare causa di estinzione del reato di bigamia: se due persone, di cui almeno una già sposata, convolano a nozze, commettono il delitto di bigamia, il quale però si estingue se il primo matrimonio oppure il secondo viene annullato.

Tizio sposa Caia, la quale è già sposata con Sempronio. Il matrimonio con Sempronio, però, viene dichiarato nullo per la presenza del vincolo di adozione.

Mevio, già sposato, si unisce in matrimonio con Tizia. Questo secondo matrimonio viene però annullato perché Tizia è affetta da grave patologia mentale che la rendeva incapace di intendere e di volere.

Il matrimonio contratto all’estero

Secondo la giurisprudenza [2], il reato di bigamia si integra anche nei confronti di persona che abbia contratto matrimonio all’estero con cittadino straniero, non rilevando la nazionalità del coniuge, né l’ignoranza della legge che regola la validità del matrimonio.

La bigamia e le unioni civili

Con una legge del 2017 [3] è stato inserito all’interno del codice penale un articolo che equipara il matrimonio all’unione civile, cioè all’unione civilmente riconosciuta tra due persone dello stesso sesso.

Secondo questa norma [4], agli effetti della legge penale il termine matrimonio si intende riferito anche alla costituzione di un’unione civile tra persone dello stesso sesso. Quando la legge penale considera la qualità di coniuge come elemento costitutivo o come circostanza aggravante di un reato essa si intende riferita anche alla parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso.

In estrema sintesi, ciò significa che anche colui che contrae due unioni civili commette il reato di bigamia, così come colui che è sposato e poi costituisce un’unione civile con persona dello stesso sesso oppure, al contrario, colui che ha contratto un’unione civile e poi si sposa.

Anche la bigamia impropria si applica all’unione civile: chi si sposa con persona già formalmente unita con altra dello stesso sesso commette bigamia, così come chi costituisce un’unione civile con persona già sposata.

Per quale motivo la bigamia è reato?

Perché la bigamia è reato? Non era sufficiente la sanzione prevista sul versante civilistico, che punisce con la nullità il matrimonio contratto da chi non possiede la libertà di stato?

Nel Codice penale, la bigamia si trova all’interno della parte dedicata ai delitti contro la famiglia e, in particolare, in quelli contro il matrimonio. Si deve ritenere, dunque, che la bigamia offenda la famiglia e la sua morale così come intese dall’ordinamento giuridico italiano.

Il reato di bigamia serve inoltre a rafforzare la tutela prevista dalla legge a favore del matrimonio (e, a partire dal 2017, anche delle unioni civili): l’unione tra due persone è ritenuta talmente importante dalla legge che un nuovo matrimonio (o unione civile) viene punito penalmente. È come se la legge ti dicesse che il vincolo di coniugio è sacro e, dunque, deve essere rispettato, pena la possibilità della reclusione.

Ovviamente, il delitto di cui parliamo scatta solamente nel caso di una nuova formale unione con altra persona: una relazione extraconiugale, per quanto duratura e conclamata, non sarebbe sufficiente a giustificare il reato di bigamia il quale, come vedremo nel prossimo paragrafo, scatta solamente quando il matrimonio (o l’unione civile) è regolarmente e civilmente formalizzato.

In Italia la bigamia non è mai ammessa?

Quanto appena detto in chiusura del paragrafo precedente ci offre l’occasione per parlare della bigamia “di fatto” esistente in Italia: non mi riferisco alle relazioni extraconiugali e agli adulteri, ma ai numerosissimi matrimoni poligamici contratti dalle persone di fede islamica.

Secondo il Corano, ogni uomo può avere fino a quattro mogli: in Italia, sono molti i musulmani che, in osservazione del precetto religioso, sposano più donne. Essi, tuttavia, non sono perseguibili dalla legge italiana perché le unioni celebrate in moschea non devono necessariamente essere registrate civilmente. Queste unioni, dunque, sono valide a tutti gli effetti per i musulmani, e non costituiscono reato per lo Stato italiano, per il quale il matrimonio vero è solo quello registrato in Comune.

Insomma: puoi “sposarti” quante volte vuoi se poi non registri la tua unione in Comune.

note

[1] Art. 556 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 9743 del 7 marzo 2007.

[3] D. Lgs. n. 6 del 9 gennaio 2017.

[4] Art. 574-ter cod. pen.

Autore immagine: Unsplash.com


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