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Pericoli sulla strada: c’è risarcimento?

4 Settembre 2019
Pericoli sulla strada: c’è risarcimento?

Asfalto sollevato dalle radici degli alberi, buche stradali, macchie d’olio, ghiaia e pietrisco, avvallamenti e residui di sabbia per lavori in corso: chi paga i danni agli automobilisti?

Tecnicamente, vengono dette insidie stradali e sono tutti quei pericoli che si possono trovare sull’asfalto, di solito a causa di una cattiva manutenzione, di un incidente, di una gelata notturna o di lavori in corso su una carreggiata. Prestare prudenza, rispettando i limiti di velocità e guardando dove si mettono le ruote, può evitare spiacevoli sorprese, ma a volte non basta. Anche chi è diligente alla guida può cadere in una fossa coperta dalla pioggia o finire su una macchia d’olio. Così, le vittime che sbandano sul guardrail, che sbattono contro un muretto o un’altra auto finiscono sempre per domandarsi se, per i pericoli sulla strada c’è un risarcimento. Risarcimento evidentemente dovuto da chi avrebbe dovuto mettere il suolo in sicurezza e non lo ha fatto.

A più riprese, la giurisprudenza ha avuto modo di analizzare svariate situazioni decidendo di volta in volta sulla base di una serie di parametri: lo stato dei luoghi, l’eccezionalità e l’imprevedibilità dell’evento, la visibilità dell’insidia, la condotta dell’automobilista, la visibilità del manto stradale. Vediamo alcune delle ultime sentenze.

Finire in una fossa colma d’acqua

Una persona diligente e accorta sa che guadare uno specchio d’acqua potrebbe comportare un danno al motore dell’auto. Costituisce, quindi, regola di prudenza evitare di esporre il mezzo a pericolo. Di conseguenza, chi volontariamente fa transitare il veicolo in una vistosa pozza d’acqua, magari solo per il piacere di veder schizzare l’acqua ai bordi e poi, però, finisce in una buca stradale coperta dall’acqua stessa, ottiene un risarcimento a metà. Si applicherà, infatti, un concorso di colpa in ragione della responsabilità commessa dal danneggiato [1].

Diverso è il discorso se la pozza è inevitabile o talmente piccola da non essere avvistabile con anticipo. In questi casi, anche la prudenza non riesce ad evitare la caduta e il danno. Sicché è dovuto il risarcimento integrale.

Quando sulla strada ci sono ghiaia e pietre

Ghiaia e pietrisco presenti sul manto stradale possono far slittare l’auto. Il conducente, laddove possibile, deve prevedere la fonte di pericolo rallentando. Per pretendere il risarcimento dovrà, inoltre, dimostrare che tali insidie sono state l’unica causa della fuoriuscita dalla carreggiata.

Di recente, la Cassazione [2] ha detto che, in presenza di ghiaia e sassi ‘confusi’ col manto stradale non è dovuto alcun indennizzo. Questo dato permette di desumere che ci si trova di fronte ad “elementi di piccole dimensioni”, non sufficienti a causare la fuoriuscita di una vettura. Impossibile, quindi, checché ne dica l’automobilista, addebitare alla Pubblica Amministrazione la responsabilità per l’incidente subìto.

Asfalto rigonfio per causa di radici dell’albero

La vegetazione è sempre più rara, specie ai margini della strada. Ma basta una sola quercia a rigonfiare l’asfalto e a rendere pericolosa la superficie. Cosa può fare l’automobilista che, a causa del rigonfiamento, sbanda e rompe la macchina? Anche qui viene in rilievo l’elemento determinante per tutti i risarcimenti da insidie stradali: la visibilità del pericolo. Laddove, quindi, la “collinetta” sull’asfalto fosse facilmente avvistabile dal conducente, il Comune non sborserà neanche un euro.

Questo non toglie, però, che l’amministrazione sia tenuta a far di tutto per prevenire gli incidenti. Laddove si tratti di dislivelli scarsamente visibili per le condizioni di tempo e di luogo, e dunque molto pericolosi, come nel caso di buche, il risarcimento è comunque dovuto.

La buca stradale

Di buche sono piene le strade e le sentenze della giurisprudenza.

Il risarcimento presuppone l’accertamento di tre elementi:

  • la non visibilità della buca (tenendo conto delle dimensioni della buca stessa, dell’eventuale copertura con fogliame o acqua, dell’illuminazione della strada, dell’orario in cui avviene l’incidente);
  • la non prevedibilità della buca: a riguardo è stato ritenuto che la buca stradale vicino casa, e dunque nota al danneggiato, non è fonte di risarcimento. Allo stesso modo chi, consapevolmente, imbocca una strada palesemente dissestata, deve prestare maggiore attenzione rispetto a un automobilista normale, sicché in caso di danni non può che prendersela con sé stesso;
  • l’inevitabilità del pericolo in relazione al normale uso della strada: una buca piccola può essere evitabile in un centro urbano dove il traffico locale è a scorrimento lento; lo è molto meno, però, su un’autostrada.

Il Comune si presume responsabile per i pericoli sulla strada salvo prova contraria

In tema di responsabilità da insidia stradale, la collocazione del bene demaniale all’interno del perimetro urbano delimitato dallo stesso Comune è elemento sintomatico della possibilità di custodia del bene, dal cui difetto di manutenzione è derivato il danno. Sicché l’ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito si presume responsabile degli incidenti riconducibili alle situazioni di pericolo connesse alla struttura e alla conformazione della strada e delle sue pertinenze [4].

La difesa dell’ente titolare della strada potrà concentrarsi su specifici punti, anche questi identificati dalla giurisprudenza:

  • il comportamento del conducente, poco rispettoso delle regole di prudenza e del Codice della strada;
  • l’eccezionalità dell’evento che ha determinato il pericolo stradale: ad esempio, un improvviso acquazzone, un terremoto, una frana;
  • lo scarso tempo a disposizione tra l’incidente e la formazione del pericolo (tenendo conto della dimensione della strada) a disposizione dell’Amministrazione per riparare la strada o recintare l’insidia. Si pensi a una macchia d’olio lasciata da un camion che abbia causato subito dopo lo sbandamento di un’auto, senza consentire ai tecnici dell’autostrada di eliminare il pericolo. Si pensi anche ad una lastra di ghiaccio che causi un incidente all’indomani di una ghiacciata notturna.

note

[1] Tribunale Catania sez. III, 01/08/2019, n.3345

[2] Cass. sent. n. 21753/19 del 28.08.2019.

[3] Cass. sent. n. 21795/19 del 29.08.2019.

[4] C. App. Bari, sent. n. 653/2019.


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