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La lotteria degli scontrini cambierà le nostre abitudini

4 Settembre 2019 | Autore:
La lotteria degli scontrini cambierà le nostre abitudini

Scoraggerà l’evasione, ma ci farà perdere tempo, mettendo a rischio la nostra privacy.

Per introdurre un cambiamento in Italia, ma forse in qualsiasi altro paese del mondo, ci sono due strade: il terrore o il piacere.

Quando, con la Legge 111 del 1988, fu introdotto l’obbligo di indossare la cintura di sicurezza in macchina, questo fu accolto con immenso fastidio dagli italiani. Al punto che a Napoli, dove il termometro, nella buona e nella cattiva sorte, è sempre più caldo, inventarono la famosa maglietta con la diagonale nera, come la maglia calcistica del Vasco de Gama, in modo da far sembrare che la cintura fosse attaccata. Poi, iniziarono i controlli a campione, in seguito a tappeto. E agli italiani entrò nella testa un concetto: «Se non la indosso rischio di  pagare». Non: «Se non la metto posso morire». Così la cintura di sicurezza è entrata nelle nostre abitudini. Per il terrore.

Ora, lo Stato sa che per la lotta all’evasione servono controlli. Da un lato è in grado di attuarli anche automaticamente, dall’altro, nel momento fisico dell’acquisto in contanti, non può. Dovrebbe investire in controlli. Dovrebbe attuare una nuova politica del terrore. Ma non ha i mezzi. Ed ecco quindi il cambio di strategia. Il piacere: «Se seguo lo Stato magari ci guadagno». L’invenzione è quella della cosiddetta lotteria degli scontrini, descritta per la prima volta nella Legge di bilancio 2017 (quando era prevista per l’1 gennaio 2018), già in uso in paesi come Taiwan, Slovacchia, Cina e Portogallo.

A partire dal primo gennaio 2020, chi farà un acquisto potrà, dietro richiesta di regolare scontrino, partecipare all’estrazione di ricchi premi in denaro (sono previsti premi mensili fino a 50 mila euro e un premio annuale da un milione). Quindi, anziché multe ci saranno premi. Come diceva Cesare: «Se non puoi sconfiggere il tuo nemico devi fartelo amico».

Ma come funzionerà la lotteria degli scontrini? Sarà riservata ai maggiorenni, residenti in Italia, che effettueranno una spesa per beni o servizi di almeno un euro. Per partecipare si dovrà comunicare il proprio codice fiscale all’esercente che a sua volta trasmetterà per via telematica il corrispettivo all’Agenzia delle Entrate. Il cittadino non sarà costretto a conservare tutti gli scontrini o le fatture perché potrà facilmente verificare la vincita online, grazie a un portale web che indicherà i ticket vincenti nell’area pubblica, con un’area personale recante i corrispettivi associati al proprio codice fiscale. La vincita verrà notificata via pec oppure posta raccomandata.

C’è un terzo fattore però, il tempo. Gli italiani ne hanno sempre troppo poco. Non si fermano se c’è da aspettare, non leggono istruzioni troppo complicate, sui social si limitano a commentare i titoli dei post senza aprire l’articolo. Per poter partecipare alla riffa è necessario che l’acquirente sia identificabile. Questo significa, come detto, che dovrà fornire al venditore il suo codice fiscale. Ma se pagherà con moneta elettronica le sue possibilità di vittoria raddoppiano (ecco l’altro incentivo per aumentare la posta del piacere). Questo, però, significa che un acquisto di dieci secondi può trasformarsi in una transazione da un minuto. Con il risultato che potrebbero verificarsi code estenuanti anche per comprare un pacchetto di gomme. Ma a quel punto, il gioco – è proprio il caso di dirlo – varrà la candela? Il tempo è pur sempre denaro. E potrà valere quanto l’ipotesi remota di una vincita?

C’è un ultimo fattore poi: la privacy. Se già siamo tracciati ovunque, se le carte dei supermercati indicano alle aziende cosa mangiamo, quali marche preferiamo, le nostre debolezze e le nostre fissazioni, vogliamo davvero essere studiati ovunque come formiche al microscopio?

In questo modo, incolonnati e ubriacati dal miraggio di una vincita milionaria, non saremo sempre più schiavi del Grande Fratello?


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