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Reddito di cittadinanza: potrebbe essere modificato dal nuovo governo

9 Settembre 2019
Reddito di cittadinanza: potrebbe essere modificato dal nuovo governo

Il M5S si dice possibilista a una modifica di Rdc e Quota 100.

«Tutto è migliorabile, con i colleghi del Pd se n’è parlato. Io penso che tutto si possa migliorare». Così Laura Castelli, già viceministro all’Economia nello scorso Governo Conte e data dai “rumors” in corsa per la conferma, ha risposto, a margine di Digithon, la maratona digitale che si è svolta nei giorni scorsi a Bisceglie, a quanti gli chiedono se Reddito di cittadinanza e Quota 100 subiranno delle modifiche col nuovo governo.

Con riferimento a Quota 100, è stata già confermata, nei giorni scorsi, l’intenzione del governo di cancellare la misura in via progressiva, ossia a partire dal 2021.

Alle ore 17 del 6 settembre le domande presentate per accedere al pensionamento attraverso “Quota 100” arrivate all’Inps sono 175.995. Lo comunica l’Istituto in una nota. I lavoratori dipendenti sono la maggioranza (65.120). Nella fascia di età da 63 a 65 anni sono la maggioranza 75.807 e 130.315 sono uomini e 45.680 donne. Il patronato fa la parte del leone con 162.739.

«Chi fa politica – ha detto la Castelli – deve imparare, come abbiamo imparato noi in questo anno e mezzo, che le cose possono essere migliorabili: uno le fa, le osserva e quando può migliorarle lo fa». «Vediamo, io faccio questo, mi occupo di economia, abbiamo fatto tante cose su cui possiamo proseguire», ha risposto a quanti le chiedono se verrà confermata nell’incarico nel nuovo governo. Per Castelli, il «Conte Bis ha dentro molti temi dai quali si è partiti dopo un anno e mezzo di lavoro», come «il tema del Green, dell’economia verde, il tema della riduzione fiscale».

Secondo Castelli, «i colleghi del Partito Democratico hanno deciso di incarnare insieme a noi questo percorso e per questo c’è un programma comune che ci ha permesso di ripartire con un progetto a lungo termine». «C’è sempre una parte del Paese che scende in piazza, io credo che sia una manifestazione di libertà e quindi non credo ci sia motivo di preoccuparsi. C’è ancora la democrazia in questo paese e ognuno è libero di esprimersi e manifestare ciò che vuole nelle forme previste dalla Costituzione», ha detto a quanti le chiedevano delle manifestazioni di protesta di Lega e Fdi a Montecitorio in occasione della fiducia per il nuovo Governo.

«Io credo che si poteva provare a pensarci ancora. Forse è stata la fretta. Si poteva dare due colori politici diversi al ministro dell’Economia e al commissario, proprio per lavorare meglio su fronti molto importanti», ha commentato alla domanda di Marco Palombi del Fatto Quotidiano se «è stato piacevole indicare Paolo Gentiloni a commissario Ue».

«Non che lui non sia una persona capace – ha sottolineato Castelli su Gentiloni – ci mancherebbe, non ho lavorato con lui personalmente, ma tutti mi dicono che sia una persona preparata e non ho nessun motivo per non crederci. Si poteva pensare ancora un po’ se avessimo avuto un po’ più di tempo. Tra l’altro non è detto che riusciamo come Italia a prendere la concorrenza e questo è un altro problema, quindi bisognerà fare un’altra battaglia, perché la concorrenza sarebbe un bel tema da portare a casa. Quell’ambito non è facile. Ci sono tanti altri Paesi… che dirti».

«Sulla Tav quello che è successo e che abbiamo vissuto tutti insieme l’8 agosto scorso è che il Parlamento ha votato, su quell’opera si può decidere solo con un voto parlamentare, il Parlamento si è espresso e la maggioranza del Parlamento ha deciso che quell’opera deve proseguire. Non c’è altro strumento per cambiare percorso e questa è la realtà, ed è una realtà che a me personalmente fa male perché non la condivido ma il Parlamento è sovrano e ha deciso in questo modo», ha detto.

«Se non sbaglio nel programma che abbiamo siglato insieme, prima di andare dal presidente della Repubblica a dire che c’era un’altra maggioranza possibile, sul tema delle concessioni si è detto revisioni», ha aggiunto sulle intenzioni del governo sulle concessioni ad Autostrade. E al giornalista che chiede della possibilità della revoca Castelli ha risposto: «Si deve intervenire bene perché questo paese non può più vivere una cosa del genere. Ci lavoriamo insieme».



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