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Contanti: controlli con effetto retroattivo

30 Gennaio 2020
Contanti: controlli con effetto retroattivo

Prelievi e versamenti mensili: la Finanza opererà anche sul passato e non solo per contrasto al riciclaggio.

Il nuovo provvedimento della Uif che impone la segnalazione di tutte le operazioni in contanti allo sportello della banca da 10mila euro in su al mese (anche se realizzate in diverse occasioni e per importi inferiori, purché non inferiori a mille euro) si applica da subito, ma con effetto retroattivo. In buona sostanza, i controlli, che partiranno il 15 settembre con le prime comunicazioni inviate dagli Istituti di credito all’Unità di Informazione Finanziaria, avranno ad oggetto i mesi di aprile, maggio, giugno e luglio 2019, quando ancora in pochi sapevano dell’esistenza del provvedimento.

Così, chi in questi mesi ha maneggiato troppi contanti potrebbe trovarsi ad essere oggetto di una segnalazione senza aver avuto la possibilità, all’epoca, di prendere le contromisure.

A confermarlo è il comandante del terzo reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Arbore, intervistato poco tempo fa da Italia Oggi.

Il generale ha ripreso in mano il discorso che ha occupato le pagine di numerosi giornali. Ne abbiamo parlato nell’articolo Massimo prelievo contanti privati. Per contrastare il riciclaggio di denaro sporco, le banche raccoglieranno mensilmente in un archivio interno tutte le operazioni in contanti effettuate dai propri clienti, sia prelievi che versamenti, e le invieranno alla Uif, a condizione che l’importo maneggiato sia di almeno 10mila euro nell’arco di un mese solare. Detta segnalazione scatta anche se il superamento della soglia avviene attraverso più operazioni che, singolarmente prese, sono inferiori a 10mila euro ma che, tra loro sommate, superano il tetto. Ciò, però, vale solo se le operazioni sono pari o superiori a 1.000 euro l’una. Così, ad esempio, se il correntista preleva, nell’arco di un mese, 11 mila euro con 11 prelievi diversi da mille euro l’uno, si troverà oggetto di segnalazione.

Tuttavia, queste segnalazioni – come chiarisce il comandante della Finanza -non hanno come scopo il contrasto all’evasione fiscale, sicché il problema non sarà tanto esibire una fattura per escludere un pagamento in nero o per dimostrare di aver utilizzato il denaro senza violare la regola del trasferimento di denaro in contanti non superiori a 3mila euro. Regola che, dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021, cambierà dal momento che il tetto all’uso di contanti si abbasserà a 1.999,99 euro, mentre dal 1° gennaio 2022, scenderà a 1.000 euro.

Per le violazioni, si rischiano multe da 2.000 a 50mila euro a seconda dell’importo trasferito.

L’obiettivo degli invii dei dati da parte delle banche all’Unità di Informazione Finanziaria è quello del contrasto al riciclaggio. «Si tratta di dati o informazioni che di per sé non rappresentano una operazione sospetta: al limite».

Anche se il generale delle Fiamme Gialle ribadisce come l’interesse primario sia quello dell’analisi dei fenomeni illeciti collegati all’utilizzo di contante, nulla però escluderà che operazioni rilevanti possano poi passare dall’Agenzia delle Entrate per un’ulteriore valutazione di tipo fiscale.



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