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Licenziamento: si può fare un concerto durante la malattia?

14 Marzo 2018 | Autore:
Licenziamento: si può fare un concerto durante la malattia?

Può essere licenziato per giusta causa il dipendente che durante l’assenza per malattia svolga attività di intrattenimento o si esibisca ad un concerto?

Non è raro che il dipendente assente per malattia dal posto di lavoro venga sorpreso a svolgere le attività quotidiane della propria vita come se nulla fosse. Teoricamente, chi è malato (e lo è per davvero) non dovrebbe essere in grado di svolgere alcuna attività. Capita spesso che, invece, il lavoratore ammalato sia “pizzicato” fuori casa, intento in attività quotidiane e addirittura ricreative, quali lunghe passeggiate, giornate al parco o al mare.  E allora ci si domanda: cosa può fare il dipendente durante il periodo di assenza dal lavoro per malattia? Sul punto, la linea di confine oltre la quale è vietato spingersi non è sempre chiara a tutti i lavoratori, specie per via degli obblighi conseguenti alle fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale (in proposito, per gli ultimi aggiornamenti leggi: Visite fiscali: cosa cambia nel 2018?). Un errore può costare – per giurisprudenza costante – anche il licenziamento per giusta causa e condotta infedele. È bene, quindi, fare chiarezza. Vediamo, dunque, cosa può fare e cosa non può fare il dipendente durante l’assenza per malattia: il lavoratore assente dal posto di lavoro per malattia può uscire di casa?

Sul punto, inoltre, è bene sapere che la Suprema Corte ha, di recente, affrontato un caso molto particolare, vale a dire quello di un dipendente che, durante il periodo di assenza dal lavoro per malattia, era stato “beccato” ad esibirsi ad un concerto  e non si era fatto alcun tipo di problema, anzi, aveva addirittura  pubblicizzato l’evento sulla propria pagina facebook. Ed infatti, è stata proprio la foto sui social ad “incastrare” il lavoratore. L’azienda per la quale il dipendete lavorava, infatti, non l’ha presa bene e lo ha licenziato in tronco. La domanda, quindi, è: è legittimo, in questi casi, il licenziamento per giusta causa? Il dipendente può andare ad un concerto durante la malattia? Il dipendente in malattia che si esibisce ad un concerto rischia il licenziamento? Scopriamolo insieme. Prima, però, facciamo chiarezza.

Dipendente in malattia: può uscire di casa?

Sbaglia chi crede che il lavoratore assente per malattia dal posto di lavoro non possa uscire di casa. Sul punto è importante fare una distinzione.

Il lavoratore, infatti, negli orari di reperibilità deve rimanere presso la propria abitazione o nell’indirizzo comunicato all’azienda attraverso il certificato medico, salvo le previste esenzioni per malattia grave. Durante gli orari della cosiddetta «reperibilità», dunque, il lavoratore deve rimanere a casa per consentire la visita fiscale del medico inviato dall’Inps. Per quanto riguarda, invece, gli orari diversi da quelli previsti per la visita fiscale, il lavoratore può tranquillamente assentarsi da casa, ma ad una condizione. Vediamo quale.

Dipendente in malattia: dopo la reperibilità può uscire di casa

Il lavoratore malato può uscire di casa dopo l’orario in cui può arrivare il medico fiscale? La risposta è certamente affermativa. Ma ad una sola condizione: tale comportamento non può pregiudicare una pronta guarigione. In buona sostanza, il dipendente in malattia non deve svolgere attività che possano tenerlo lontano dal lavoro più del tempo dovuto. Se infatti è vero che, uscire di casa dopo gli orari di reperibilità non è un comportamento vietato, è però necessario che l’attività svolta dal dipendente non rallenti la convalescenza. Il caso tipico è quello di chi, producendo un certificato di malattia per lombosciatalgia, venga visto sollevare pesi in giardino o fare lavori sul tetto; o di chi, nonostante la brutta bronchite, vada a fare la spesa con un clima particolarmente rigido, sconsigliato a chi abbia problemi respiratori. In questi casi il datore di lavoro può procedere al licenziamento in tronco, ossia per giusta causa (senza preavviso). Viceversa è certamente consentito andare a fare una passeggiata per sgranchirsi a chi sia in malattia per aver riportato una frattura al braccio.

Non si può, quindi, licenziare il dipendente se la mancata permanenza in casa non è necessaria per la guarigione. Ciò è quanto, da ultimo chiarito, da una recente sentenza della Corte di Cassazione [1].

Si può svolgere attività di intrattenimento durante la malattia?

Tornando alla domanda che ci siamo posti ad incipit del presente articolo, vale a dire: si può fare un concerto durante la malattia? La risposta è: dipende. Il lavoratore in malattia, infatti, può svolgere attività ludica, ricreativa o di intrattenimento. Dette attività, tuttavia, devono essere compatibili con lo stato di malattia del dipendente ed essere svolte in maniera conforme all’obbligo di correttezza e buona fede gravante sul lavoratore di adottare ogni cautela idonea affinché cessi quanto prima possibile lo stato di malattia. Di contro, sono vietate tutte le attività che rallentino la convalescenza del dipendente allungando, di conseguenza, i tempi della malattia e di lontananza dal lavoro.

Ad esempio, il dipendente che durante il periodo di malattia (dovuto a lombosciatalgia) assume una condotta  imprudente per la propria salute, consistente nel suonare in piedi uno strumento per molto tempo durante un concerto viola il dovere di lealtà e correttezza nei confronti dell’azienda. Questa violazione compromette in maniera irrimediabile il rapporto con l’azienda e consente il licenziamento per giusta causa.

A sancirlo è stata la Corte di Cassazione che, con una recentissima sentenza [2], ha rigettato il ricorso promosso da un lavoratore che era stato licenziato per essere stato scoperto a suonare durante un concerto durante il periodo di assenza per malattia. Sul punto, infatti, è bene sapere che il dipendente deve astenersi dal porre in essere non solo le condotte espressamente vietate dalla legge o dal Ccnl, ma deve anche avere l’attenzione di evitare ogni condotta che, per la sua natura o per le conseguenze che può comportare, risulti oggettivamente in contrasto con gli obblighi connessi al rapporto di lavoro. Con la sentenza in commento, dunque, la Suprema Corte ha dato ragione all’azienda che aveva licenziato in tronco un dipendete, assente per malattia, dopo aver scoperto che lo stesso invece di pensare a guarire, si esibiva in un concerto con tanto di gruppo al seguito durante una manifestazione locale.

I doveri di correttezza e buona fede del dipendente

In altre parole, il dipendente deve osservare i doveri di correttezza e buona fede anche nelle condotte extralavorative, allo scopo di non arrecare danno al proprio datore di lavoro. Tuttavia, non basta la violazione di tali doveri per giustificare il recesso in tronco dal rapporto di lavoro; è necessario altresì che la condotta illecita si traduca in una grave negazione dell’elemento fiduciario che deve caratterizzare il rapporto di lavoro, tenuto conto delle circostanze in cui questa è stata realizzata, del grado di affidamento richiesto dalle mansioni del dipendente e dell’intensità dell’elemento intenzionale.

Sullo stesso tema, consigliamo la lettura dei seguenti articoli:  Assenza per malattia e lavoro presso terzi: quali rischi?Licenziamento: si può andare al mare durante la malattia?Licenziamento: si può fare sport durante la malattia?

 


note

[1] Cass. sent. n. 1173 del 18.01.2018.

[2] Cass. sent. n. 6047 del 13.03.2018.

Autore immagine: Pixabay.com


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