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Taglio parlamentari ed elezioni col proporzionale: c’è intesa Pd-M5S

6 Settembre 2019
Taglio parlamentari ed elezioni col proporzionale: c’è intesa Pd-M5S

«Si sarà riforma costituzionale organica, rivedere bicameralismo». Legge elettorale contro Salvini? «No è per garantire rappresentatività, lui voleva pieni poteri».

Alla fine, probabilmente, ciò che ha davvero unito M5S e PD è la necessità di una nuova legge elettorale, visto che con quella attuale Salvini avrebbe governato. È questa l’opinione di molti commentatori che ancora stentano a comprendere le ragioni del matrimonio tra due ex nemici a morte.

«Se ne è parlato poco. Ma quella è stata la pietra angolare, l’architrave dell’accordo di governo Pd-5 Stelle». Gennaro Migliore, capogruppo dem in commissione Affari costituzionali alla Camera, definisce così, parlando con l’Adnkronos, l’intesa (messa nero su bianco nel programma del Conte 2) che abbina il taglio del numero dei parlamentari, ‘vessillo’ M5S, a nuova legge elettorale proporzionale e a una riforma costituzionale complessiva. «C’è un’intesa sottoscritta dai leader politici di Pd e 5 Stelle e non vedo il motivo di rimetterla in discussione».

Il Pd sta studiando una riforma organica, un pacchetto corposo. ‘Tanta roba’, insomma, con un orizzonte di legislatura. «Io -dice Migliore- sono convinto che questo sarà un governo di legislatura».

Ma il proporzionale è un modo per arginare Lega e Matteo Salvini?

«Salvini era quello che chiedeva pieni poteri. Noi vogliamo ridare centralità al Parlamento e garantire la rappresentatività».

Per tre volte il Pd ha votato contro il taglio del numero dei parlamentari.

Non sarà imbarazzante ora votare a favore? 

«Non è imbarazzante. Noi abbiamo spiegato le motivazioni per cui dicevamo no. E il nostro non è mai stato un no al taglio del numero dei parlamentari, ma alla struttura di quel provvedimento. La riforma bocciata al referendum del 2016 prevedeva l’abolizione del Senato… Quindi, va bene ridurre il numero dei parlamentari ma va abbinato a una legge elettorale e una riforma costituzionale che contenga elementi sostanziali che correggano le distorsioni».

Quindi contestualmente al taglio degli eletti, ‘bandiera’ dei 5 Stelle, partirà il percorso di una riforma costituzionale bis?

«Se ne è parlato molto poco ma proprio questa è stato l’architrave dell’accordo, una pietra angolare. Per i 5 Stelle l’approvazione definitiva del taglio del numero dei parlamentari era una conditio sine qua non. A questo via libera si accompagnerà una riforma organica, complessiva come chiedevamo noi. I capi politici di 5 Stelle e Pd hanno affrontato questo tema e lo hanno risolto con un’intesa».

Una riforma costituzionale bis: insomma, vi date un orizzonte lungo…

«Io penso che questo -risponde Migliore- sarà un governo di legislatura. Perché probabilmente cambierà anche il metodo. Prima c’erano due programmi che si ricattavano l’un l’altro. Qui stiamo rimettendo al centro il Parlamento, le decisioni dovranno essere prese sulla base di un programma. Su taglio dei parlamentari, legge elettorale e riforme è stato raggiunto un accordo e non vedo il motivodi rimetterlo in discussione».

Il Pd da ‘paladino’ del maggioritario ora vira verso il proporzionale? 

«Con il taglio dei parlamentari, in quasi la metà delle regioni italiane -argomenta Migliore- sarebbe totalmente preclusa la rappresentanza dei partiti minori. Passerebbero solo i primi due, tre… E poi c’è anche un problema nella platea che elegge il presidente della Repubblica: ci sarebbero più rappresentanti delle regioni che senatori. E c’è anche altro a cui mettere mano. Fare un ragionamento sul bicameralismo perfetto».

Ma non è che fate il proporzionale per ridimensionare la Lega e Matteo Salvini?

«Veramente era Salvini che voleva i pieni poteri… Noi vogliamo restituire centralità al Parlamento e garantire la rappresentatività. Io sono anche per sbarramenti congrui: penso al 5 per cento. Ma sarebbe assurdo che in metà delle regioni italiane, i partiti più piccoli non abbiano nemmeno un rappresentante. Una cosa è l’esigenza di semplificazione. Una cosa è la mortificazione degli elettori».



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