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Opposizione multa per mancata contestazione immediata

9 Settembre 2019
Opposizione multa per mancata contestazione immediata

Quando è illegittima la contravvenzione stradale se c’è la contestazione differita: i casi in cui è necessario fermare il conducente.

L’articolo 201 del Codice della strada è chiaro e preciso: le multe stradali vanno contestate all’automobilista nel momento stesso dell’infrazione. Il che significa che ci deve essere, a bordo della strada, una pattuglia della polizia o dei carabinieri con la paletta che, dopo aver intimato lo stop all’auto, consenta al conducente di dedurre, in quello stesso momento, eventuali motivi di difesa (ad esempio uno stato di necessità o un caso di forza maggiore a lui non imputabile). È ciò che viene tecnicamente chiamata contestazione immediata. In tal modo, si evita al cittadino di dover azionare i – costosi e lunghi – mezzi di tutela giudiziaria, come ad esempio il ricorso al giudice.

Sono solo nove le eccezioni che consentono alle autorità di effettuare la verbalizzazione in un momento successivo, ossia comodamente dall’ufficio dopo aver rilevato l’infrazione anche con mezzi di controllo elettronico (telecamere, fotocamere o altri dispositivi automatici). È la cosiddetta contestazione differita. In tali ipotesi, che derogano la norma generale, il titolare dell’auto viene a sapere che è stato multato solo nei successivi 90 giorni (tale è il termine di notifica della multa), quando cioè riceve la contravvenzione a casa.

La giurisprudenza ha previsto la possibilità di presentare opposizione alla multa per mancata contestazione immediata in una serie di casi. Vediamoli insieme.

Multa: quando è valida la contestazione differita

Si contano sulle dita di una mano le ipotesi nelle quali la polizia può evitare di contestare subito al trasgressore l’infrazione al Codice della strada. Si tratta dei seguenti casi:

  • quando è impossibile raggiungere un veicolo poiché circolante a velocità eccessiva; si pensi a un’auto che procede a velocità eccessiva e che, per poter essere raggiunta, richiederebbe un inseguimento e una serie di manovre pericolose da parte della polizia;
  • quando l’auto attraversa un incrocio con il semaforo rosso;
  • quando il conducente fa un sorpasso vietato;
  • quando il verbalizzante accerta la violazione al Codice della strada mentre il proprietario del veicolo è assente; si pensi al divieto di sosta o alla sosta in zona invalidi;
  • quando la contravvenzione viene accertata a mezzo di apparecchi di rilevamento direttamente gestiti dagli organi di Polizia stradale che consentono l’accertamento dell’illecito dopo che l’auto si è allontanata dal posto di accertamento o comunque nell’impossibilità di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari. Si pensi al photored e al telelaser;
  • accertamento della contravvenzione effettuato con i dispositivi di controllo elettronico della velocità come autovelox e tutor. A riguardo, però, le rilevazioni in città richiedono sempre la contestazione immediata; quelle nelle strade urbane principali a scorrimento ed extraurbane secondarie necessitano dell’ordinanza prefettizia di autorizzazione (da citare nel verbale); infine, quelle in autostrada e strade extraurbane principali consentono la contestazione differita senza autorizzazioni;
  • rilevazione degli accessi di veicoli non autorizzati ai centri storici, alle zone a traffico limitato (Ztl), alle aree pedonali, alle piazzole di carico e scarico di merci, o della circolazione sulle corsie e sulle strade riservate attraverso le telecamere omologate;
  • accertamento della mancata copertura assicurativa (polizza Rc-auto) effettuata con le telecamere previste per autovelox e tutor.

Contestazione differita generica e opposizione contro la multa

La giurisprudenza ritiene che, ai fini della sua validità, il verbale della polizia contestato in modalità differita – ossia in un momento successivo all’infrazione – non può riportare semplicemente una delle ipotesi appena elencate, ma deve anche indicare quali sono le ragioni concrete che hanno reso impossibile lo stop immediato all’automobilista.

In pratica, nel verbale notificato per posta bisogna spiegare le ragioni effettive per cui non è stato possibile procedere in modo immediato. Non basta, quindi, un richiamo generico alla norma del Codice della strada. Diversamente, la contravvenzione è illegittima.

La contestazione immediata, infatti, serve a consentire il pieno esercizio del diritto di difesa da parte del trasgressore che deve conoscere immediatamente l’entità dell’addebito: si tratta di una facoltà che può essere limitata soltanto quando l’azione immediata risulta impossibile. E il verbale deve indicare le circostanze di tempo, di luogo e di fatto che hanno precluso l’intervento degli agenti. Insomma, non è possibile fare un semplice richiamo all’ipotesi sancita dalla norma, ma vanno descritte le condizioni concrete della strada che, nello specifico caso dell’automobilista multato, non hanno consentito alla pattuglia di alzare la paletta rossa.

Opposizione multa per mancata contestazione immediata

Per presentare opposizione contro la mancata contestazione immediata ci sono 60 giorni dalla notifica della contravvenzione se si intende agire davanti al Prefetto oppure 30 giorni se si procede davanti al giudice di Pace.

Di solito, il ricorso al Prefetto viene preferito per tutte le violazioni di legittimità, che non implicano valutazioni sul merito dei fatti. Questo perché il Prefetto, a differenza del magistrato, non è un organo terzo e imparziale, ma rappresenta la stessa amministrazione che ha elevato la contravvenzione. È ragionevole, pertanto, aspettarsi un accoglimento del ricorso, da parte di questi, solo nel caso di vizi palesi e documentali.

Il giudice di pace, invece, ha maggiore margine di interpretazione della norma e, in caso di mancata contestazione differita del verbale, può accertare la lacunosità di tale atto.

Ecco, dunque, un possibile ricorso da presentare al giudice.

Lo troverai nel box qui di seguito.


GIUDICE DI PACE DI ….

RICORSO EX ART. 204-BIS D.LGS. N. 285 DEL 1992

(OPPOSIZIONE A VERBALE DI ACCERTAMENTO DI VIOLAZIONE DEL CODICE DELLA STRADA, EX ART. 7D.LGS. N. 150 DEL 2011)

PER

Nome Cognome …. (C.F. …. ), nato il …. , in data …. , residente in …. , alla via …. , elettivamente domiciliato in …. , alla via …. , presso lo studio legale dell’ Avv. …. , C.F. …. , del Foro di …. , che lo rappresenta e difende in forza di mandando alle liti esteso a margine del / in calce al presente atto; con dichiarazione di voler ricevere ogni comunicazione all’indirizzo di posta elettronica certificata …. @ …. ,

-ricorrente-

CONTRO:

-resistente-

Oggetto: Opposizione al verbale di accertamento del …. , notificato in data ….

ESPOSIZIONE DEI FATTI

Al ricorrente è stato notificato il verbale di accertamento di cui all’oggetto ….

IN DIRITTO

Si chiede l’annullamento del provvedimento impugnato per i seguenti motivi:

Lacunosità del verbale e violazione dell’articolo 201 del codice della strada.

Violando l’articolo 201 del codice della strada e l’orientamento consolidato della giurisprudenza, il verbale si limita a riportare una delle ragioni che, in astratto, consentono la contestazione differita. La deroga all’obbligo della contestazione immediata è tuttavia riconosciuta solo a patto che il verbale specifichi le ragioni concrete per le quali non è stato possibile consentire al conducente di esercitare il proprio diritto alla difesa. Sicché, in presenza di un semplice richiamo alla norma senza l’espressa specificazione delle ragioni che hanno impedito la contestazione immediata, il verbale è illegittimo.

Si chiede, nel merito, che il giudice voglia comunque accogliere l’opposizione poiché non vi sono prove sufficienti della responsabilità dell’opponente.

Parte ricorrente propone istanza per la sospensione dell’efficacia esecutiva del provvedimento impugnato, poiché ricorrono le gravi e circostanziate ragioni di seguito indicate: ….

Per tutti i motivi sopra esposti, attesa la natura della controversia, il ricorrente, come rappresentato e difeso,

CHIEDE

che, letto il ricorso ed espletati gli incombenti di competenza, il Giudice adito voglia fissare con decreto l’udienza di discussione della causa onde sentire accogliere le seguenti

CONCLUSIONI

VOGLIA IL TRIBUNALE ADITO

1) In via preliminare, Sospendere l’efficacia esecutiva del provvedimento impugnato,

2) Accogliere il ricorso e, per l’effetto ANNULLARE il provvedimento impugnato;

3) In subordine, voglia limitare l’entità della sanzione dovuta, determinandola in una misura pari al minimo edittale,

4) In ogni caso, Condannare la parte resistente alle spese e al compenso di causa, oltre accessori e rimborso forfetario, da distrarsi ai sensi dell’art. 93 c.p.c.

A TAL FINE, INDICA

in modo specifico, i mezzi di prova di cui il ricorrente intende avvalersi e ne chiede l’ammissione:

….

OFFRE

i seguenti documenti in comunicazione e ne chiede l’acquisizione.

Luogo e data ….

Firma Avv. ….

note

[1] Gdp Taranto, sent. n. 1811/19.


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