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Età pensionabile per i lavori usuranti e gravosi

24 Settembre 2019 | Autore:
Età pensionabile per i lavori usuranti e gravosi

Pensione anticipata, di anzianità e di vecchiaia per gli addetti alle mansioni usuranti e gravose: qual è l’età minima per ottenere i trattamenti?

Qualsiasi occupazione comporta una fatica, fisica e mentale, ed un dispendio di tempo e di energie che, col tempo, diventa insostenibile per il lavoratore: la principale finalità della pensione, difatti, consiste nel sostenere il lavoratore anziano, nel momento in cui non è più in grado di trarre un reddito dalla prestazione lavorativa.

L’età pensionabile, ossia l’età a partire dalla quale può essere ottenuta la pensione (col possesso di una contribuzione minima e di ulteriori eventuali requisiti), non è però uguale per tutti i lavoratori, ma differisce a seconda della tipologia di pensione richiesta, del fondo di previdenza al quale si è iscritti e della categoria di appartenenza dell’interessato.

A questo proposito, bisogna sapere che ci sono delle categorie di lavoratori, addetti a mansioni particolarmente faticose, che hanno il diritto di ottenere la pensione prima degli altri: si tratta degli addetti ai lavori usuranti e notturni, e degli addetti ai lavori gravosi (le due categorie sono differenti e non devono essere confuse tra loro).

Ma qual è l’età pensionabile per i lavori usuranti e gravosi?

L’età a partire dalla quale questi lavoratori possono pensionarsi è differente per gli addetti ai lavori usuranti e notturni e per gli addetti ai lavori gravosi, in quanto si tratta di categorie diverse. Inoltre, anche all’interno della stessa categoria, è possibile richiedere tipologie di pensione differenti; anche richiedendo la stessa pensione, poi, il requisito di età può variare in base a condizioni specifiche.

Ma procediamo con ordine, e osserviamo a che età ci si può pensionare quando si svolgono mansioni gravose e particolarmente usuranti, e chi può beneficiare dell’anticipo dell’età pensionabile.

Chi sono gli addetti ai lavori usuranti?

Gli addetti a lavori usuranti sono lavoratori adibiti a mansioni considerate particolarmente faticose e rischiose, elencate da un noto decreto del 2011 [1]. Si tratta, in particolare, dei lavoratori che svolgono una delle seguenti mansioni:

  • lavori in galleria, cava o miniera: sono compresi tra gli addetti a queste lavorazioni anche coloro che svolgono l’attività prevalentemente e continuativamente in ambienti sotterranei;
  • lavori in cassoni ad aria compressa;
  • lavori svolti dai palombari;
  • lavori ad alte temperature;
  • lavorazione del vetro cavo;
  • lavori di asportazione dell’amianto;
  • lavori svolti prevalentemente e continuativamente in spazi ristretti: ci si riferisce, in particolare, ad attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale, e, per spazi ristretti, intende intercapedini, pozzetti, doppi fondi, blocchi e affini;
  • conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo, con capienza superiore a 9 posti;
  • lavori a catena o in serie: sono compresi nella categoria degli addetti a queste lavorazioni anche i lavoratori vincolati all’osservanza di un determinato ritmo produttivo, o la cui prestazione sia valutata in base al risultato delle misurazioni dei tempi di lavorazione.

Perché possano ottenere la pensione con un requisito di età meno elevato rispetto a quello previsto per l’ordinario pensionamento di vecchiaia (67 anni per il biennio 2018- 2019), i lavoratori devono aver svolto l’attività usurante:

  • per almeno 7 anni, negli ultimi 10 anni di vita lavorativa;
  • per almeno metà della vita lavorativa.

Il pensionamento di anzianità agevolato riconosciuto agli addetti ai lavori usuranti, ad ogni modo, non è strettamente limitato a chi svolge una delle mansioni elencate, ma è esteso alle mansioni particolarmente faticose in base all’orario di lavoro: rientrano nell’agevolazione difatti anche i lavoratori che svolgono turni di notte.

Chi sono gli addetti ai lavori notturni?

Gli appartenenti alla categoria degli addetti ai lavori usuranti per lo svolgimento di turni notturni sono:

  • coloro che hanno svolto lavoro notturno per un numero pari o superiore a 78 notti all’anno;
  • coloro che hanno svolto lavoro notturno tra le 72 e le 77 notti all’anno (per questi lavoratori i requisiti per la pensione di anzianità sono aumentati di 1 anno);
  • coloro che hanno svolto lavoro notturno tra le 64 e le 71 notti all’anno (per questi lavoratori i requisiti della pensione di anzianità sono aumentati di 2 anni).

Il beneficio della pensione con requisito di età agevolato spetta:

  • se l’attività notturna è stata svolta per almeno 7 anni, negli ultimi 10 anni di vita lavorativa;
  • se l’attività notturna è stata svolta per almeno metà della vita lavorativa.

Il lavoratore, in ogni caso, deve aver prestato servizio per almeno 6 ore in ciascuna notte; in caso contrario, il lavoro notturno viene valorizzato se si raggiungono almeno 3 ore di attività notturna svolte per l’intero anno.

Per i lavoratori impiegati in cicli produttivi del settore industriale su turni di 12 ore (sulla base di accordi collettivi sottoscritti entro il 31 dicembre 2016), le giornate con lavoro notturno effettivamente svolte devono essere moltiplicate per il coefficiente 1,5.

Età pensionabile per gli addetti ai lavori usuranti e notturni

Gli addetti ai lavori usuranti ed al lavoro notturno possono beneficiare di una particolare tipologia di pensione di anzianità, che prevede un requisito di età agevolato rispetto alla pensione di vecchiaia, unitamente a una contribuzione minima e ad una quota minima (la quota è una cifra che rappresenta la somma del requisito di età e contributivo).

Per la generalità degli addetti alle mansioni usuranti, e per coloro che svolgono turni notturni per almeno 78 giornate all’anno, l’età pensionabile è pari a 61 anni e 7 mesi, il requisito contributivo è pari a 35 anni e la quota è pari a 97,6.

Per la generalità degli addetti alle mansioni usuranti, e per coloro che svolgono turni notturni per almeno 78 giornate all’anno, l’età pensionabile è pari a 62 anni e 7 mesi, il requisito contributivo è pari a 35 anni e la quota è pari a 98,6, se oltre alla contribuzione da lavoro dipendente si possiedono anche contributi di lavoro autonomo.

Per coloro che svolgono turni notturni tra le 72 e le 77 giornate all’anno, l’età pensionabile è pari a 62 anni e 7 mesi, il requisito contributivo è pari a 35 anni e la quota è pari a 98,6.

Per coloro che svolgono turni notturni tra le 72 e le 77 giornate all’anno, l’età pensionabile è pari a 63 anni e 7 mesi, il requisito contributivo è pari a 35 anni e la quota è pari a 99,6, se oltre alla contribuzione da lavoro dipendente si possiedono anche contributi di lavoro autonomo.

Per coloro che svolgono turni notturni tra le 64 e le 71 giornate all’anno, l’età pensionabile è pari a 63 anni e 7 mesi, il requisito contributivo è pari a 35 anni e la quota è pari a 99,6.

Per coloro che svolgono turni notturni tra le 64 e le 71 giornate all’anno, l’età pensionabile è pari a 64 anni e 7 mesi, il requisito contributivo è pari a 35 anni e la quota è pari a 100,6, se oltre alla contribuzione da lavoro dipendente si possiedono anche contributi di lavoro autonomo.

I requisiti elencati sono bloccati, cioè non soggetti agli adeguamenti alla speranza di vita, sino al 2026.

Chi sono gli addetti ai lavori gravosi?

Gli addetti ai lavori gravosi, che non devono essere confusi con gli addetti ai lavori usuranti ed al lavoro notturno, sono coloro che svolgono un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa, facente parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru e di apparecchi di sollevamento, conduttori di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti di scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia di uffici ed esercizi commerciali, nei servizi di alloggio e nelle navi;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
  • operai agricoli specializzati: si tratta di coloro che pianificano ed eseguono tutte le operazioni necessarie a coltivare prodotti agricoli destinati al consumo alimentare e non, rendendo produttive colture in pieno campo, coltivazioni legnose, vivai, serre ed orti stabili;
  • operai specializzati della zootecnica: si tratta di coloro che si occupano della cura, della alimentazione e della custodia di animali da allevamento, per produrre carne o altri prodotti destinati al consumo alimentare, o alla trasformazione e produzione industriale;
  • operai agricoli non specializzati: si tratta di coloro che curano e mettono a produzione in modo non specialistico o univoco una o più tipologie di coltura e di allevamento;
  • operai non qualificati nell’agricoltura e nella manutenzione del verde;
  • operai non qualificati addetti alle foreste, alla cura degli animali, alla pesca e alla caccia;
  • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
  • siderurgici di prima e seconda fusione: fonditori, operatori di altoforno, convertitori e di forni di raffinazione, operatori di forni di seconda fusione, colatori di metalli e leghe e operatori di laminatoi, operatori di impianti per il trattamento termico dei metalli, conduttori di forni ed altri impianti per la lavorazione del vetro (lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi tra i lavori usuranti), della ceramica e di materiali assimilati;
  • marittimi imbarcati a bordo: marinai di coperta e operai assimilati (coloro che conducono macchine e motori navali, barche e battelli, o che supportano le operazioni di trasporto marittimo);
  • personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne.

Anche gli addetti ai lavori gravosi hanno diritto alla pensione con un requisito di età agevolato rispetto all’età pensionabile ordinaria. Inizialmente, il decreto attuativo sull’Ape sociale prevedeva che per questi lavoratori, per aver diritto alle agevolazioni pensionistiche, vi fosse il vincolo di una tariffa Inail pari almeno al 17 per mille; questo vincolo è stato abolito dalla legge di Bilancio 2018.

Età pensionabile per gli addetti ai lavori gravosi

Per gli addetti ai lavori gravosi, è possibile ottenere la pensione di vecchiaia con un requisito di età ridotto, pari a 66 anni e 7 mesi anziché 67: in pratica, questi lavoratori possono ottenere la pensione di vecchiaia senza l’applicazione degli adeguamenti alla speranza di vita, pari a 5 mesi, che è operativa dal 1° gennaio 2019.

Per beneficiare dell’età pensionabile agevolata, gli appartenenti alla categoria devono però:

  • possedere almeno 30 anni di contributi
  • non essere già beneficiari dell’Ape sociale;
  • risultare addetti alle mansioni gravose per almeno 7 anni nell’ultimo decennio, o 6 anni nell’ultimo settennio.

Gli addetti ai lavori gravosi possono anche ottenere l’Ape sociale con un minimo di 63 anni di età e di 36 anni di contributi, ridotti sino a 34 per le donne con figli. Non si sa se l’Ape sociale sarà prorogata al 2020.

Pensione anticipata addetti ai lavori gravosi e usuranti

Sia gli addetti ai lavori usuranti e notturni, che gli addetti ai lavori gravosi, possono ottenere la pensione anticipata per i lavoratori precoci, con un minimo di 41 anni di contributi.

Devono però possedere contributi accreditati al 31 dicembre 1995, ed almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19° anno di età.

Per approfondire: Pensione anticipata per i lavoratori precoci .

Gli addetti ai lavori gravosi hanno anche diritto al blocco dei requisiti per la pensione anticipata, attualmente pari a:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

Questo blocco, però, è divenuto momentaneamente irrilevante a causa di quanto stabilito nel nuovo decreto in materia di pensioni [2], che prevede comunque il congelamento dei requisiti per la pensione anticipata per tutti, sino al 2026. Inoltre, il decreto prevede lo slittamento in avanti della liquidazione della pensione, con l’applicazione di una finestra pari a 3 mesi.

Col nuovo Governo, la legge potrebbe essere cambiata.


note

[1] D. Lgs. 67/2011.

[2] D.L .4/2019.


1 Commento

  1. Ancora…..fatta domanda a maggio, presentata certificaz. Lavoro gravoso, con 66e 7 mesi conpiuti a sett. Telefonate all inps….m han detto che la legge non viene applicata e che quindi devo aspettare 67 anni a marzo…..son dei grandi buffoni

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