Contanti nascosti in banca: arriva la proposta per trasformarli in bot

7 Settembre 2019 | Autore:
Contanti nascosti in banca: arriva la proposta per trasformarli in bot

Per risolvere la lotta al sommerso una tassa tra il 30 e il 50% delle somme con un vincolo quinquennale sul residuo.

La proposta choc è stata avanzata da un gruppo di professionisti che ruota attorno all’ex vice ministro dell’Economia Luigi Casero e all’ex presidente della Commissione Bilancio della Camera Maurizio Bernardo: far emergere dalle cassette di sicurezza il contante per poi tassarlo.

Il punto di partenza sono sempre i numeri. La Banca d’Italia per conto dell’Ocse (Occasional paper 367 del 2016) ha stimato un’evasione media del 13,5% della Pit (Personal Income Tax) su 148 miliardi di gettito annuale medio tra il 2002 e il 2014. Tradotto in euro: 23 miliardi di evasione annua solo sull’Irpef. Contanti che finiscono appunto in casseforti, cassette di sicurezza, nascondigli domestici (ricordate i 10 miliardi di lire spuntati da un puff in salotto di Poggiolini nel 1993?).

I numeri del nero non tracciabile sono, quindi, come sempre rilevanti. Ma una loro traduzione virtuosa non è mai facile da trovare.

Se lo Stato non può individuare il popolo dei “total black”, allora, per incoraggiarlo a venire allo scoperto dovrebbe rendergli allettante l’operazione di emersione (un po’ come sta provando a fare con la lotteria degli scontrini). Ma non è facile.

Ecco, quindi, la proposta del think-tank di professionisti che sta iniziando ad allarmare quegli italiani che hanno messo i loro gruzzoli al riparo del Fisco.

Il Parlamento dovrebbe scegliere la percentuale tassabile del nero, in una forbice tra il 30% e il 50%; su quella base poi si applicherebbe l’eventuale aliquota Iva o direttamente l’aliquota dell’Irpef con un’imposta reale (ma teorica) racchiusa tra il 17,09% e il 34,78%.

La novità più rilevante riguarda, però, la parte eccedente del capitale per la quale scatterebbe l’obbligo di investimento in Bot quinquennali a tasso zero. Una misura che congelerebbe il denaro per almeno cinque anni e permetterebbe di recuperare altri importi tra la sommatoria dei minori interessi e dei costi di emissione dei relativi Bot.

Allo scadere del titolo di Stato quinquennale, finalmente, il contante potrà essere utilizzato. Ma, anche qui, attenzione. Ogni impiego diverso da quello a favore del contribuente o dei familiari sarebbe comunque oggetto di segnalazione sospetta a fini di antiriciclaggio.

Teoricamente ineccepibile sul fronte dello Stato, sul lato pratico si ha il sospetto che, alla fine, una procedura del genere sarebbe vista dagli italiani come l’ennesima sanatoria, peraltro più vincolante, e, pertanto, con meno margini di successo rispetto alle precedenti.



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