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Luciana Lamorgese: chi è il nuovo ministro dell’Interno

4 Settembre 2019 | Autore:
Luciana Lamorgese: chi è il nuovo ministro dell’Interno

Ha lavorato per 40 anni nel ministero dell’Interno fino a diventare prefetto. Sull’immigrazione ha una linea opposta rispetto a quella di Salvini.

È una donna il successore di Matteo Salvini alla guida del ministero dell’Interno. Si chiama Luciana Lamorgese, ha 65 anni, è potentina e il suo nome non era finora noto alle cronache politiche: è stata a lungo prefetto, prima a Venezia e poi, fino allo scorso anno, a Milano ed ha lavorato per 40 anni nello stesso dicastero che da domani guiderà.

Con lei arriva un taglio netto rispetto alla linea del ministro uscente Salvini: la “discontinuità” rispetto alle precedenti politiche a guida Lega in tema di immigrazione era stata pretesa dal segretario del Pd Luca Zingaretti durante le trattative per dar vita all’accordo sul nuovo Governo e proprio per questo il profilo neutro e poco conosciuto al pubblico di Luciana Lamorgese ha avuto la meglio su nomi più noti, da quello dell’esponente Pd Marco Minniti a quello del capo della Polizia Franco Gabrielli.

Il nuovo ministro, però, conosce bene anche la politica perché in tempi recenti è stata a lungo capo di Gabinetto del precedente ministro dell’Interno Angelino Alfano e, per un breve periodo, anche del suo successore Marco Minniti.

Si tratta della terza donna nella storia della Repubblica a ricoprire l’importante carica al Viminale, dopo Rosa Russo Iervolino nel 1998 e Annamaria Cancellieri nel 2011.

Luciana Lamorgese è l’unico ministro “tecnico” della nuova squadra di Governo Conte 2: non è iscritta a nessun partito ma, una volta laureata in Giurisprudenza e ottenuta l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato, ha svolto tutta la sua carriera come funzionario di Prefettura e come dirigente di alcune articolazioni centrali del ministero dell’Interno, che dunque ben conosce in tutti i meccanismi di funzionamento.

Ha perciò una notevole esperienza per i compiti che dovrà svolgere, compreso il delicato tema dell’immigrazione: quando era prefetto di Venezia, nel 2011, era stata anche nominata soggetto attuatore per tutte le attività necessarie alla realizzazione e gestione delle strutture di accoglienza nella Regione Veneto. Nel periodo in cui ha lavorato insieme ad Angelino Alfano, si è occupata soprattutto di sbarchi, gestendo le fasi di prima accoglienza e di richieste di asilo dei migranti soprattutto durante le emergenze verificatesi tra il 2014 ed il 2016.

Arrivata come prefetto a Milano, Luciana Lamorgese due anni fa aveva annullato parecchie ordinanze comunali “anti-migranti” emanate da alcuni sindaci leghisti e in quell’occasione aveva dichiarato «Vediamo sindaci che non sempre fanno la loro parte e io dico loro che è importante accettare la diversità, che è ricchezza e procedere con l’integrazione».  Tutto questo lascia presumere che ci sarà ora un significativo cambio di rotta sull’immigrazione rispetto alla linea finora espressa da Salvini.

Chi la conosce parla di lei come un “prefetto di ferro” per le sue doti organizzative e per la conoscenza della macchina amministrativa, ma il metallo del rigido funzionario è temperato dalla disponibilità manifestata in tema di accoglienza: per questo, oggi, Luciana Lamorgese riceve il plauso sia delle associazioni del terzo settore, a partire dalla Caritas, sia di quelle dei funzionari di Polizia (Anfp), che per bocca del suo segretario fa giungere al neo ministro «i migliori auspici per un lavoro che consenta alle donne e agli uomini delle forze di Polizia di poter operare nelle migliori, condizioni per garantire la sicurezza del Paese e risolvere le criticità che affliggono gli operatori della sicurezza».



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