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Addio demolizione per piccoli abusi edilizi

4 Settembre 2019
Addio demolizione per piccoli abusi edilizi

Il giudice deve valutare caso per caso se la costruzione in difformità del permesso di costruire è di scarso impatto.

Sanati gli abusi edilizi di lieve entità e molto vecchi. Il Tar di Reggio Calabria, in una recentissima sentenza [1], fa prevalere il diritto all’abitazione rispetto al ripristino dello stato dei luoghi: quando si tratta di piccole difformità, il giudice deve sempre motivare il ricorso alle ruspe e spiegare perché deve ritenersi prevalente l’interesse pubblico rispetto a quello privato. Si tratta di una sostanziale sanatoria quella uscita dalle pagine di questa pronuncia che però richiama i precedenti della Corte dei Diritti dell’Uomo [2] e del Consiglio di Stato [3]. Tutt’altro quindi che il caso isolato di un singolo giudice.

Da oggi, dunque, chi esegue ristrutturazioni e modifica i lavori in corso d’opera, deviando da quelli che erano gli iniziali progetti, ha una carta in più per evitare la demolizione rispetto alla classica “sanatoria a pagamento” presentata in Comune.

Leggi anche Abusi edilizi: come si ferma la demolizione.

La decisione si basa su un assunto piuttosto semplice da comprendere. Seppure è vero che, in difetto di permesso edilizio oppure in difformità da esso, l’opera abusiva va abbattuta, questa regola non deve essere applicata in modo automatico. Il giudice infatti può valutare caso per caso se l’abuso è di modeste dimensioni e tutto sommato non lede l’urbanistica generale.

In buona sostanza, si tratterebbe di una sanatoria degli abusi edilizi più piccoli ma sempre subordinata all’ok del giudice.

Che rischia l’autore dell’illecito? In teoria, per lui resterebbe la condanna penale ma, parlando di abusi molto vecchi, questa è già caduta in prescrizione (ci vogliono solo 4 anni, 5 se c’è l’avviso di garanzia). Con l’ulteriore vantaggio che l’opera resta al proprio posto.

La sentenza attribuisce dunque al giudice il potere di riconoscere che, per certi abusi edilizi di modesta entità – quelli cioè che non hanno un elevato impatto rispetto al contesto generale – la demolizione è una sanzione troppo sproporzionata; essa finisce per ledere anche il diritto costituzionale all’abitazione.

Nel caso di specie, peraltro, l’amministrazione comunale era al corrente dell’abuso successivo alle opere di ristrutturazione interna, ragione per la quale è stato ritenuto immotivato il “risveglio” delle autorità quando oramai si era formato un affidamento del proprietario al mantenimento del proprio immobile.

note

[1] Tar Reggio Calabria, sent. n. 513/19.

[2] Art. 34, co. 1, d.p.r. n. 380/2001.

[3] Art. 34, co. 2, d.p.r. n. 380/2001.

[4] Cons. Stato sent. n. 2837/2018.


3 Commenti

  1. Non ho fatto 30 mq sotto una tettoia di un capannone accatastato dal 2010 e mi hanno notificato l’ordine di demolizione .ci tengo ha precisare che sono separato e senza casa .cosa mi consigliate.

    1. Puoi trovare tutte le informazioni sull’argomento nei seguenti articoli:
      -Abusi edilizi: come si ferma la demolizione https://www.laleggepertutti.it/299914_abusi-edilizi-come-si-ferma-la-demolizione
      -Abuso edilizio: prescrizione demolizione https://www.laleggepertutti.it/281642_abuso-edilizio-prescrizione-demolizione
      -Ordine di demolizione abuso edilizio: termine massimo https://www.laleggepertutti.it/263867_ordine-di-demolizione-abuso-edilizio-termine-massimo
      -Ordine di demolizione: ultime sentenze https://www.laleggepertutti.it/298895_ordine-di-demolizione-ultime-sentenze
      -Che succede se non rispetto l’ordine di demolizione dell’opera abusiva? https://www.laleggepertutti.it/120504_che-succede-se-non-rispetto-lordine-di-demolizione-dellopera-abusiva
      -Ordine di demolizione di abuso edilizio con sanatoria in corso https://www.laleggepertutti.it/258950_ordine-di-demolizione-di-abuso-edilizio-con-sanatoria-in-corso

    2. se possibile, impugnare innanzi al TAR competente e, comunque, verificare con un tecnico la possibilità di presentare una sanatoria.
      Si rivolga ad un avvocato e ad un buon tecnico esperto del settore, ingegnere, geometra, architetto.
      Cordialità
      Avv. Giovanni Mauri

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