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Alfonso Bonafede: ecco chi è il ministro della giustizia

5 Settembre 2019
Alfonso Bonafede: ecco chi è il ministro della giustizia

Governo Conte bis: il nome e il curriculum di tutti i nuovi ministri.

Nessuna novità per Alfonso Bonafede (M5S, 43 anni). È lui che ha portato Conte nel M5S. È stato ministro della giustizia nel governo Conte 1. Essendo stato riconfermato ministro della Giustizia, logica vorrebbe che intenda ripartire dal suo «epocale» progetto di riforma rivelatosi uno dei punti di rottura con l’ex alleato Matteo Salvini, che l’ha definito «acqua fresca». Il Partito democratico, nuovo partner di governo, non ha avuto il tempo di dire la sua, ma di certo su molte questioni le distanze restano. A cominciare dalla proposta di elezione del Consiglio superiore della magistratura attraverso un sorteggio preliminare dei candidati, considerata poco seria oltre che a forte rischio di incostituzionalità. Sulla necessità di ridurre i tempi dei processi sono ovviamente tutti d’accordo, ma sulle soluzioni non c’è mai stata armonia tra le ricette grilline e quelle del Pd. Così come sull’abolizione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, introdotta dalla legge Spazzacorrotti, marchio di fabbrica di Bonafede fortemente criticata dall’opposizione di sinistra che si appresta a entrare in maggioranza; quella riforma ha cancellato la precedente varata su proposta dell’ex ministro del Pd Orlando appena un anno prima. E sulle intercettazioni, altro tema sempre caldo e «divisivo», l’unica mossa fatta finora da Bonafede è stata congelare le norme approvate dal centrosinistra, com’è avvenuto con la riforma carceraria. Nel 2013, è primo firmatario della proposta di legge sul c.d. “divorzio breve”, poi confluita nella legge approvata dal Parlamento nel 2015 (L. n. 55/2015).

Nel gennaio 2019 la Camera penale di Roma ha presentato un esposto alla Procura di Roma, al Garante dei detenuti ed a quello della Privacy, riguardo il video pubblicato sui social network, dal ministro della giustizia Alfonso Bonafede, in occasione dell’arresto dell’ex terrorista Cesare Battisti. Il video realizzato da Bonafede suscitò numerosi commenti negativi. Per il sindacato dei penalisti romani, l’iniziativa violerebbe l’articolo 114 del codice di procedura che vieta la “pubblicazione dell’immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all’uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica” e l’art 42 bis dell’ordinamento penitenziario che prevede che “nelle traduzioni sono adottate le opportune cautele per proteggere i soggetti tradotti dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità”.[12] Per questa vicenda nel febbraio 2019 viene indagato per abuso d’ufficio insieme al Ministro dell’Interno Matteo Salvini in ragione della mancata tutela della dignità della persona arrestata. La procura di Roma ha tuttavia chiesto l’archiviazione del procedimento per la mancanza dei requisiti del dolo e del vantaggio patrimoniale.



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