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Pensione di reversibilità: a chi spetta e quanto si prende?

27 Settembre 2019 | Autore:
Pensione di reversibilità: a chi spetta e quanto si prende?

Chi può ricevere il trattamento dell’Inps di un lavoratore o di un pensionato deceduto? Quali aliquote determinano l’importo e come presentare domanda?

Chi ha un coniuge titolare di un assegno pensionistico ha diritto alla sua morte a ricevere, a certe condizioni, quel trattamento dall’Inps. È quello che si chiama pensione di reversibilità: a chi spetta e quanto si prende?

In linea di massima ci sono due situazioni in cui è possibile avere la pensione di reversibilità. La prima: quando chi viene a mancare è titolare di una pensione diretta oppure, avendone diritto, ne ha in corso la liquidazione. In questo caso, al suo familiare superstite verrà erogata la cosiddetta reversibilità.

L’altra condizione è che la persona deceduta abbia maturato un certo periodo di assicurazione e di contributi, in modo da garantire al familiare superstite quella che viene chiamata pensione indiretta.

Ti chiederai a chi spetta la pensione di reversibilità esiste solo per il coniuge. In realtà non è così: in certi casi anche i figli possono ricevere questo trattamento dall’Inps, così come i genitori del lavoratore deceduto, i fratelli o le sorelle. Il tutto, ovviamente, se si verificano le circostanze che vedremo tra poco.

L’altra domanda legittima da porsi è quanto si prende di pensione di reversibilità: al familiare superstite che ne ha diritto viene erogato il 100% oppure c’è qualche decurtazione rispetto all’assegno che arrivava al lavoratore deceduto?

Vediamo tutto ciò che c’è da sapere sulla reversibilità e che cosa bisogna fare per richiedere all’Inps questa pensione.

Pensione di reversibilità: quando spetta?

Come appena accennato, per avere diritto alla pensione di reversibilità ci deve essere una di queste due condizioni. Il primo caso è quello in cui la persona deceduta sia titolare di una pensione diretta o ne abbia in corso la liquidazione avendone diritto.

L’altra circostanza è quella che garantisce il diritto alla pensione indiretta. Si verifica quando la persona venuta a mancare ha maturato almeno 15 anni di assicurazione e di contributi (o 780 settimane di contributi) oppure almeno 5 anni di assicurazione e di contributi (o 260 settimane di contributi), di cui almeno 3 anni (o 156 settimane) nel quinquennio precedente la data del decesso.

Pensione di reversibilità: a chi spetta?

Quando un lavoratore che prende la pensione o che ne ha il diritto alla liquidazione viene a mancare ed è sposato, separato, divorziato o parte di un’unione civile, la pensione di reversibilità spetta:

  • al coniuge, anche se legalmente separato;
  • al coniuge divorziato sempre che sia titolare dell’assegno divorzile, non si sia risposato e la persona defunta abbia iniziato il rapporto assicurativo prima della data di sentenza dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Il coniuge superstite perde il diritto alla pensione di reversibilità se si sposa di nuovo. Tuttavia, ha diritto ad un assegno una tantum pari a due annualità della quota di pensione in pagamento, compresa la tredicesima, nella misura spettante alla data del matrimonio. In pratica, due anni di pensione più le due tredicesime.

Se la persona defunta aveva divorziato e si era risposata, spetta al tribunale decidere la quota di pensione di reversibilità che va al coniuge divorziato e a quello superstite.

Ha diritto alla pensione anche la parte superstite dell’unione civile [1].

Pensione di reversibilità: quando spetta ai figli?

Per quanto riguarda i figli ed equiparati, viene riconosciuta la pensione del lavoratore deceduto a quelli che, alla data di morte dell’assicurato o del pensionato:

  • non hanno compiuto i 18 anni di età;
  • indipendentemente dall’età sono stati dichiarati inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso del lavoratore o del pensionato;
  • sono studenti senza lavoro retribuito. In questo caso, il limite di età non è di 18 anni ma di 21 anni quando frequentano la scuola media o professionale e per tutta la durata del corso di laurea fino ai 26 anni di età;
  • hanno un lavoro retribuito ma che produce un reddito inferiore al trattamento minimo annuo di pensione maggiorato del 30% e riparametrato al periodo di svolgimento del lavoro.

Per figli ed equiparati si intende quelli:

  • adottivi e affiliati del deceduto;
  • riconosciuti o giudizialmente dichiarati dal deceduto o dal coniuge;
  • non riconoscibili dal deceduto ma da lui mantenuti in base ad una sentenza nei casi previsti dalla normativa [2];
  • non riconoscibili dal deceduto ma che hanno ottenuto nella successione del genitore il riconoscimento del diritto all’assegno vitalizio [3];
  • nati dal precedente matrimonio del deceduto;
  • minorenni e regolarmente affidati;
  • postumi, nati entro il 300° giorno dalla data del decesso del padre.

Vengono equiparati anche i nipoti minori anche se non formalmente affidati che risultino effettivamente a carico degli ascendenti.

Pensione di reversibilità: a quali altri parenti spetta?

Non solo coniuge e figli: la pensione di reversibilità (o, se vogliamo, più propriamente detta pensione dei superstiti) spetta in determinati casi anche ad altri familiari. In particolare:

  • se non ci sono coniuge o figli, oppure se ci sono ma non hanno diritto alla pensione ai superstiti, ne hanno diritto i genitori della persona deceduta che, al momento della sua morte, abbiano almeno 65 anni, non siano titolari di trattamento pensionistico e siano a suo carico;
  • se non ci sono coniuge, figli o genitori, oppure se ci sono ma non hanno diritto alla pensione ai superstiti, ne hanno diritto i fratelli celibi o le sorelle nubili della persona deceduta che, al momento della sua morte, siano inabili al lavoro, non percepiscano un trattamento pensionistico e siano a suo carico.

Pensione di reversibilità: quanto si prende?

Chi ha diritto alla pensione di reversibilità, in base alle condizioni che abbiamo visto fin qui, riceverà il trattamento dall’Inps dal primo giorno del mese successivo alla data di decesso del pensionato o dell’assicurato.

L’importo della pensione per il coniuge viene stabilito in base a queste aliquote:

  • 60% per il coniuge senza figli;
  • 80% per il coniuge con un figlio;
  • 100% per il coniuge con due o più figli.

Nel caso in cui la pensione di reversibilità spetti ai figli, ai genitori, ai fratelli o alle sorelle, le aliquote sono:

  • un figlio: 70%;
  • due figli: 80%;
  • tre o più figli: 100%;
  • un genitore: 15%;
  • due genitori: 30%;
  • un fratello o sorella: 15%;
  • due fratelli o sorelle: 30%;
  • tre fratelli o sorelle: 45%;
  • quattro fratelli o sorelle: 60%;
  • cinque fratelli o sorelle: 75%;
  • sei fratelli o sorelle: 90%;
  • sette fratelli o sorelle: 100%.

La pensione di reversibilità (o dei superstiti) è cumulabile con i redditi del beneficiario nei limiti stabiliti dalla legge in questa tabella. Tali limiti non vengono applicati se chi percepisce la pensione fa parte di un nucleo familiare con figli minorenni, studenti o inabili.

Pensione di reversibilità: come fare la domanda?

Per richiedere la pensione di reversibilità occorre presentare la domanda all’Inps attraverso l’apposito servizio online.

È possibile rivolgersi anche:

  • al contact center dell’Inps chiamando i numeri 803.164 (gratuito da rete fissa) o 06.164.164 da cellulare;
  • agli enti di patronato o intermediari, che provvederanno ad inoltrare telematicamente la domanda.

note

[1] Legge n. 76/2016 del 20.05.2016.

[2] Art. 279 cod. civ.

[3] Artt. 580 e 594 cod. civ.


2 Commenti

  1. N FIGLIO DISOCCUPATO A 46 ANNI SENZA LAVORO ED HA IL57% DI INVALIDITA? PADRE PERSOIONATO DELLO STATO 8 CAT PER INCIDENTE IN ITINERE PERSIONEDI REVERSIBILITA’ ERRATA NON MAI VERSAMENTI DELLA LEGGE 29/79 ACCREDITAI DA PARTE DELL’ INPS DI NAPOLI BENEVENTO E AVELLINO SENTENZA DEL TRIBUNALE DI AVELLINO DOTT LUCE ANCORA OGGI NON RIESCO AD AVERE LA GIUSTA SOMMA??? GRAZIE

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