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Che fine ha fatto Salvini?

4 Settembre 2019 | Autore:
Che fine ha fatto Salvini?

Prima sempre presente nei tg in tutte le salse, oggi confinato alle sue pagine social. Che cosa resta del politico che ha provocato la crisi di governo?

Nemmeno un mese. Eppure, a pensarci bene, sembra trascorsa una vita. Era praticamente ieri quando avevamo Matteo Salvini onnipresente in tutte le salse: con la felpa della Polizia, della Protezione civile, dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco, a seconda della situazione in cui si trovava. Con la giacca e la cravatta nelle occasioni più formali, come quella in cui ha affrontato in Senato quello che ancora per poche ore è il suo presidente del Consiglio. Senza giacca, cravatta e nemmeno camicia al Papeete, di cui molti ignoravano l’esistenza finché, poco prima di far saltare in aria il Governo, il leader della Lega si è calato nel ruolo di deejay sulle note dell’inno di Mameli. Qualcuno ha suggerito che, viste le polemiche del momento con le navi delle Ong, sarebbe stata più appropriata la canzone di Dj Francesco (Facchinetti) del 2003: «Porta in alto la mano, segui il tuo Capitano». Si vede che non gli è venuto in mente.

Era addirittura riuscito a cambiare i palinsesti serali delle tv nei giorni più caldi di questo agosto politicamente insolito, catalizzando l’attenzione sui suoi comizi in spiaggia in diretta nazionale. Tutti attaccati al televisore, come nelle estati dei mondiali di calcio, non per seguire le imprese della Nazionale di Bearzot o di Lippi o le notti magiche di Totò Schillaci, ma per capire se davvero Salvini faceva cadere il Governo oppure la sua era solo una forzatura.

Poi, ecco che la trattativa tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico gli hanno rubato la scena. Che fine ha fatto Salvini? Praticamente non lo si vede più al telegiornale. Né con la felpa né in giacca e cravatta. Al Papeete no, perché ormai la stagione estiva è finita. Significa che è finita anche la stagione di Salvini? L’anno prossimo riprenderà quella del Papeete e non è detto che ricominci anche quella del Capitano.

Che ad un uomo carismatico come Salvini rubino la scena mediatica è, per lui, un colpo basso. Ci ha provato fino all’ultimo a restare a galla. Prima, paventando il coraggio di chi fa cadere un Governo nell’interesse del Paese perché con il Movimento 5 Stelle era impossibile andare avanti. Poi, proponendo allo stesso Movimento 5 Stelle di andare avanti aggiustando il tiro del contratto siglato 14 mesi prima. Infine, facendo una diretta su Facebook (la sua tv preferita) dopo il voto che sulla Rousseau ha confermato l’alleanza M5S-Pd e proprio mentre in conferenza stampa Luigi Di Maio gongolava per il risultato ottenuto. L’estremo tentativo di rubare la scena mediatica all’ormai ex alleato. L’estremo inutile tentativo, visto come sono andate le cose.

Che fine ha fatto Salvini? Il capo della Lega è rimasto per ora rinchiuso nello spazio che lui stesso ha creato e dove, forse in modo un po’ ingenuo (ma mai sottovalutare le mosse del Capitano) si è rintanato da solo: i suoi social network. Salvini riempiva i telegiornali in tutte le vesti e dettava legge in un Governo al quale era approdato in minoranza. Oggi, per sua scelta, riempie di tweet e dirette le reti sociali e detta legge soltanto ai suoi seguaci.

Ma chi pensa che Salvini sia finito si sbaglia di grosso. È vero che i sondaggi parlano di un calo di consensi dopo la crisi di governo, in particolare al Sud dove, secondo i dati resi noti questa mattina da Swg su ItaliaOggi, la Lega ha perso nelle ultime settimane fino a 10 punti percentuali a favore, soprattutto, del Movimento 5 Stelle, che guadagna 4 punti nel Meridione, e di Fratelli d’Italia. Il leader del Carroccio non ha più l’immagine del vincente, del Capitano, e per questo paga un prezzo laddove non aveva gli elettori di una vita, dove non esiste il suo zoccolo duro. Tuttavia, il suo resta il primo partito d’Italia e se oggi si fosse andati al voto avrebbe vinto le elezioni e avrebbe potuto governare con una coalizione di centrodestra in cui ha ancora i numeri per fare la voce grossa.

Tra poche ore dovrà sgomberare il suo ufficio al Viminale: la crisi di governo, cioè la sua creatura, e la nascita di un nuovo Esecutivo, vale a dire il suo più grande errore, lo spediscono all’opposizione. A sedere non più nei banchi del Governo ma nel suo seggio di senatore, accanto a quel Roberto Calderoli che nel 1994, quando era pupillo di Umberto Bossi, fece cadere l’Esecutivo di Silvio Berlusconi. Da quel banco, Salvini potrà molto probabilmente recuperare almeno una parte dei consensi perduti nell’ultimo mese. Gli basterà battere il chiodo sui temi a lui più graditi, come quello dell’immigrazione: se, ad esempio, il nuovo Governo adotterà una linea opposta alla sua sull’apertura dei porti alle navi delle Ong, avrà un argomento facile per riconquistare consensi tra chi non vuole altri sbarchi.



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