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Tumore alla prostata: un cibo miracoloso

6 Settembre 2019
Tumore alla prostata: un cibo miracoloso

Studio giapponese, -17% di cancri consumando 3 o più volte a settimana i funghi. Ma il perché è un mistero.

Tra i disturbi più frequenti di un uomo nell’età matura ci sono sicuramente quelli legati alla prostata, che possono acuirsi progressivamente. I segnali sono abbastanza chiari e riconoscibili. La necessità di urinare sempre più frequente, specie durante la notte, bruciore durante la minzione, impossibilità a svuotare la vescica in un’unica occasione, un alto livello di Psa dopo le analisi del sangue. Solo il medico, però, può dirti se i tuoi problemi derivano da un tumore alla prostata o dalle classiche calcificazioni che ostruiscono il passaggio dell’urina. Leggi Prostata: quando preoccuparsi.

Chiaramente, ogni uomo che avverte questi fastidi vuol sentirsi dire una sola cosa: non è un tumore alla prostata! Se anche si tratta di uno dei carcinoma da quali oggi è più facile guarire, di certo non stiamo parlando di una patologia con cui scherzare.

Per evitare questi problemi, la prevenzione ha un ruolo essenziale. Oggi, però, la scienza ha trovato un cibo miracolo per prevenire il tumore alla prostata: i funghi. Mangiarli spesso potrebbe ridurre il rischio di ammalarsi di cancro alla prostata. E per chi li porta in tavola tre o più volte a settimana, il pericolo scenderebbe di oltre un sesto (-17%).

La buona notizia, decisamente di stagione, appare sull”International Journal of Cancer‘ che riporta i risultati di uno studio giapponese per come riportata da Adnkronos.

Gli autori hanno scoperto un rapporto inversamente proporzionale fra consumo di funghi commestibili (non meglio identificati) e insorgenza di tumore prostatico negli uomini di mezza età o anziani, precisando però che resta misteriosa la ragione dell’effetto-scudo dell’alimento.

Un cibo che gli esperti – è il caso di ricordarlo – consigliano in genere di assumere con tutte le cautele del caso per evitare intossicazioni, e in ‘dosi’ moderate per non complicare la digestione.

Gli scienziati hanno lavorato su un totale di 36.499 uomini di età compresa fra 40 e 79 anni, coinvolti nel Miyagi Cohort Study nel 1990 e nell’Ohsaki Cohort Study nel 1994. In un periodo di osservazione mediano pari a 13,2 anni, il 3,3% ha sviluppato un cancro della prostata. Ma rispetto a chi consumava funghi meno di una volta a settimana, chi li mangiava una o due volte mostrava un rischio di tumore prostatico inferiore dell’8%, mentre chi li metteva nel piatto tre volte o più arrivava appunto a -17%.

Poiché negli studi di coorte «non erano state raccolte informazioni sulla tipologia di funghi consumati, è difficile sapere quali in particolare hanno contribuito ai risultati osservati», commenta Shu Zhang della Tohoku University School of Public Health, autore princiale del paper. «Rimane inoltre incerto – aggiunge – il meccanismo per cui i funghi sarebbero protettivi contro il cancro alla prostata». Un rebus in più da risolvere, insomma, in uno dei regni più misteriosi di madre natura.


1 Commento

  1. “Gli autori hanno scoperto un rapporto inversamente proporzionale fra consumo di funghi commestibili (non meglio identificati) e insorgenza di tumore prostatico.”

    Ma che studio è? Funghi non meglio identificati. E’ come dire che la frutta fa bene…

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