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Le carte di credito

24 Settembre 2019 | Autore:
Le carte di credito

Le operazioni tramite moneta elettronica: quali sono quelle possibili e come si effettuano; i circuiti internazionali, l’ipotesi di furto o di smarrimento, gli accorgimenti per evitare la clonazione.

Sei titolare di un conto corrente bancario. Come puoi chiedere il rilascio della carta di credito? Perché adoperando la moneta elettronica è possibile fare acquisti anche se non disponi di contanti? E’ sicuro l’utilizzo della carta di credito? Non tutti sanno che la prima carta di credito nacque nel 1950 negli Stati Uniti d’America quando Frank McNamara, dopo aver dimenticato il denaro per pagare al ristorante, iniziò a elaborare un sistema di credito per evitare tali disagi; da qui il nome Diners.

Oggi, la carta di credito, detta anche moneta elettronica, è utilizzata in tutto il mondo. Più precisamente, si tratta di uno strumento di pagamento collegato a un rapporto di conto corrente, che permette di fare acquisti anche se non si dispone di denaro contante. Le somme spese, infatti, vengono addebitate sul conto solo successivamente e comunque non oltre 30 giorni dal momento dell’acquisto, se in unica soluzione, o in un periodo più lungo, se è stato concordato un pagamento a rate mensili. Proprio per questo motivo, si parla di pagamenti effettuati mediante la formula pay later.

Va da sé che, per la data stabilita, i soldi dovranno essere disponibili sul conto indicato in fase di richiesta della carta al fine di coprire quanto speso. Se così non dovesse essere, si dovranno corrispondere tassi di interesse assai elevati.

Inoltre, si rischierebbe la revoca della carta oltre alla segnalazione come cattivi pagatori alla Centrale rischi, con conseguenze spiacevoli che potrebbero rendere difficile la possibilità di richiedere mutui e finanziamenti.

Carta di credito: quali sono le operazioni possibili

Attraverso questo strumento di pagamento elettronico sono possibili una serie di operazioni, tra le quali:

  • fare acquisti negli esercizi commerciali dotati di apposite apparecchiature elettroniche, meglio conosciute come Pos (Point of sale);
  • effettuare acquisti on-line;
  • prelevare contante presso lo sportello di alcune banche convenzionate e presso gli sportelli automatici o Atm (Automatic teller machine) di quasi tutte le banche del mondo (con l’addebito di una commissione proporzionale alla somma prelevata con un eventuale minimo predefinito nel contratto);
  • l’addebito di utenze come, ad esempio, quelle del telefono, dell’elettricità, del gas, ecc.

Alla carta di credito è associato un codice segreto, detto Pin (Personal identification number), di quattro o cinque cifre, che viene utilizzato per i prelievi di contante o per i pagamenti presso punti di vendita automatici al posto della firma.

Se la carta di credito è contactless, le transazioni uguali o inferiori a una certa cifra non richiedono Pin.

Come si presenta la carta di credito

La carta di credito si presenta come una tessera di plastica, che riporta sulla parte anteriore le generalità del titolare, il numero e la scadenza, mentre sul retro si trovano il codice di controllo (CVV2 o CVC2), che nelle transazioni on-line garantiscono che colui che sta effettuando il pagamento sia in possesso della carta, nonché un apposito spazio in cui il titolare è tenuto ad apporre la propria firma.

Inoltre, la carta contiene dispositivi (microchip e/o banda magnetica) per il riconoscimento dei dati identificativi del titolare e alcuni elementi di sicurezza.

Come si richiede la carta di credito

Normalmente, la carta di credito si richiede alla banca presso la quale si è titolari di un conto corrente.

A tal fine, occorre presentare:

  • una fotocopia del documento di identità in corso di validità;
  • il codice fiscale;
  • la documentazione relativa al proprio reddito e più precisamente la busta paga nel caso di lavoratore dipendente, la dichiarazione dei redditi in caso di lavoratore autonomo e il cedolino della pensione per i pensionati.

Il rilascio della carta di credito è subordinato alla valutazione circa l’effettiva capacità del richiedente di rimborsare le somme anticipate. Inoltre, bisogna avere una storia creditizia immacolata. Sarà la banca a valutare la situazione finanziaria del richiedente e a decidere se rilasciare o meno la carta.

Alla stessa, verrà associato un fido, definito “plafond”, che rappresenta il limite massimo mensile che il cliente potrà spendere utilizzando la carta.

Quali e quanti tipi di carte di credito esistono

Le carte di credito si distinguono in funzione alle modalità di restituzione della somma ricevuta a credito.

Nello specifico, si hanno:

  • le carte di credito tradizionali, che prevedono il rimborso in un’unica restituzione;
  • le carte di credito revolving, che prevedono una restituzione rateizzata.

Esistono poi, le carte di credito tradizionali o revolving così dette co-branded, che sono emesse da una banca o da un istituto finanziario in partnership con un’azienda terza, la quale offre alla propria clientela dei servizi aggiuntivi, dedicati e/o esclusivi, finalizzati alla fidelizzazione.

Quali sono i circuiti di riferimento delle carte di credito

Nel mondo, le carte di credito riconosciute a livello internazionale sono le seguenti: MasterCard, American Express, JCB, Visa, China UnionPay, e Discover Card, Diners e Amex.

Le ultime due sono meno popolari, non vengono accettate da tutti gli esercizi commerciali e, per finire, i requisiti per la loro concessione sono più rigidi.

Per essere certi di poter usare la propria carta negli esercizi commerciali occorre verificare che il simbolo del circuito di pagamento stampato sulla propria carta sia tra quelli accettati e, quindi, presenti nelle vetrine esterne dei negozi.

A cosa serve l’estratto conto

Attraverso l’estratto conto, si ha un resoconto di tutte le spese effettuate nei 30 giorni precedenti l’addebito. Esaminando tale prospetto, è possibile individuare quelle non autorizzate. Pertanto, nel caso si volessero contestare le operazioni ivi riportate, andrà inviato all’emittente un reclamo scritto entro 60 giorni dalla data di invio dell’estratto conto.

Perché si possono fare acquisti senza contanti

Tramite la carta di credito, è possibile fare acquisti senza contanti grazie ad un sistema di autorizzazione basato su tre contratti, sottoscritti da quattro soggetti coinvolti tra loro.

Nel dettaglio, si tratta:

  • del titolare della carta di credito;
  • della banca o emittente;
  • del circuito di pagamento (Visa, MasterCard, American Express, Diners, Maestro);
  • dell’esercente.

In cosa consiste il contratto tra titolare della carta e banca/emittente

Il primo contratto è quello tra il titolare della carta e la banca o l’emittente, che mette a disposizione del primo fondi spendibili attraverso i circuiti di pagamento o disponibili per il prelievo tramite gli sportelli automatici.

Il titolare della carta è tenuto a far sì che al momento dell’addebito il saldo sul conto sia sufficiente a coprire l’intero importo speso o la rata mensile in caso di revolving.

In cosa consiste il contratto tra banca e circuiti di pagamento

Il secondo contratto è tra la banca o emittente e i circuiti di pagamento. In virtù di detto contratto i secondi sono obbligati a pagare gli esercenti che hanno venduto beni o servizi ovvero le banche che hanno anticipato contante.

Dal canto loro, la banca o l’emittente deve rimborsare il circuito di pagamento.

In cosa consiste il contratto tra circuito di pagamento ed esercente

Il terzo contratto è quello stipulato tra il circuito di pagamento e l’esercente (o banche che anticipano contante tramite sportello bancomat – Atm), per cui il primo paga l’esercente (o la banca) entro un breve periodo e comunque non oltre 30 giorni.

L’esercente, per usufruire di questi servizi, paga una commissione al circuito di pagamento.

Perché l’esercente chiede il documento del titolare della carta

Al momento del pagamento con carta di credito, l’esercente potrebbe richiedere un documento di identità per identificare il titolare, verificando la corrispondenza tra il nominativo riportato sulla tessera di plastica e la firma apposta sul retro della stessa.

Ciò al fine di evitare un uso illecito della carta e per maggiormente tutelare il titolare della carta stessa.

Che fare in caso di smarrimento o furto della carta di credito

In caso di furto o di smarrimento della carta di credito, occorre subito:

  • bloccare la carta, telefonando al numero verde dell’istituto di credito/emittente in modo da consentire l’attivazione delle procedure di sicurezza che impediscono ulteriori utilizzi della carta. Al momento della richiesta di blocco l’operatore rilascia un numero che poi, dovrà essere inserito nella denuncia alle forze dell’ordine e comunicato in banca;
  • denunciare lo smarrimento o il furto nella più vicina stazione dei carabinieri o presso la polizia municipale o anche in questura;
  • inviare o consegnare copia della denuncia alla propria banca.

Va precisato che, secondo le raccomandazioni dell’UE, il titolare della carta dovrebbe essere responsabile al massimo fino a 150 euro dallo smarrimento/furto fino alla comunicazione telefonica. A tal proposito, è comunque opportuno consultare il regolamento della propria banca.

Tutto il denaro sottratto dopo la segnalazione viene rimborsato.

La sostituzione della carta, in genere, è gratuita mentre per la procedura di blocco è possibile pagare una somma compresa tra i 5 e i 25 euro.

Se si ha urgenza di avere una nuova carta con le stesse caratteristiche di quella smarrita o rubata, ad esempio perché si è all’estero, il costo della sostituzione può variare da caso a caso.

E’ sicuro l’utilizzo della carta di credito?

L’utilizzo della carta di credito può essere messo a rischio principalmente da:

  • una clonazione, che consiste nel copiare le informazioni contenute nella banda magnetica. A tal fine, vengono manipolati i lettori utilizzati dagli sportelli Atm o dagli esercenti e i dati vengono trasferiti su analoghi supporti di plastica. Tuttavia, grazie all’inserimento dei microchip, tale pratica è stata bloccata di recente;
  • un phishing, che è un reato informatico. Attraverso l’invio di un messaggio di posta elettronica contenente un’imitazione della grafica dei siti bancari, si cercano di carpire le password di accesso dei conti correnti o quelle che autorizzano i pagamenti o anche il numero della carta di credito e il relativo codice di controllo.

E’ opportuno adottare alcuni accorgimenti per evitare problemi connessi all’utilizzo della carta di credito.

Ad esempio:

  • i dati della stessa non vanno mai comunicati via mail o telefonicamente;
  • per i pagamenti online va verificato che il sito offra una connessione protetta. L’indirizzo deve iniziare con la sigla “https” e deve presentare un lucchetto in basso a destra della pagina;
  • il proprio estratto conto va esaminato attentamente e se si sospettano delle frodi, bisogna seguire la procedura prevista in caso di furto/smarrimento, informando la propria banca in tempi brevi;
  • se la carta di cui si è già in possesso, è priva di microchip, è consigliato chiederne la sostituzione.

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