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Diritti di credito

26 Settembre 2019 | Autore:
Diritti di credito

In questo articolo, andiamo alla scoperta delle obbligazioni: quando si ha diritto ad esigere da altri un pagamento o un determinato comportamento?

Ti sarà successo di essere creditore di qualcuno che ti doveva dei soldi. Può essersi trattato di uno stipendio pagato in ritardo, del compenso per un’attività da te svolta, del canone dovuto da un tuo inquilino. Di solito, quando si parla di diritti di credito, si pensa subito al denaro. Questo è esatto, ma si può anche essere  creditori di qualcuno in ipotesi diverse: è importante conoscerle e sapere cosa prevede la legge a tutela delle parti interessate. Leggendo questo articolo apprenderai tutto ciò che ti serve sapere sull’argomento.

I diritti di credito sono detti anche diritti di obbligazione. Il titolare di un diritto di credito può pretendere che un’altra persona gli dia qualcosa o compia una certa azione. Quello che il debitore deve dare o fare prende il nome di prestazione. Vediamo quando ciò avviene e cosa stabilisce la legge al riguardo.

Cosa è un diritto di credito?

Un diritto di credito è una situazione che fa capo a un soggetto, detto creditore, il quale, per soddisfare un proprio interesse, può pretendere una prestazione da un altro soggetto, detto debitore.

Facciamo un semplice esempio, preso dalla vita di tutti i giorni.

Luigi incarica Marcello, fabbro, di realizzare una ringhiera per una scala della sua villa, al prezzo di 1000 euro. Luigi dà subito all’artigiano un acconto di 500 euro; i due concordano che il saldo verrà pagato quando il lavoro sarà completato. A questo punto, Luigi è creditore di Marcello della realizzazione della ringhiera, con tutte le caratteristiche concordate; quando l’opera sarà completata, Marcello sarà creditore di Luigi del saldo del prezzo.

Quindi, perchè si possa parlare di diritto di credito, occorre che:

  • vi siano due soggetti, il creditore e il debitore; il primo ha diritto a una prestazione da parte del secondo;
  • la prestazione che deve essere compiuta dal debitore abbia carattere patrimoniale, cioè possa essere valutata da un punto di vista economico e deve soddisfare un interesse del creditore [1].

Come deve essere la prestazione?

La prestazione che forma oggetto del diritto di credito, vale a dire quello che il debitore deve dare o fare, deve:

  • avere carattere patrimoniale. Con questa espressione si intende che essa deve poter essere valutata da un punto di vista economico. Facciamo qualche esempio. Un costruttore viene incaricato di realizzare una villa: il lavoro che dovrà compiere è valutabile economicamente, e il prezzo che il committente dovrà pagare (di solito in denaro) ha pure un contenuto economico. Una persona va al ristorante e ordina un menu: le pietanze che il cuoco dovrà cucinare hanno un valore economico, e anche il conto che il cliente dovrà pagare, espresso in moneta. D’altro canto, si pensi all’obbligo dei genitori, previsto dalla legge,  di istruire i figli, innanzitutto mandandoli a scuola. Esso non ha contenuto economico, non è valutabile in termini monetari, e quindi il diritto dei figli ad essere istruiti ad opera dei genitori non è qualificabile come un diritto di credito;
  • essere possibile. Se la prestazione è impossibile a realizzarsi, non vi è nessun diritto di credito. Pensa al caso di due persone che si accordano perchè la prima, che ha un taxi, trasporti la seconda da MIlano a Roma in dieci minuti. Ovviamente si tratta di qualcosa di irrealizzabile, quindi non nasce nessun diritto di credito, nè in capo al cliente, nè il capo al tassista;
  • essere lecita, cioè non deve essere contraria alla legge. Un esempio: Luca assolda un killer perchè uccida Renato, che gli ha fatto un torto. Poichè l’omicidio è contrario alla legge, qui non nasce nessun diritto di credito: Luca non può pretendere che l’uccisione avvenga, e il killer non può pretendere il pagamento del prezzo;
  • essere determinata, o almeno determinabile. Immagina di comprare un televisore che costa 600 euro. La prestazione a tuo carico, cioè il prezzo che dovrai pagare al venditore, è determinato. Facciamo conto, invece, che tu acquisti delle mele che costano 2 euro al chilogrammo: il prezzo che dovrai pagare, prima che il venditore le pesi, non  è determinato, ma è determinabile perchè esiste un preciso criterio per stabilirlo.

La prestazione può essere:

  • di dare. Può trattarsi della consegna di una cosa: si pensi alla vendita, in cui, una volta concluso l’accordo, il venditore deve consegnare al compratore la cosa venduta. Oppure può trattarsi di denaro: sempre nell’esempio della vendita, l’acquirente deve pagare al venditore il prezzo concordato;
  • di fare o non fare. Ecco un esempio di prestazione di fare: una persona incarica un costruttore di realizzare una villa. L’imprenditore sarà quindi debitore nei confronti del committente, e la sua prestazione consisterà nella costruzione dell’immobile con le caratteristiche concordate. Facciamo un esempio di prestazione consistente in un non fare: Mauro e Franco, che esercitano la stessa attività commerciale, concordano di non farsi concorrenza. In questo caso, ognuno dei due è creditore dell’altro di un conportamento “negativo”, consistente nel non compiere attività che possano sottrarre clienti all’altro;
  • di risultato o di mezzi. Nel primo caso la prestazione del debitore deve necessariamente realizzare il risultato promesso al creditore. Ad esempio: Sara commissiona a un falegname delle porte per la sua casa, concordandone il numero, le dimensioni, il materiale e il colore. L’artigiano, in questo caso, è obbligato a realizzare delle porte nel numero e con le caratteristiche promesse. La prestazione è, invece, di mezzi quando il debitore si impegna a compiere una certa attività, senza però poterne garantire i risultati, che non dipendono da lui. Facciamo ancora un esempio. Marco si reca da Oriana, avvocato, per essere assistito in una causa in Tribunale. Oriana ha l’obbligo di compiere tutte le attività che un legale diligente deve svolgere in simili casi; ma non può essere obbligata a far vincere la causa a Marco, perchè questo dipende dalla decisione di un’altra persona, che è il giudice.

Come si acquista un diritto di credito?

I diritti di credito possono nascere [2]:

  • da un contratto. Quando si stipula un accordo contrattuale, anche a voce, ognuna delle parti ha un diritto di credito nei confronti dell’altra. Un esempio è dato dalla vendita. Carlo compra un mobile in un negozio. Il venditore si impegna a consegnarglielo a casa. Carlo ha nei confronti del venditore il diritto di credito di ricevere ciò che ha acquistato; il negoziante, a sua volta, è creditore del prezzo nei confronti di Carlo;
  • da un fatto illecito. Con questa espressione si indicano i comportamenti contrari alla legge che provocano danno ad altri. Ad esempio: Oscar, mentre attraversa la strada sulle strisce pedonali, viene investito da Filippo. Quello commesso dall’automobilista è un fatto illecito, perchè, non essendosi fermato per lasciar passare il pedone, ha tenuto un comportamento contrario alla legge. Oscar, che ha subito un danno, dovrà essere risarcito e avrà quindi un diritto di credito verso l’assicurazione di Filippo, avente per oggetto una somma di denaro;
  • da ogni altro atto o fatto che la legge dichiara idoneo a far sorgere un credito. In alcuni casi, è la stessa legge a prevedere che, da un certo fatto o da un atto posto in essere da qualcuno, nasca un diritto di credito. Un esempio è dato dagli assegni: pensa al caso di Alfonso, che firma un assegno e lo consegna a Maria. Quest’ultima diventa creditrice della somma corrispondente. Un altro caso è quello dell’arricchimento senza causa, che si verifica quando una persona riceve da un’altra un vantaggio economico che non le spettava. Esempio: Ernesto, nel fare un bonifico, commette un errore e, anzichè trasmetterlo al destinatario, lo invia a Matteo. Quest’ultimo deve restituire il denaro ricevuto per sbaglio, quindi Ernesto ha un diritto di credito nei suoi confronti.

Come si tutela un diritto di credito?

Per finire, che fare se il debitore non esegue la prestazione? Questi sono i passi da compiere a tutela dei diritti di credito:

  • innanzitutto, conviene inviare al debitore una lettera di messa in mora, con la quale gli si intima di eseguire la prestazione a suo carico entro un certo termine. Ciò va fatto con raccomandata a.r. o con un atto notificato tramite ufficiale giudiziario. I questo modo infatti si può dimostrare con certezza il momento in cui il debitore l’ha ricevuta;
  • trascorso inutilmente il termine assegnato al debitore, occorre rivolgersi al giudice perchè lo condanni ad eseguire la prestazione: bisogna, quindi, fargli causa. Se il creditore ha ragione, otterrà una sentenza a suo favore. Se la prestazione del debitore consiste nel pagamento di una somma di denaro, e ciò è dimostrato da documenti, il creditore può chiedere al giudice l’emanazione di un decreto ingiuntivo: si tratta di un provvedimento con il quale viene intimato al debitore di pagare l’importo dovuto nerl termine di 40 giorni. Quest’ultima è una procedura molto più breve rispetto a una causa vera e propria. La sentenza o il decreto ingiuntivo prendono il nome di titolo esecutivo;
  • ottenuto il titolo esecutivo, il creditore deve farlo notificare al debitore dall’ufficiale giudiziario;
  • insieme al titolo esecutivo, o dopo 10 giorni dalla notifica di quest’ultimo, il creditore deve far notificare al debitore un documento denominato atto di precetto, con il quale gli intima di eseguire la prestazione dovuta entro 10 giorni dalla notifica. Può essere, ad esempio,  che il debitore debba pagare una somma di denaro, oppure che debba consegnare una cosa, o ancora che debba lasciare libero un immobile: dovrà farlo entro 10 giorni dalla notifica dell’atto di precetto;
  • se il debitore ancora non esegue la prestazione, il creditore può rivolgersi all’ufficiale giudiziario perchè tuteli il suo diritto nelle forme che la legge prescrive. Se, ad esempio, il debitore deve una somma di denaro, il creditore può far pignorare i suoi beni, farli vendere con un’apposita procedura e soddisfarsi sul ricavato della vendita; se deve lasciare libero un immobile a seguito di uno sfratto, l’ufficiale giudiziario potrà farlo uscire di casa avvalendosi, se necessario, dell’aiuto della forza pubblica.

note

[1] Art. 1174 cod. civ.

[2] Art. 1173 cod. civ.


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