Abolizione canone Rai in vista

13 Novembre 2019 | Autore:
Abolizione canone Rai in vista

Che fine ha fatto la proposta di legge depositata in Parlamento a luglio per abolire il canone Rai? Cosa succede adesso che il Governo è cambiato?

A metà luglio, il Movimento 5 Stelle aveva presentato in Parlamento la proposta di legge per l’abolizione del canone Rai. La notizia era stata accolta con soddisfazione da tanti italiani che ritengono questa tassa odiosa e iniqua. Poi, però, in piena estate sono successe tante cose: l’8 agosto l’improvvisa caduta del Governo Conte provocata dalla Lega di Matteo Salvini e, in pochi giorni, la rapida formazione di una nuova maggioranza parlamentare, non più gialloverde ma giallorossa, con il Pd diventato alleato del M5S.

Così coloro che chiedevano lo scioglimento del Parlamento e il voto subito sono rimasti a bocca asciutta: il presidente della Repubblica ha preferito sostenere la legislatura già in atto, constatando che c’era un’intesa in grado di dar vita al nuovo Governo Conte 2 che infatti è nato ed è in attività.

Forse ti sei chiesto che fine ha fatto, tra tutte queste tempeste politiche, questa nuova legge per dire addio al canone Rai che aveva suscitato tante aspettative e anche parecchie polemiche. Dopo tutto quel che è successo in meno di due mesi, soprattutto con il cambio di Governo, c’è ancora l’abolizione del canone Rai in vista oppure no?

Ebbene, se è vero che il Governo è caduto ed è stato rifatto daccapo, ma con una maggioranza nuova (fuori la Lega e dentro il Pd) è anche vero che la Camera dei deputati ed il Senato sono rimasti intatti. Il Parlamento votato alle elezioni del 4 marzo 2018 è ancora in piedi, con tutto quello che ne consegue: dunque, la proposta di legge per abolire il canone Rai rimane valida e non è decaduta. La legislatura è ancora in corso e tutti i provvedimenti depositati alla Camera e al Senato proseguiranno il loro iter normalmente. Si tratta, infatti, di disegni di legge di iniziativa parlamentare e non di decreti legge del Governo.

Questo significa che la proposta di abolizione del canone Rai andrà avanti e dovrà essere esaminata dai due rami del Parlamento. Questo avverrà secondo il calendario dei lavori da programmare che, però, ad oggi non è stato ancora stabilito: ci sono state le ferie di mezzo e anche quelle sono state interrotte dal rientro imprevisto dei parlamentari per risolvere la crisi. Insomma, ci si è dovuti occupare di altro, di questioni più urgenti. Così ad oggi entrambe le proposte risultano ancora “da assegnare” cioè sono all’inizio del loro cammino e nessuno, neanche una Commissione parlamentare, le ha ancora esaminate.

Poi, non è detto che una proposta giacente sia esaminata davvero: occorre la volontà politica di farlo, altrimenti anche la migliore rimane lì dimenticata se non c’è una forza che la porta avanti. Ma proprio da questo punto di vista le novità sembrano interessanti.

Infatti, entrambe le proposte sono state presentate da parlamentari del Movimento 5 Stelle (l’on. Maria Laura Paxia alla Camera dei deputati ed il sen. Gianluigi Paragone al Senato) e il M5S è tuttora al Governo, ha cambiato solo il proprio alleato nel frattempo.

Paragone è un tipo battagliero, al punto di essersi schierato apertamente contro il Movimento in questi giorni, dichiarandosi contrario all’accordo realizzato col Pd. Anche la Paxia non è da meno: in piena crisi di governo, a Ferragosto aveva tuonato su Twitter perché la sua proposta di legge era bloccata in attesa del nuovo esecutivo e ora annuncia che la sua proposta di legge di abolizione del canone Rai è definitiva. Insomma, c’è da credere che i parlamentari autori della proposta continueranno la battaglia. A sostenerli stavolta c’è anche il cofirmatario della proposta di legge, Stefano Patuanelli, che nel frattempo è diventato ministro dello Sviluppo economico: un punto di forza in più.

Il M5S, però, da solo non avrebbe i numeri necessari per ottenere l’approvazione in Parlamento; vediamo allora chi potrebbe aiutarlo. La Lega non è più al Governo, ma conserva tutta la sua rappresentanza in Parlamento a luglio si era dichiarata favorevole alla proposta pentastellata, dichiarando che « la riduzione o l’abolizione del canone ci troverà sempre a favore» e infatti è uno dei cavalli di battaglia di Salvini fin dai tempi della Lega Nord che «lo propone, coerente e testarda, da anni», come ha dichiarato l’ex ministro su Facebook.

Il Pd, invece, sembra contrario all’abolizione del canone Rai e sul tema non si sofferma, ma tira dritto: quest’estate non aveva rilasciato dichiarazioni sulla proposta (non si trovava al Governo in quel momento), ma la linea del partito rimane quella dei tempi di Renzi, che quando era alla guida di palazzo Chigi aveva abbassato l’importo a 90 euro, però inserendolo in bolletta elettrica; l’attuale segretario Zingaretti non ha espresso opinione, almeno sinora.

Forza Italia potrebbe essere favorevole perché abolendo il canone la Rai sarebbe costretta a finanziarsi solo con la pubblicità, in posizione concorrenziale pari con quella delle Tv private, a partire proprio da quelle di Berlusconi. Anche i Fratelli d’Italia non dovrebbero essere contrari in linea di principio: Giorgia Meloni ha talvolta sparato dichiarazioni di fuoco su casi eclatanti di persone costrette a pagare il canone per apparecchi televisivi non funzionanti.

Questi partiti potrebbero anche intervenire nell’iter legislativo presentando emendamenti per correggere il tiro rispetto alla proposta iniziale targata M5S e così apportare il loro contributo.

Cosa succederà dunque? Se il Movimento è davvero interessato a portare avanti le proposte (quelle in atto sono infatti due, e sono state presentate contemporaneamente sia alla Camera sia al Senato, in parallelo, cioè in modo da accelerare l’iter di approvazione) e la Lega non si rimangia la parola, al momento dell’esame e del voto in Parlamento potremmo avere la sorpresa di vedere una maggioranza gialloverde, con l’eventuale aggiunta di Forza Italia e FdI, a varare la legge che abolisce il canone Rai.



3 Commenti

  1. Esaustivo e chiaro
    Solo che avrei voluto sapere qualcosa sull’incostituzionalita’
    Eventuale del canone soprattutto dopo l’addebito sulla bolletta elettrica Buona serata
    A.

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