Banche on line a grosso rischio sicurezza

3 Settembre 2019 | Autore:
Banche on line a grosso rischio sicurezza

I siti e le app delle banche on line falliscono i test su sicurezza e privacy: gli hacker possono intrufolarsi. Nasce il marchio di qualità “Privacy Ok”. 

Una ricerca appena diffusa dall’agenzia stampa AdnKronos lancia l’allarme per la sicurezza di chi utilizza banche on line ed app per i propri conti correnti ed eseguire operazioni di trasferimento di somme di denaro: il 97% delle più grandi banche rischia il furto di dati online ed il 20% delle app di mobile banking presenta almeno una vulnerabilità pericolosa e in alcuni casi anche più di una.

La ricerca che dimostra in maniera evidente come le banche on line siano a grosso rischio è stata condotta da Immuniweb, una società privata svizzera che si occupa di sicurezza delle applicazioni informatiche da oltre 10 anni.

I dati emersi sono preoccupanti: tra tutte le app esaminate, ben 85 non hanno superato il test di conformità al Gdpr, cioè al Regolamento generale sulla protezione dei dati personali; 25 sono risultate non protette da firewall (dispositivo in grado di impedire intrusioni esterne) e 7 contengono debolezze e facilmente sfruttabili dagli hacker.

Ci sono, quindi, alte possibilità che i pirati informatici riescano a sottrarre denaro in maniera fraudolenta ai clienti di questi istituti di credito: la protezione dei dati diventa una delle principali sfide che le banche dovranno affrontare al più presto per preservare i soldi che gli sono stati affidati. I furti telematici che possono realizzarsi oggi dal pc o dallo smartphone sono molto più insidiosi di quando ci si recava allo sportello; c’è il rischio di vedersi sottrarre il proprio denaro con un click in pochi istanti e non accorgersene se non quando è troppo tardi.

Sul tema, è intervenuto Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy, l’associazione che riunisce i professionisti specializzati nella protezione dei dati personali, che ha parlato della necessità per gli utenti «di capire di quali siti web possono veramente fidarsi, specialmente se devono fornire i loro dati per effettuare pagamenti online».

Per questo – ha spiegato il presidente Bernardi – è stato creato un apposito marchio, denominato “Privacy Ok“, dedicato a società ed enti che si adeguano ad uno specifico codice di condotta e che è già stato ottenuto da alcune note aziende italiane (tra cui il Gruppo Ferrero, che produce la Nutella). Federprivacy precisa che «non si tratta di un “bollino” autoreferenziale, ma di uno strumento concreto per aiutare gli utenti a valutare rapidamente il livello di affidabilità del sito in cui stanno navigando».

Sinora, sono già pervenute a Federprivacy oltre 30 richieste da banche ed istituti di credito per ottenere questo marchio; nei prossimi mesi, i loro siti ed app saranno esaminati da un organismo di certificazione indipendente che valuterà se hanno i requisiti di sicurezza necessari a ottenere l’idoneità certificata come “Privacy Ok”.


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