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Finanziamento non pagato dopo 5 anni

23 Settembre 2019 | Autore:
Finanziamento non pagato dopo 5 anni

Le informazioni negative su un finanziamento non pagato per quanto tempo si conservano nelle banche dati? Quando si prescrive un finanziamento?

Mediante l’accesso al credito, migliaia di famiglie o imprenditori italiani hanno la possibilità di ottenere un prestito ovvero una somma di denaro che potranno serenamente destinare ai propri scopi: ad esempio, per dirottarlo sull’acquisto di un’auto nuova oppure semplicemente per avere della liquidità da destinare alla propria attività lavorativa. I problemi nascono, però, nel momento in cui sorgono delle complicazioni nella restituzione. L’eventuale insolvenza del debitore determina, infatti, la sua segnalazione nelle cosiddette banche dati, con conseguenti difficoltà per le successive richieste di prestito: ma quanto tempo dura questa segnalazione? In particolare, cosa accade per un finanziamento non pagato dopo 5 anni?

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente, ti ritrovi in una situazione come quella appena descritta. Alcuni anni addietro, hai richiesto un prestito che non hai integralmente restituito. Tuttavia, nonostante sia trascorso molto tempo, continui ad essere segnalato come cattivo pagatore e ciò ti ostacola nell’accesso al credito. Per questa ragione, ti stai chiedendo: per quanto tempo vengono conservati i dati che si riferiscono al mio prestito? Dopo quanti anni, ho diritto alla cancellazione delle segnalazioni che mi riguardano? Dopo quanto tempo, scatta la prescrizione del mio debito/finanziamento? Proseguendo nella lettura di questo articolo, troverai le risposte alle tue domande.

Crif: cos’è?

La cosiddetta Centrale rischi d’intermediazione finanziaria (Crif) è la società privata che gestisce il sistema d’informazioni creditizie (cosiddetto Sic), composto dai dati forniti dalle banche e dalle finanziarie, sui soggetti che hanno avuto accesso al credito. Nella pratica, accade che, quando chiedi e ricevi un prestito, i dati relativi al medesimo vengano trasmessi al sistema d’informazioni creditizie: viene, ad esempio, comunicato che stai regolarmente pagando (cosiddetta informazione positiva), che sei in ritardo con qualche rata (cosiddetta informazione negativa) oppure che non hai saldato integralmente il tuo debito. Appare chiaro, quindi, che consultando questa banca dati sarà possibile giudicare se tu sia o meno affidabile nella restituzione di un prestito. Inoltre, inevitabilmente, le informazioni negative potranno condizionare l’eventuale successivo accesso al credito.

Crif: tempi di conservazione dati

Leggendo il paragrafo precedente, avrai compreso che, se una finanziaria ti presta dei soldi, tutto il decorso della pratica di finanziamento sarà debitamente registrato nel Sic, ivi comprese le eventuali difficoltà da te incontrate nella regolare restituzione della somma ricevuta. Avrai, altresì, capito che le cosiddette informazioni negative influenzeranno le successive richieste di un prestito, anche se rivolte ad un altro soggetto. Pertanto, ti chiedi: per quanto tempo sono conservati i dati in Crif?

Alla tua domanda risponde il codice deontologico previsto in materia [1], secondo il quale:

  • nel caso di pagamento ritardato di una o due rate, l’informazione negativa resta in banca dati per non meno di 12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, ma sempreché durante questo lasso di tempo, i pagamenti siano stati eseguiti puntualmente;
  • nell’ipotesi di pagamento ritardato di tre o più rate, l’informazione negativa viene conservata per non meno di 24 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, ma sempre a condizione che, durante questo tempo, i pagamenti siano stati effettuati in maniera regolare;
  • infine, per i prestiti mai restituiti o con morosità di particolare entità, le informazioni negative permangono per non meno di 36 mesi decorrenti dalla data in cui, secondo il contratto, il prestito si sarebbe dovuto estinguere oppure dalla data in cui la finanziaria ha inviato l’ultimo aggiornamento dei dati relativi al prestito in questione.

Crif: quando si ha diritto alla cancellazione?

Leggendo quanto scritto in precedenza, sembra evidente che i dati relativi al tuo prestito, anche se negativi, non possano essere conservati in eterno e, pertanto, condizionare per sempre il tuo accesso al credito. Tuttavia, in particolare per i finanziamenti mai integralmente restituiti, il continuo aggiornamento delle informazioni a riguardo potrebbe condurre alla permanenza di questa informazione negativa per un lasso di tempo indeterminato.

Fortunatamente, a questo proposito, è intervenuto il Garante della privacy [2], il quale ha precisato che, in ogni caso, le informazioni negative, non possono essere conservate oltre i 5 anni dalla data di scadenza del contratto (per intenderci dalla data prevista per il pagamento dell’ultima rata). Pertanto, anche per un finanziamento non pagato, dopo 5 anni, si ha diritto alla cancellazione delle informazioni negative relative al medesimo.

Finanziamento non pagato: prescrizione

Erroneamente, molti pensano che la prescrizione di un finanziamento non pagato scatti dopo solo cinque anni. Trattandosi, infatti, di una prestazione periodica, dovuta mediante il pagamento di rate mensili, si pensa che la prescrizione sia quinquennale, così come stabilisce in questi casi la legge [3].

Tuttavia, come precisato dalla Suprema Corte di Cassazione [4], la prescrizione applicabile è quella ordinaria che matura soltanto trascorsi 10 anni, decorrenti dalla data di scadenza prevista per il pagamento dell’ultima rata.


note

[1] Codice in materia di protezione dei dati personali.

Allegato A.5. al Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti (Provvedimento del Garante n. 8 del 16 novembre 2004, Gazzetta Ufficiale 23 dicembre 2004, n. 300, come modificato dall’errata corrige pubblicata in Gazzetta Ufficiale 9 marzo 2005, n. 56).

[2] Garante della privacy provv. del 26.10.2017 – Delibera n. 438

[3] Art. 2948, co. 4 cod. civ.

[4] Cass. civ. sent. n. 18951/2013 – Cass. civ. sent. n. 17798/2011


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