Business | Articoli

Fino a quando i genitori devono mantenere i figli over 30?

15 Marzo 2018 | Autore:
Fino a quando i genitori devono mantenere i figli over 30?

Figli disoccupati over 30: cambia l’obbligo dei genitori di mantenerli. Il figlio disoccupato sopra i 30 anni non deve essere mantenuto da mamma e papà se non si dà da fare per cercare un lavoro

Lo avevamo già preannunciato in: Figlio disoccupato over 34 non va più mantenuto dai genitori, sembra proprio che l’orientamento della giurisprudenza stia lentamente cambiando con riferimento all’obbligo dei genitori di mantenere i figli disoccupati. Sul punto, l’orientamento maggioritario vede i genitori obbligati a mantenere i figli fino a quando questi non raggiungano l’indipendenza economica e senza limiti temporali o d’età. In linea di massima, dunque, il mantenimento non viene meno, in automatico, con il compimento dei 18 anni, ma solo quando il figlio acquista una propria autonomia economica. Come tutti sanno, però, il fenomeno dei figli che, pur in età avanzata, continuano a chiedere l“aiuto da casa” è dilagante. Nell’attuale periodo storico, infatti, non solo è aumentata l’età per andare in pensione, ma anche quella in cui i giovani (e meno giovani, purtroppo) raggiungono una propria “autonomia patrimoniale”. Di conseguenza, sono tantissimi i figli disoccupati che continuano a vivere sotto il tetto di mamma e papà e ad essere mantenuti dai genitori. Sempre più spesso, dunque, ci si domanda: fino a quando i genitori devono mantenere i figli disoccupati? Con una recente sentenza [1], la giurisprudenza ha affermato che il figlio disoccupato sopra i 34 anni non va più mantenuto dai genitori, avrà tutt’al più diritto agli alimenti e dovrà lasciare la casa di mamma e papà. Ebbene, con una  pronuncia ancora più recente [2], la Suprema Corte ha confermato detto orientamento affermando che non deve essere corrisposto il mantenimento al figlio over 30 che non fa nulla per trovarsi un lavoro.

Fino a che età i genitori devono mantenere i figli?

Le due pronunce sopra citate – la prima resa dal Tribunale di Modena, la seconda dalla Corte di Cassazione – si manifestano del tutto innovative e, a dir poco, “rivoluzionarie” rispetto alle precedenti pronunce in materia. Sul punto, infatti, la giurisprudenza ha sempre affermato l’obbligo dei genitori di mantenere i figli sino a quando questi non avessero raggiunto l’indipendenza economica e fino a quando i figli non fossero in grado di provvedere da soli alle proprie esigenze, il che coincide con l’inizio di un lavoro stabile e duraturo.

In sostanza, prima d’ora non era affatto possibile prefissare un’età massima del figlio o un termine di durata dell’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni. Non esisteva, dunque, un limite di età massima del figlio maggiorenne al raggiungimento del quale i genitori potevano dirsi non più tenuti al mantenimento dello stesso. Fin’ora, infatti, i giudici hanno sempre affermato: qualsiasi sia l’età del figlio, l’obbligo cessa solo quando questo raggiunge l’indipendenza economica. Il Tribunale di Modena, invece, ha fissato un’età massima, vale a dire 34 anni; la Cassazione ha addirittura “accorciato” la soglia, riducendola a 30 anni. Ma vediamo, più nel dettaglio, cosa hanno affermato i giudici in proposito e, più in generale, fino a quando i genitori sono tenuti a mantenere i figli.

Disoccupato sopra i 34 anni: i genitori non devono mantenerlo

Per sapere, nel dettaglio, cosa ha statuito il Tribunale di Modena rimandiamo alla lettura dell’articolo: Figlio disoccupato over 34 non va più mantenuto dai genitori. Riassumendo, il Tribunale di Modena ha avuto modo di affermare quanto segue: il dovere dei genitori di mantenere la prole maggiorenne ma non indipendente sul piano economico non può protrarsi oltre ragionevoli limiti di tempo  ed in particolare oltre la soglia temporale indicativa dei 34 anni, prudenzialmente individuata sulla base di statistiche nazionali ed europee.

Figlio disoccupato over 30: niente mantenimento dai genitori

Dal canto suo, la Suprema Corte ha affermato che l’obbligo dei genitori di corrispondere il mantenimento al figlio maggiorenne non può essere protratto oltre ragionevoli limiti di tempo e di misura, poiché il diritto del figlio si giustifica nei limiti del perseguimento di un progetto educativo e di un percorso di formazione, nel rispetto delle sue capacità, inclinazioni e aspirazioni, purchè compatibili con le condizioni economiche dei genitori. Non va corrisposto, dunque, il mantenimento al figlio over 30 che non fa nulla per trovarsi un lavoro pur avendo tutte le carte in regola per farlo.

Il diritto al mantenimento del figlio che cambia sesso

Più nel dettaglio, con la sentenza in commento la Suprema Corte ha analizzato il caso di una figlia (diventata poi un Lui) che aveva affrontato un percorso di cambio sesso e correlato periodo di adattamento psicologico. La Corte di Cassazione, sul punto, ha affermato che cambiare sesso può dare diritto ad essere mantenuti dai genitori per un tempo ulteriore rispetto al limite di tolleranza verso i figli senza problemi di identità sessuale, ma un po’ lenti a trovarsi un lavoro e a rendersi indipendenti. Tuttavia, una volta terminato il “periodo critico”, il figlio deve comunque darsi da fare per rendersi economicamente indipendente. Nel caso di specie, infatti, il figlio – a tre anni di distanza dal cambio di sesso – aveva ormai raggiunto una «capacità lavorativa potenziale cui non ha fatto riscontro una concreta ricerca del lavoro». Dopo tre anni, insomma, è tempo di darsi da fare. Da qui la perdita del diritto ad essere mantenuto.

L’obbligo di mantenere i figli: l’orientamento maggioritario

La sentenza in commento, come anticipato, si pone in contrasto con l’orientamento maggioritario, che vede i genitori obbligati a mantenere i figli fino a quando questi non raggiungano l’indipendenza economica e senza limiti temporali o d’età. In linea di massima, dunque, il mantenimento non viene meno, in automatico, con il compimento dei 18 anni, ma solo quando il figlio acquista una propria autonomia economica. Pertanto, bisogna comunque provvedere ad assistere i figli maggiorenni disoccupati o privi di un’occupazione stabile, ossia tutti coloro che, non per loro colpa, sono economicamente non autosufficienti. Ne consegue che, secondo l’orientamento attualmente maggioritario, solo il figlio giovane (o meno giovane) indolente che non conclude gli studi per pigrizia o che, pur avendo acquisito una formazione scolastica, non si dà da fare per cercare occasioni di lavoro, non potrà  più ottenere il mantenimento anche se disoccupato. Per tutti gli approfondimenti, leggi anche: Figlio disoccupato: chi lo mantiene? e Figlio disoccupato: se i genitori non lo mantengono?.

 

 

 


note

[1] Trib. Modena, sent. n. 165 del 01.02.2018.

[2] Cass., ord. n. 5883 del 12.03.2018.

Autore immagine: Pixabay.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube