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Sulla casa del figlio minore chi paga spazzatura e Imu?

6 Settembre 2019
Sulla casa del figlio minore chi paga spazzatura e Imu?

Imposta sui rifiuti (Tari) e altre tasse sulla casa: se la richiesta di pagamento del Comune arriva ai genitori è legittima?

Hai intestato una seconda casa a tuo figlio che ancora è minorenne. Il Comune ti ha inviato la richiesta di pagamento delle tasse sulla casa, in particolare quella dell’Imu e dell’imposta sui rifiuti. In entrambi i casi, però, la comunicazione era indirizzata a te e non a tuo figlio, effettivo intestatario dell’immobile. Che cosa devi fare in questi casi? Devi pagare o puoi far finta di nulla?

Per sapere chi paga spazzatura e Imu sulla casa del figlio minore devi sapere alcune cose. Cercheremo di illustrartele meglio qui di seguito.

I genitori hanno l’usufrutto legale sui beni del figlio

Il Codice civile stabilisce che i genitori esercenti la responsabilità genitoriale hanno in comune l’usufrutto del figlio fino alla sua maggiore età. Il che significa che il bambino è solo il nudo proprietario dell’immobile, mentre il relativo utilizzo e la percezione dei frutti spettano al padre e alla madre. A riguardo, si parla di «usufrutto legale» in quanto deriva direttamente dalla legge e non si può evitare.

In tal caso, dunque, ben possono i genitori intestare una casa al proprio figlio ancora piccolo pur conservandone in automatico l’usufrutto e continuando a viverci o a darlo in affitto. Lo stesso succede per gli immobili donati al minorenne da altri parenti, ad esempio i nonni.

In caso di usufrutto legale dei genitori chi paga le tasse sulla casa?

Nella veste di usufruttuari, i genitori che sono anche legali rappresentanti e tutori del minore, devono versare tutte le imposte collegate alla casa, quindi sia l’Imu che la Tari (l’attuale imposta sui rifiuti).

In particolare, come abbiamo già spiegato in Minorenni: quali tasse si pagano su redditi e immobili dei figli, i redditi soggetti ad usufrutto legale vanno dichiarati dai genitori insieme ai redditi di questi ultimi. In pratica, spetta ai genitori indicare nella propria dichiarazione annuale presentata all’Agenzia delle Entrate i beni di cui i figli sono intestatari. E su di loro gravano le sanzioni in caso di violazioni. I redditi dei figli minori esclusi dall’usufrutto legale, invece, sono dichiarati a nome del figlio dai genitori con modello separato da quello relativo ai redditi propri. Quindi, per via dell’usufrutto legale, i genitori pagano quindi l’Irpef, l’Imu, la Tasi, la Tari, per conto del figlio minorenne nudo proprietario dell’immobile.

Dunque, se è vero che la dichiarazione ai fini Imu e Tari in Comune viene presentata dal genitore per conto del figlio è quasi scontato che l’ufficio tributi del Comune medesimo invierà il relativo bollettino di pagamento indirizzato allo stesso genitore e non al figlio intestatario dell’immobile.

Né il fatto che sia prima casa per il figlio vale ad ottenere l’esenzione Imu che si applica solo a condizione che la casa sia luogo di residenza e di effettiva dimora abituale del proprietario. Per cui, se il figlio abita insieme ai propri genitori in un altro immobile e quello a lui intestato è solo una “seconda casa”, è necessario versare l’Imu. Spostare la residenza del figlio nella casa “non abitata”, dunque, non serve a nulla.

Imu a carico del minore se non c’è usufrutto legale  

Per riepilogare quanto sinora detto, se sull’immobile intestato al figlio minore sussiste l’usufrutto legale dei genitori, come normalmente dovrebbe accadere, il pagamento delle tasse sulla casa deve essere effettuato a nome degli stessi genitori. Ai fini reddituali [1], i redditi dei beni dei figli minori che sono oggetto dell’usufrutto legale sono imputati per la metà del loro ammontare a ciascun genitore. Se, invece, non c’è usufrutto legale, le imposte devono essere versate a nome del figlio minore.

Quando il figlio diventa maggiorenne

Chiaramente, le cose cambiano quando il figlio diventa maggiorenne. In tale momento, cessa l’usufrutto legale dei genitori in automatico, senza cioè bisogno di atti notarili, e il nudo proprietario (il minore ormai divenuto maggiorenne) diventa proprietario “pieno”. Egli, quindi, dovrà presentare una nuova dichiarazione in Comune e pagare direttamente e personalmente le imposte sulla casa, imputando a sé stesso il reddito dell’immobile tramite la propria dichiarazione dei redditi.


note

[1] Art. 4 del Tuir (Dpr 917/1986).


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