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Giuseppe Conte: cosa ha fatto e da dove viene

6 Settembre 2019 | Autore:
Giuseppe Conte: cosa ha fatto e da dove viene

Si è formato a villa Nazareth, il collegio universitario cattolico dedicato alla crescita dei giovani talenti grazie allo studio e alla rete di conoscenze.

Giuseppe Conte sembra sbucato dal nulla. Era un perfetto sconosciuto al pubblico fin quando, l’anno scorso, è stato indicato dal Movimento 5 Stelle come presidente del Consiglio nel Governo gialloverde formato tra M5S e Lega. In breve tempo, ha conquistato visibilità ed ha ottenuto il centro della scena politica italiana. Adesso, all’esito della crisi di agosto, è arrivata la sua riconferma alla guida del nuovo Governo Conte 2, stavolta con una diversa maggioranza giallorossa, formata da M5S, Pd e Leu.

Com’è stato possibile che un avvocato e professore universitario di diritto privato, mai iscritto a nessun partito e apparentemente senza sponsor, sia salito alla ribalta ed in così breve tempo sia diventato il protagonista e la guida della politica italiana, con l’appoggio convinto di partiti e istituzioni, a partire dal presidente della Repubblica Mattarella? Da dove viene Conte? Cosa ha fatto per conquistare questo preminente ruolo senza aver mai svolto attività politica prima?

Si sa che le cariche di governo non sono per gli outsider, ma sono destinate a gente che si è fatta le ossa per parecchi anni nelle strutture dei partiti o negli apparati della Pubblica Amministrazione. In realtà, il nome di Giuseppe Conte era ben conosciuto da parecchio tempo negli ambienti che contano e la sua figura era apprezzata dai personaggi di vertice già molto prima di quando il Movimento 5 Stelle tirò fuori il suo nome proponendolo, all’indomani delle elezioni del 4 marzo 2018, prima come ministro e poi direttamente come candidato premier.

Tutto si spiega con un retroscena importante che molti non conoscono: da ragazzo, il futuro premier, aveva frequentato un istituto religioso, una scuola cattolica che si trova a Roma e si chiama villa Nazareth. È un rinomato collegio universitario nato nel dopoguerra per accogliere i ragazzi bisognosi, ma non tutti: solo i più promettenti, quelli selezionati per intelligenza e capacità, in maniera da promuovere i loro naturali talenti offrendogli opportunità di studio che altrimenti non avrebbero potuto permettersi. E poi aiutandoli anche dopo il conseguimento della laurea ad inserirsi nel mondo lavorativo, accademico e professionale. Magari anche grazie alle conoscenze giuste.

Collegandosi al sito dell’istituto – molto curato e ricco di contenuti – balza fuori questo slogan: “Favoriamo lo sviluppo dei talenti”. Il caso di Conte conferma che è proprio così. Negli anni Ottanta, il ragazzo promette bene ed ha ottimi voti scolastici; sembra davvero in gamba, ma non è di famiglia ricca e, quindi, non ha i mezzi per studiare. Il collegio di villa Nazareth è quello che fa per lui; fa domanda e ci entra, avendo i meriti ed i requisiti di ammissione. Frequenterà i corsi nella villa sede dell’istituto, senza però risiedere nella struttura e senza ricevere borse di studio (ne otterrà una, invece, poco dopo dal Cnr, il Consiglio Nazionale delle Ricerche).

Non sappiamo come e attraverso quali canali Conte sia arrivato a villa Nazareth, ma azzardiamo l’ipotesi che probabilmente è avvenuto grazie a qualche sacerdote o frate della sua terra che lo ha indirizzato lì. Del resto, Conte non ha mai fatto mistero della sua speciale devozione per Padre Pio. Il paesino dell’entroterra foggiano di cui Conte è originario, Volturara Appula, si trova a metà strada tra i due paesi storici del santo frate, San Giovanni Rotondo e Pietrelcina. In quel periodo, Conte non è l’unico pugliese ammesso a frequentare l’istituto, ci sono molti giovani conterranei insieme a lui.

Tanto studio per Conte in quel periodo, e nel posto giusto. L’ambiente della prestigiosa scuola cattolica è l’ideale non solo per studiare, ma anche per creare una rete di relazioni che potranno tornare utili in futuro. Villa Nazareth è stata diretta da importanti cardinali, tra cui Achille Silvestrini e Pietro Parolin, l’attuale segretario di Stato del Vaticano. Silvestrini è morto di recente a 95 anni proprio nel giorno in cui Conte riceveva l’incarico di formare il Governo Conte 2. Il 30 agosto scorso, subito dopo i funerali celebrati in Vaticano, papa Francesco ha avuto un colloquio particolare con Conte.

Fu proprio il potente cardinale Silvestrini a prendersi cura di Conte negli anni in cui era allievo, mentre dirigeva, oltre a villa Nazareth, tutta la politica diplomatica della Santa Sede negli “anni caldi” del pontificato di Karol Wojtyla, che ha visto il dissolvimento del mondo sovietico. Il rapporto tra i due è rimasto vivo anche dopo che Conte era uscito dalla scuola e aveva intrapreso con successo la propria carriera professionale.

Ma Silvestrini, che era di orientamento progressista, aveva a sua volta stretti rapporti con gli esponenti della sinistra della Dc, tra cui l’ex capo dello Stato Scalfaro ed anche l’attuale presidente Sergio Mattarella e anche al di fuori del mondo cattolico manteneva contatti con i più importanti esponenti della vita politica italiana, tra i quali altri due ex presidenti della Repubblica, il laico liberale Carlo Azeglio Ciampi ed il post-comunista Giorgio Napolitano.

Fu, poi, proprio il cardinale a creare una comunità di “amici di villa Nazareth“, composta da ex alunni ormai laureati e diventati, nel corso dei decenni, importanti professionisti o rappresentanti istituzionali, in maniera che attraverso l’associazione potessero mantenere rapporti tra loro e con i sostenitori dell’istituto, tra i quali figura anche Romano Prodi. Non un vero e proprio “circolo”, ma comunque una comunità coesa e in grado di favorire le opportunità, di cogliere al meglio le occasioni.

Conte, infatti, dopo aver frequentato il Collegio universitario, non ha interrotto i legami con villa Nazareth, ma anzi li ha intensificati: è diventato componente del comitato scientifico e – come ricorda il professor Carlo Felice Casula, che lo guida – «continua a darci il suo contributo, a livello nazionale e internazionale. È stato molto attivo quando abbiamo stretto rapporti con alcune Università negli Stati Uniti». Il professor Casula, in un’intervista a Tv2000, ricorda compiaciuto Conte come «uno studente modello, proveniente da una famiglia modesta (la madre insegnante elementare, il padre segretario comunale) che si è laureato brillantemente e col massimo dei voti ad appena 24 anni e che a soli 36 anni era già professore universitario».

Dunque, quando Conte è stato proposto per la nomina a presidente del Consiglio era un personaggio ben noto e accreditato negli ambienti che contano, come dimostra il fatto che nel 2013 lo “sconosciuto” prof. avv. Giuseppe Conte venne eletto dalla Camera dei Deputati (su proposta del M5S ma anche con i voti del Pd) nel consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa, di cui poi sarebbe diventato il vicepresidente.

Forse, è proprio per questa sua solida formazione cattolica avvenuta in un ambiente così vicino al Vaticano che Conte, oggi, si propone come il centro d’equilibrio della politica italiana al punto che, secondo alcuni, sarà in grado di far rinascere la Democrazia Cristiana. Come insegna il Vangelo nella parabola dei talenti, è beato chi riesce a moltiplicarli; con impegno e creatività, certamente, ma il frutto viene meglio quando il seme è inserito nel terreno giusto e la pianta viene ben nutrita mentre cresce.


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