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Quando scade una fattura

8 Settembre 2019
Quando scade una fattura

Termini di pagamento di una fattura e prescrizione del credito: quanto tempo ha il creditore per esigere la prestazione?

Hai ricevuto una fattura, ma non sai quando devi pagarla e, soprattutto, per quanto tempo il creditore può pretendere da te i soldi. Se così è vuol dire che anche tu ti stai chiedendo, come molte persone che hanno contratto debiti, quando scade una fattura.

In tal caso, ci sono due tipi di problemi da affrontare: il primo è il termine entro cui la fattura va onorata e le conseguenze in caso di ritardo; il secondo è la prescrizione del credito e, quindi, il diritto del creditore di esigere tale pagamento anche in via giudiziale e coattiva.

Sarà nostra cura spiegarti questi concetti qui di seguito, di modo che tu sappia a cosa vai incontro in caso di inadempienza. Ecco allora tutto ciò che si deve sapere su quando scade una fattura.

Entro quanto tempo pagare una fattura

Di solito, la fattura va pagata non alla sua emissione, ma nel momento concordato tra le parti alla stipula del contratto (sia che essa sia avvenuta oralmente che per iscritto). La fattura è, infatti, un semplice documento fiscale che non serve a regolare i rapporti tra le parti, né tantomeno a stabilire la data di esecuzione delle rispettive prestazioni.

Così ben può essere che, nel contratto, si stabilisca che il pagamento debba avvenire a 30 o 60 giorni dall’emissione della fattura, così come alla consegna della merce o, prima ancora, all’atto dell’ordine (si pensi a un acquisto su Amazon in cui la fattura arriva solo insieme alla merce, mentre l’acquirente ha già pagato quando ha effettuato l’ordine online).

Il contratto non deve essere necessariamente scritto e gli accordi tra le parti possono essere presi anche verbalmente. Si pensi a un sarto che, su ordine del proprio cliente, concordi una data di consegna per un abito su misura e concordi il pagamento in due trance: la prima alla prima misurazione e il secondo alla consegna.

Il più delle volte, il contratto non dice nulla sui termini di pagamento. In questi casi, il pagamento deve avvenire subito. Infatti, la vendita o la prestazione di servizi sono detti “contratti consensuali”: essi cioè fanno sorgere l’obbligo giuridico nel momento stesso in cui le parti si scambiano il reciproco consenso (metaforicamente quando si stringono la mano o quando firmano il contratto con la penna). Per cui l’acquirente deve pagare immediatamente e il venditore consegnargli la merce o il servizio. Salvo, appunto, diversa volontà.

Cosa succede se non paghi in tempo la fattura?

Se non rispetti i termini di pagamento della fattura, sei ufficialmente in mora, sia che la fattura andava pagata subito che ad un predeterminato termine fissato nel contratto.

La mora, però, implica solo il pagamento degli interessi che si addizionano in automatico al prezzo concordato. Chiaramente, se sgarri di qualche giorno, il creditore non potrà dirti nulla. Diverso è se pagherai con qualche mese di ritardo.

Sappi, però, che il creditore potrebbe inviarti una lettera in cui ti concede un termine massimo per adempiere, scaduto il quale il contratto si riterrà automaticamente risolto e anche lui si potrà considerare libero dai propri obblighi contrattuali, riservandosi, però, la possibilità di agire contro di te per chiederti il risarcimento dei danni.

In alternativa, il creditore potrebbe agire contro di te dinanzi al giudice per chiedere il pagamento coattivo del debito. Emettendo la fattura, egli potrà richiedere nei tuoi riguardi un decreto ingiuntivo e, notificandotelo entro 60 giorni dalla sua emissione, pretendere che tu paghi entro i successivi 40. Puoi sempre fare opposizione al decreto, ma a mezzo di un avvocato che dovrà, a tal fine, instaurare un regolare giudizio. Se, invece, non paghi né ti opponi, il decreto diventa definitivo e il creditore può avviare nei tuoi riguardi un pignoramento.

Quando va in prescrizione una fattura?

Il più delle volte, chi si chiede quando scade una fattura intende semplicemente sapere quando va in prescrizione la fattura, o meglio il credito in essa riportato.

In verità non c’è una risposta univoca e tutto dipende dal tipo di prestazione per la quale è stata emessa la fattura. Infatti, ci sono dei crediti che si prescrivono in 10 anni (quelli da contratto), altri in 5, altri in 3 o in 1 anno e altri ancora in sei mesi. Insomma, credito che vai, prescrizione che trovi. Ne avevamo già parlato in Prescrizione fatture, in cui avevamo fatto un elenco di tutti i termini previsti dalla legge.

Prima, però, di dirti quali sono questi termini, ci tengo a ricordarti che, se il creditore ti invia una lettera di sollecito con raccomandata a.r. o con pec, la prescrizione si interrompe e torna a decorrere nuovamente da capo a partire dal giorno successivo. Il che significa che il diritto, dinanzi a un creditore attento, potrebbe non prescriversi mai.

Vediamo ora quando scade una fattura, ossia quali sono i singoli termini di prescrizione a seconda del tipo di prestazione effettuata:

  • fatture per vendite di beni o esecuzione di servizi: 10 anni;
  • fatture emesse per l’esecuzione di attività periodiche dove i pagamenti devono essere fatti almeno 1 volta all’anno o per frazioni di tempo più brevi (ad esempio pagamento mensile delle bollette o degli abbonamenti a pay-tv): 5 anni;
  • fatture di avvocati, medici, ingegneri, architetti, consulenti del lavoro e altri professionisti: 3 anni;
  • fatture di agenti di commercio: 1 anno;
  • fatture per trasporti: 1 anno;
  • fatture per scuole private o palestre: 1 anno;
  • fatture per lavori edili e di ristrutturazione: 1 anno;
  • fatture per soggiorni in hotel, alberghi, b&b, affittacamere: 6 mesi.


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