Diritto e Fisco | Articoli

A chi spettano gli assegni per il nucleo familiare

26 Settembre 2019 | Autore: carla ferriero
A chi spettano gli assegni per il nucleo familiare

Gli assegni per il nucleo familiare: quali sono i requisti di spettanza e le modalità di presentazione della domanda. Cosa deve fare il datore di lavoro.

La disciplina degli assegni del nucleo familiare (Anf) è stata oggetto di diverse modifiche. Dal primo aprile 2019 infatti, sono cambiate le procedure per la richiesta: non è più possibile consegnare il modello di domanda cartaceamente al datore di lavoro. Il modello infatti, dovrà essere trasmesso telematicamente all’Inps che provvederà a determinare l’importo teorico spettante al lavoratore e a rendere disponibile questa informazione al datore di lavoro che provvederà ad erogare mensilmente l’assegno. A chi spettano gli assegni per il nucleo familare e come avviene la trasmissione della richiesta?

A chi spetta l’assegno per il nucleo familiare

L’assegno per il nucleo familiare (Anf) è una prestazione economica riconosciuta dall’Inps a sostegno del reddito spettante ai lavoratori dipendenti, subordinati o parasubordinati e ai pensionati da lavoro dipendente, a patto che sussistano congiuntamente i seguenti requisiti:

  • nucleo familiare costituito da almeno due soggetti, coniugati o uniti civilmente;
  • reddito complessivo percepito dal nucleo costituito per almeno il 70% da redditi di lavoro; dipendente, pensione o altra prestazione previdenziale;
  • sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato o parasubordinato;
  • Assenza di un altro assegno familiare o trattamento di famiglia che coinvolga gli stessi soggetti presi a riferimento per l’Anf.

La composizione del nucleo familiare

L’ammontare degli assegni viene calcolato in base alla composizione e al reddito complessivo del nucleo familiare, sulla base delle tabelle che l’Inps pubblica annualmente e che restano in vigore dal primo giorno di luglio, all’ultimo giorno di giugno dell’anno seguente.

Fanno parte del nucleo familiare del richiedente la prestazione:

  • il richiedente;
  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato e che non abbia abbandonato la famiglia o il soggetto unito civilmente;
  • i figli e gli equiparati aventi età inferiore ai 18 anni;
  • i figli o equiparati maggiorenni inabili;
  • gli apprendisti o studenti di scuola media inferiore (fino a 21 anni, ma soltanto in nuclei famigliari con 4 o più figli);
  • gli universitari (fino a 26 anni e nel limite del corso legale di laurea, ma soltanto in nuclei famigliari con 4 o più figli);
  • i fratelli e le sorelle, i nipoti del richiedente di età inferiore ai 18 anni, non coniugati, ovvero senza limite di età se inabili, orfani, senza diritto alla pensione di reversibilità. (Solo in quest’ ultimo caso è necessaria una preventiva autorizzazione da parte dell’Inps ottenuta la quale, l’interessato potrà includere nel nucleo familiare i soggetti autorizzati).

I redditi da dichiarare

Il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere composto, per almeno il 70%, da reddito derivante da lavoro dipendente ed assimilato o da reddito derivante dalle attività di lavoro parasubordinato.

Se il marito percepisce reddito da lavoro dipendente e la moglie redditi derivanti dalla locazione di immobili, il reddito da lavoro dipendente deve rappresentare almeno il 70% del reddito totale del nucleo familiare.

Devono essere considerati ai fini del calcolo, i redditi prodotti nell’anno solare precedente al 1° luglio di ogni anno e che hanno valore fino al 30 giugno dell’anno successivo.

Quindi, se la richiesta di assegno per il nucleo familiare riguarda periodi compresi nel primo semestre, ovvero da gennaio a giugno 2019, i redditi da dichiarare sono quelli conseguiti due anni prima. Invece, se i periodi sono compresi nel secondo semestre, da luglio a dicembre, i redditi da dichiarare sono quelli conseguiti nell’anno precedente.

Le tipologie reddituai da indicare nella domanda

Il reddito del nucleo familiare, utile alla determinazione dell’assegno spettante da luglio 2019 a giugno 2020, viene determinato includendo i seguenti elementi:

  • redditi complessivi assoggettabili all’Irpef;
  • redditi tassabili prodotti all’estero;
  • assegni periodici corrisposti dal coniuge in caso di separazione o divorzio;
  • redditi esenti da imposta;
  • redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta sostitutiva;
  • arretrati percepiti dal richiedente a titolo di retribuzione o pensione.

Non devono invece, essere indicati tra i redditi utili alla determinazione dell’assegno:

  • i Trattamenti di frine Rapporto (Tfr) comunque denominati e le anticipazioni sui Tfr;
  • i trattamenti di famiglia, comunque denominati, dovuti per legge;
  • le rendite vitalizie erogate dall’Inail, le pensioni di guerra e le pensioni tabellari ai militari di leva vittime di infortunio;
  • le indennità di accompagnamento agli invalidi civili, ai ciechi civili assoluti, ai minori invalidi che non possono camminare e ai pensionati di inabilità;
  • le indennità di comunicazione per sordi e le indennità speciali per i ciechi parziali;
  • gli indennizzi per danni irreversibili;
  • gli arretrati di cassa integrazione riferiti ad anni precedenti a quello di erogazione;
  • l’indennità di trasferta per la parte non assoggettabile a imposizione fiscale;
  • gli assegni di mantenimento percepiti dal coniuge legalmente separato a carico del/della richiedente e destinati al mantenimento dei figli.

Fasce di reddito ed importi

In una circolare[1], l’Inps ha provveduto ad aggiornare i livelli di reddito ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare in misura pari alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolato dall’Istat, e gli importi erogabili.

Ai nuovi valori, che entreranno in vigore dal 1 luglio 2019 e fino al 30 giugno 2020, è stato applicato un indice di rivalutazione pari all’1,1 per cento. Alla circolare sono allegate le tabelle con l’analitica elencazione di tutti i nuovi livelli reddituali, nonché i corrispondenti importi mensili della prestazione da applicare alle diverse tipologie di nuclei familiari, per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione.

Genitori separati o divorziati

In caso di separazione o divorzio dei genitori, alla richiesta deve essere allegata la documentazione comprovante lo stato di fatto dei rapporti tra i coniugi e le condizioni di affidamento dei figli. Nel caso di genitori separati/divorziati, con affidamento condiviso dei figli, il diritto all’Anf sussiste per entrambi e la scelta tra quale dei due genitori possa chiedere la prestazione è rimessa a un accordo tra le parti. In mancanza di accordo, l’autorizzazione alla percezione dell’assegno viene concessa al genitore convivente con i figli.

Il diritto rimane al genitore affidatario anche quando non è titolare in proprio di un diritto a richiedere la prestazione familiare (poiché non lavoratore o non titolare di pensione) e viene esercitato in virtù della posizione tutelata dell’ex coniuge/parte di unione civile, sempre che i requisiti di fatto, ossia i redditi del nucleo dell’affidatario, ammettano il riconoscimento al diritto all’Anf.

Il genitore convivente con il minore (privo di autonomo diritto) nato fuori del matrimonio/unione civile da genitori comunque non coniugati/uniti civilmente può chiedere il pagamento dell’Anf sulla posizione dell’altro genitore lavoratore dipendente non convivente. Il pagamento terrà conto dei redditi del genitore convivente.

La nuova proceudura

A decorrere dal 1° aprile 2019, le domande di assegno per il nucleo familiare dei lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo devono essere presentate direttamente all’Inps, esclusivamente in modalità telematica:

  • tramite il servizio on-line dedicato, accessibile dal sito www.inps.it, se in possesso di Pin dispositivo, di una identità Spid;
  • tramite Patronato.

Una volta ricevuta l’istanza telematica, l’Inps svolge un’attività istruttoria utile alla individuazione degli importi giornalieri e mensili teoricamente spettanti in riferimento alla tipologia del nucleo familiare e del reddito conseguito. Sulla base di tali importi teoricamente spettanti, il datore di lavoro provvede poi al calcolo dell’importo effettivo da erogare al richiedente. I datori di lavoro recuperano l’informazione circa gli importi calcolati dall’Inps prendendone visione attraverso una specifica utility, disponibile sul “Cassetto previdenziale aziendale”.

Indicando il codice fiscale del lavoratore ed eventualmente quello del richiedente – qualora i due soggetti non coincidano (es. nel caso di madre separata senza posizione tutelata, che chiede la prestazione sulla posizione lavorativa dell’altro genitore) – la procedura riporta al datore l’importo teoricamente spettante. Successivamente, sulla base degli importi teoricamente spettanti, il datore di lavoro calcola l’importo effettivamente dovuto al richiedente, in relazione alla tipologia di contratto sottoscritto (es. part-time full-time) e alla presenza/assenza del lavoratore nel periodo di riferimento.

Le modalità di pagamento deli assegni

Le modalità di erogazione degli importi non cambiano: l’assegno viene pagato dal datore di lavoro, per conto dell’Inps, ai lavoratori dipendenti in attività, in occasione del pagamento della retribuzione.

Gli Anf vengono anticipati dall’azienda in busta paga e dopo compensati con i contributi da pagare con modello F24, essendo somme a carico dell’Inps. Gli assegni erogati al dipendente, non sono tassati ai fini dell’Irpef e non sono soggetti a contribuzione.

Assegno erogato direttamente dall’Inps

L’assegno viene erogato direttamente dall’Inps nel caso in cui il richiedente sia:

  • un lavoratore domestico;
  • un operaio agricolo a tempo determinato (Otd);
  • dipendente di datori di lavoro che hanno cessato l’attività o siano falliti;
  • beneficiario di prestazioni previdenziali.

La domanda di Assegno per il nucleo familiare da parte dei lavoratori agricoli a tempo indeterminato (Oti) continuerà ad essere presentata al datore di lavoro con il modello “Anf/Dip” (SR16) cartaceo.



Di carla ferriero

note

[1] Circolare Inps n. 66 del 17.05.2019.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube