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Pignoramento banca delle riserve minime presso Banca d’Italia

4 Settembre 2019
Pignoramento banca delle riserve minime presso Banca d’Italia

Causa vinta contro la banca: si possono pignorare le riserve minime obbligatorie che l’istituto di credito ha presso la Banca d’Italia? 

Hai vinto una causa contro una banca che è stata perciò condannata dal giudice a restituirti una somma ingente oltre alle spese processuali. Subito il tuo avvocato ha notificato l’atto di precetto ed attivato un pignoramento. Ti chiedi se sia possibile però eseguire, tramite la forma del pignoramento presso terzi, il pignoramento delle riserve minime presso la banca d’Italia. La questione è stata di recente risolta dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

Riserve minime: cosa sono?

La legge [2], nell’esigenza di tutelare coloro che hanno effettuato depositi presso le banche, prevede per gli istituti di credito l’obbligo di costituire e depositare presso la Banca d’Italia delle riserve minime obbligatorie. Le banche dell’area euro devono detenere quindi un certo ammontare di fondi nei loro conti correnti presso la banca Centrale a titolo di tali riserve. Per ogni banca la riserva minima obbligatoria è stabilita per un periodo denominato “periodo di mantenimento”. Il livello delle riserve è calcolato sulla base dei dati di bilancio della banca prima dell’inizio del periodo di mantenimento.

Le riserve minime della banca si possono pignorare?

La natura di tali riserve, e la previsione di un esplicito obbligo per le banche europee, comporta che esse siano impignorabili in quanto destinate a costituire la garanzia per l’esercizio dell’attività del credito, pari a una percentuale delle passività di una banca.

Secondo la Corte, dunque, il creditore della banca non può eseguire un pignoramento presso terzi delle riserve minime obbligatorie che l’istituto di credito ha presso la Banca d’Italia. E ciò vale anche nei confronti degli intermediari dei quali quest’ultima si serve per gestire i depositi. Difatti Bankitalia non è la materiale detentrice o depositaria delle somme in questione e quindi non è il cosiddetto debitor debitoris come depositario della liquidità in quanto la custodia è su conti destinati a una funzione pubblica e dunque intangibili.


note

[1] Cass. sent. n. 21970/19.

[2] Regolamento CE 1745-2003.


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