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Reato di getto pericoloso di cose: ultime sentenze

9 Settembre 2019
Reato di getto pericoloso di cose: ultime sentenze

Fumo, gas, polveri, emissioni di odori: tutte le volte in cui si verifica la contravvenzione per getto di cose atte ad offendere o a imbrattare.

Natura del reato di getto di cose pericolose? 

La contravvenzione prevista dall’art. 674 cod. pen. configura un reato di pericolo finalizzato a prevenire esiti dannosi o pericolosi per le persone, conseguenti al getto o versamento di cose atte a offendere, imbrattare o comunque molestare, ovvero all’emissione di gas, vapori o fumi idonei a cagionare i medesimi effetti. Quest’ultima ipotesi assume rilevanza penale solo nei casi non consentiti dalla legge, in quanto il legislatore ha inteso contemperare opposti interessi consentendo così l’esercizio di attività socialmente utili nel rispetto dei limiti di legge, al superamento dei quali riacquista prevalenza l’esigenza di tutelare l’incolumità pubblica. (Fattispecie relativa a rottura di vasche interrate nel corso di interventi edilizi autorizzati che avrebbe determinato la fuoriuscita di sostanze inquinanti, che sparse sul terreno avrebbero provocato esalazioni nocive con documentate conseguenze sulle persone).

Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza 27 agosto 2019 n. 36444

Polveri nell’atmosfera

La diffusione di polveri nell’atmosfera rientra nella nozione di “versamento di cose” ai sensi della prima ipotesi dell’art. 674 cod. pen. e non in quella di “emissione di fumo” contemplata dalla seconda ipotesi, in quanto mentre il fumo è sempre prodotto della combustione, la polvere è prodotto di frantumazione e non di combustione. (Cass. Sez. 3^, sentenza n. 16286 del 2009, Del Balzo). Tale principio opera a fortiori per il getto del particolato, della cui natura di “cosa” non può certo dubitarsi. Ciò significa che sia per il getto del particolato sia per l’emissione delle polveri che ricadevano sul terreno trova applicazione la prima parte dell’ipotesi prevista dall’art. 674 c.p. e non debbono essere presi in esame ai fini della responsabilità gli ulteriori requisiti fissati dalla seconda parte del medesimo articolo. Fattispecie: getto di particolato con conseguenze dannose con riferimento alle autovetture, alle colture, ai materiali plastici. (Amb.Dir.)

Corte di Cassazione, Sezione 3 penale, sentenza 27 aprile 2011 n. 16422

Gettare secchi d’acqua e mozziconi di sigaretta sul balcone dell’appartamento sottostante può integrare reato

Ai fini della configurabilità del reato di getto pericoloso di cose, non si richiede che la condotta contestata abbia cagionato un effettivo nocumento, essendo sufficiente che essa sia idonea ad offendere, imbrattare o molestare le persone (nella specie, l’imputato aveva gettato acqua, mozziconi di sigaretta sul balcone dell’appartamento sottostante).

Cassazione penale sez. III, 12/12/2017, n.9474

Sversamento di liquami in strada pubblica, non occorre la verifica di un danno concreto ed attuale

Lo sversamento di liquami in strada pubblica configura il reato di cui all’art. 674 c.p. (Getto pericoloso di cose), per il quale non è necessaria la verifica di un danno concreto ed attuale, essendo sufficiente l’attitudine della condotta all’offesa delle persone.

Cassazione penale sez. III, 19/09/2017, n.56065

In tema di concorso fra il reato di imbrattamento di cose altrui e la contravvenzione di getto pericoloso di cosa

Non è configurabile il concorso formale tra il delitto di cui all’art. 639 cod. pen. e la contravvenzione di getto pericoloso di cose prevista dall’art. 674 cod. pen., quando la condotta (nella specie, lancio di un sacchetto contenente escrementi) abbia dato luogo esclusivamente all’imbrattamento di cose (nella specie, un’autovettura), senza riverberi sulla tranquillità o l’incolumità delle persone.

Cassazione penale sez. II, 09/11/2018, n.1142

Reato di getto pericoloso di cose: per l’attività di emissione di gas esercitata secondo l’autorizzazione va fatto riferimento alla normale tollerabilità

In tema di emissioni in atmosfera di gas, vapori e fumi, al fine di definire il concetto di “molestia” che integra il reato di getto pericoloso di cose di cui all’art. 674 cod. pen., occorre distinguere tra l’attività produttiva svolta senza l’autorizzazione dell’autorità preposta, per la quale il contrasto con gli interessi tutelati va valutato secondo criteri di stretta tollerabilità, e quella esercitata secondo l’autorizzazione e senza superamento dei limiti consentiti, per la quale si deve far riferimento alla “normale tollerabilità” delle persone che si ricava dall’art. 844 cod. civ. e che ricorre sempre che l’azienda abbia adottato gli accorgimenti tecnici ragionevolmente utilizzabili per abbattere l’impatto delle emissioni sulla realtà esterna.

Cassazione penale sez. III, 23/10/2018, n.54209

Emissioni di odori e prove

In tema di getto o emissioni pericolose, laddove trattandosi di odori manchi la possibilità di accertare obiettivamente, con adeguati strumenti, l’intensità delle emissioni, il giudizio sull’esistenza e sulla non tollerabilità delle emissioni stesse ben può basarsi sulle dichiarazioni dei testi, soprattutto se si tratta di persone a diretta conoscenza dei fatti, come i vicini, o particolarmente qualificate, come gli agenti di polizia e gli organi di controllo. Ove risulti l’intollerabilità, non rileva, al fine di escludere l’elemento soggettivo del reato, l’eventuale adozione di tecnologie dirette a limitare le emissioni, essendo evidente che non sono state idonee o sufficienti a eliminare l’evento che la normativa intende evitare e sanziona.

Corte di Cassazione sezione 3 penale sentenza 14 settembre 2015 n. 36905

Impianti industriali

Il reato di cui all’articolo 674 c.p., non è configurabile nel caso in cui le emissioni provengano da una attività regolarmente autorizzata e siano contenute nei limiti previsti dalle leggi in materia di inquinamento atmosferico, atteso che l’espressione «nei casi non consentiti dalla legge» costituisce una precisa indicazione della necessità che l’emissione avvenga in violazione delle norme di settore, il cui rispetto integra una presunzione di legittimità dell’emissione stessa.

Corte di Cassazione Sezione 3 penale sentenza 28 febbraio 2008 n. 9102

Emissioni di gas, vapori o fumi ed assenza di valori limite 

In tema di getto pericoloso di cose, l’evento di molestia provocato dalle emissioni di gas, fumi o vapori, in mancanza di specifici valori-limite per le immissioni olfattive, che non rientrano nell’ambito della disciplina dell’inquinamento atmosferico, deve ritenersi realizzato al superamento del limite della normale tollerabilità. Tale limite funge pertanto da criterio di legittimità delle emissioni ai sensi della seconda parte dell’articolo 674 c.p.

Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza 3 maggio 2019 n. 18592

Inquinamento atmosferico: emissioni e disturbo olfattivo

Si configura il reato di gettopericoloso di cose, anche nel caso di “molestie olfattive” promananti da impianto munito di autorizzazione per le emissioni in atmosfera. L’evento del reato consiste nella molestia, che, nel caso sia provocata dalle emissioni di gas, fumi o vapori, prescinde dal superamento di eventuali limiti previsti dalla legge, essendo sufficiente il superamento del limite della normale tollerabilità .Inoltre nel caso di emissioni idonee a creare molestie alle persone rappresentate da odori, se manca la possibilità di accertare obiettivamente, con adeguati strumenti, l’intensità delle emissioni, il giudizio sull’esistenza e sulla non tollerabilità delle emissioni stesse ben può basarsi sulle dichiarazioni di testi, specie se a diretta conoscenza dei fatti, quando tali dichiarazioni non si risolvano nell’espressione di valutazioni meramente soggettive o in giudizi di natura tecnica ma consistano nel riferimento a quanto oggettivamente percepito dagli stessi dichiaranti. Fattispecie: alimentazione di un falò, che bruciando il rivestimento in plastica di 15 Kg di rame produceva un fumo acre che si incanalava nella valle e raggiungeva le abitazioni fino a circa seicento metri di distanza, provocando emissioni di fumo atte ad offendere e molestare persone.

Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza 27 settembre 2011 n. 34896 

Clausola “nei casi non consentiti dalla legge” e riferibilità al getto o versamento pericoloso di cose 

La clausola “nei casi non consentiti dalla legge”, contemplata nell’art. 674 cod. pen., non è riferibile alla condotta di getto o versamento pericoloso di cose di cui alla prima parte della norma citata, ma esclude il reato solo per le emissioni di gas, vapori o fumo che sono specificamente consentite attraverso limiti tabellari o altre determinate disposizioni amministrative. (Fattispecie nella quale è stata esclusa l’applicabilità di tale clausola in un caso di diffusione di polveri nell’atmosfera provocate nel corso di un’attività produttiva, emissioni vietate dal D.M. 12 luglio 1990, impositivo di misure di cautela e prevenzione molto rigorose).

Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza 17 aprile 2009 n. 16286 

Configurabilità del reato in forma omissiva 

Il reato di getto o versamento pericoloso di cose è configurabile sia in forma omissiva che in forma commissiva mediante omissione (cosiddetto reato omissivo improprio) ogniqualvolta il pericolo concreto per la pubblica incolumità derivi anche dalla omissione, dolosa o colposa, del soggetto che aveva l’obbligo giuridico di evitarlo. (Fattispecie relativa alla diffusione nell’atmosfera di polveri di “clinker”, una sostanza sabbiosa utilizzata per la produzione del cemento, prodotta durante le operazioni di scarico dalle navi in appositi silos e di successivo carico sugli automezzi impiegati per il trasporto, provocante fastidi fisici agli occupanti delle abitazioni limitrofe).

Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza 17 aprile 2009 n. 16286


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