Diritto e Fisco | Articoli

Posso versare i contributi Inps se non lavoro?

6 Settembre 2019 | Autore:
Posso versare i contributi Inps se non lavoro?

Contribuzione volontaria: quando può essere versata, come richiedere l’autorizzazione all’Inps, quali vantaggi?

Hai da poco perso il lavoro: oltre all’evidente danno economico che questo comporta, una delle tue preoccupazioni principali è la perdita dei contributi per la pensione. Terminato il periodo durante cui ha diritto all’indennità di disoccupazione Naspi ed al corrispondente accredito dei contributi figurativi Inps, difatti, al lavoratore disoccupato non spetta l’accredito di ulteriore contribuzione. Così, i periodi di disoccupazione non indennizzati non sono utili ai fini della pensione. Ma è possibile che il lavoratore decida di effettuare volontariamente, e di tasca propria, dei versamenti, perché i periodi scoperti siano utilizzabili per la futura pensione?

In altre parole, posso versare i contributi Inps se non lavoro? La risposta è, nella generalità dei casi, affermativa: chi non lavora può versare i contributi volontariamente, facendosi carico dell’onere.

Per poter versare i contributi volontari, devi però ottenere un’autorizzazione da parte dell’Inps e possedere specifici requisiti: non tutti i lavoratori possono effettuare volontariamente i versamenti. Vediamo allora quali sono i requisiti richiesti per il versamento della contribuzione volontaria, a quanto ammontano gli oneri e come richiedere l’autorizzazione all’Inps.

Chi può versare i contributi volontari?

Puoi versare i contributi volontari se il tuo rapporto di lavoro è cessato o sospeso. I versamenti volontari possono anche consentire di coprire dei periodi di lavoro part-time che comportano “buchi contributivi”.

Per poter essere autorizzato al versamento dei contributi volontari devi però far valere:

  • nei 5 anni che precedono la domanda, uno dei seguenti requisiti di effettiva contribuzione (anche non continuativa):
    • 36 mesi di contributi;
    • 156 settimane di contributi;
    • 279 giornate di contributi agricoli per gli uomini;
    • 186 giornate di contributi agricoli per le donne e i giovani;
    • 65 settimane per i lavoratori addetti esclusivamente alle lavorazioni di durata inferiore a sei mesi, compiute annualmente in determinati periodi, e alle lavorazioni soggette a disoccupazione stagionale ed a periodi di sosta;
  • qualunque sia l’epoca del versamento, uno dei seguenti requisiti:
    • 60 mesi di contributi;
    • 260 settimane di contributi;
    • 465 giornate di contributi agricoli per gli uomini;
    • 310 giornate di contributi agricoli per le donne e i giovani fino a 18 anni;
    • 125 contributi settimanali per i lavoratori addetti esclusivamente alle lavorazioni che si compiono annualmente in determinati periodi di durata inferiore a sei mesi, o a quelle soggette a disoccupazione stagionale o a periodi di sosta.

Sono validi i contributi effettivi, e non quelli figurativi. La contribuzione versata in Paesi esteri convenzionati con l’Italia può essere utilizzata, a condizione che in Italia sia versato almeno un contributo.

Contributi volontari per lavoratori stagionali e part time

Basta un solo anno di contribuzione nel quinquennio precedente la domanda, per coloro che svolgono lavoro dipendente in forma stagionale, temporanea o discontinua, o regolata da contratto di lavoro part-time (di qualsiasi tipologia, orizzontale, verticale o misto): i contributi volontari, in questo caso, servono per coprire i periodi scoperti tra più attività lavorative, o per integrare l’anzianità contributiva ridotta che si determina, ai fini della misura della pensione, nel part-time orizzontale.

Quando non si possono versare i contributi volontari?

Non è possibile versare i contributi volontari:

  • se al momento della domanda, per effetto di una diversa attività lavorativa, si versano i contributi all’assicurazione generale obbligatoria Inps, a forme di previdenza alternative, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e alle casse di previdenza dei liberi professionisti.
  • se si è già pensionati, anche se il trattamento è liquidato a carico di un’altra gestione previdenziale;
  • se si verificano eventi che comportano l’accredito di contributi figurativi: in questo caso, l’interessato deve sospendere i versamenti volontari in corrispondenza dei periodi coperti dai questi contributi;
  • durante i periodi di rioccupazione alle dipendenze di terzi;
  • nei periodi in cui si è obbligati a versare i contributi alla gestione Separata

Autorizzazione ai contributi volontari

Per poter versare i contributi volontari, devi inviare un’apposita richiesta di autorizzazione all’Inps tramite:

  • i servizi telematici accessibili tramite pin, spid o cns attraverso il sito dell’Inps;
  • chiamando il call center Inps (numero verde 803.164 da rete fissa, oppure 06 164 164 da rete mobile);
  • tramite patronato.

Una volta ottenuta l’autorizzazione, conservi senza limiti di tempo il diritto ad effettuare i versamenti volontari. Puoi interrompere i versamenti e riprenderli in qualsiasi momento, ma non puoi più coprire i periodi pregressi.

Quali periodi coprono i contributi volontari?

Una volta ottenuta l’autorizzazione Inps, i versamenti volontari decorrono:

  • dal primo sabato successivo alla presentazione della domanda, se sei un lavoratore dipendente;
  • dal primo giorno del mese della domanda, se sei iscritto nelle Gestioni artigiani e commercianti.

Possono essere coperti anche i 6 mesi precedenti alla domanda, se non esiste alcuna causa di incompatibilità.

Un regime particolare è previsto per gli operai agricoli a tempo determinato.

A quanto ammontano i contributi volontari?

L’importo dei contributi volontari si ottiene applicando l’aliquota di finanziamento propria della gestione previdenziale (33% per i dipendenti autorizzati dal 12 luglio 1997) alla retribuzione (per i dipendenti) o al reddito di riferimento (per gli autonomi). In ogni caso l’importo minimo del contributo volontario dovuto da tutte le categorie di prosecutori non può essere inferiore a quello stabilito per i lavoratori dipendenti comuni.

Per i dipendenti, autorizzati dal 12 luglio 1997, il reddito di riferimento è rappresentato dalla retribuzione media settimanale degli ultimi 12 mesi.

Se la retribuzione su base annua supera 47.143 euro (valore 2019), si applica un’aliquota aggiuntiva dell’1%. Per coloro che non possiedono contributi anteriori al 1996, si applica un massimale annuo pari a 102.543. Il massimale si applica anche a chi ha esercitato l’opzione per il sistema contributivo.

In ogni caso, l’importo minimo della retribuzione settimanale su cui quantificare i contributi volontari non può essere inferiore al 40% dell’importo del trattamento minimo mensile di pensione: per il 2019, dunque, la retribuzione settimanale deve risultare almeno pari a 205,20 euro (513,01 euro- importo del trattamento minimo mensile- per 40%).

Per i dipendenti autorizzati prima del 12 luglio 1997, la retribuzione di riferimento è stabilita in base a classi di retribuzione.

Come si pagano i contributi volontari?

Puoi pagare i contributi volontari con le seguenti modalità:

  • utilizzando il bollettino Mav inviato dall’Inps, presso una qualunque banca oppure presso gli uffici postali;
  • on-line, sul sito dell’Inps, utilizzando la carta di credito per perfezionare il pagamento;
  • mediante avviso di pagamento pagoPA, che permette di versare i contributi presso qualsiasi prestatore di servizi di pagamento (PSP) aderente al circuito “pagoPA”;
  • presso le tabaccherie aderenti al circuito “Reti Amiche” tramite Lottomatica.

Qualunque sia la modalità prescelta, il sistema di pagamento prevede che, inserendo il codice fiscale e il codice prosecutore, la procedura informatica dell’ente proponga l’importo complessivo calcolato in base ai dati relativi all’autorizzazione rilasciata.

È comunque possibile provvedere alla copertura contributiva per periodi inferiori al trimestre, modificando di conseguenza l’importo.

Quando si pagano i contributi volontari?

Devi effettuare il versamento dei contributi volontari entro le seguenti scadenze:

  • 30 giugno per il primo trimestre (gennaio-marzo);
  • 30 settembre per il secondo trimestre (aprile-giugno);
  • 31 dicembre per il terzo trimestre (luglio-settembre);
  • 31 marzo dell’anno successivo per il quarto trimestre (ottobre-dicembre).

I termini sono perentori e non puoi superarli di tua iniziativa, pena l’annullamento dei contributi versati ed il conseguente rimborso, senza interessi (ti è comunque consentito richiedere che le somme risultate indebite vengano attribuite, quando possibile, al trimestre solare precedente la data del tardivo versamento).

A che cosa servono i contributi volontari?

I contributi volontari sono utili per perfezionare il diritto e per la misura di tutte le pensioni dirette (vecchiaia, anzianità, assegno ordinario di invalidità e inabilità) e indirette (superstiti e reversibilità).



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube