Diritto e Fisco | Articoli

Katana: ci vuole l’autorizzazione?

9 Settembre 2019
Katana: ci vuole l’autorizzazione?

Per conservare un’arma da esposizione in casa, non affilata, bisogna fare denuncia alla Questura?

Sei tornato da un viaggio di divertimento e, come souvenir, hai portato con te una katana acquistata in un negozio di armi da esposizione. Si tratta di un modello chiaramente da arredo, non destinato alla difesa o all’offesa, ma solo a rievocare l’antica arte dei samurai di cui sei patito. Prova ne è il fatto che la lama è tutt’altro che affilata: la puoi usare, tutt’al più, come tagliacarte. Fatto sta che, nel portare la katana nel bagagliaio dell’auto per farla vedere ai tuoi amici, sei stato fermato dalla polizia che ti ha contestato la detenzione abusiva di armi. Contemporaneamente, viene deciso il sequestro della spada.

L’idea di subire un processo penale per un oggetto ludico non ti piace affatto. Solo ora decidi di informarti per sapere se per la katana ci vuole l’autorizzazione. La risposa è stata fornita dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

Le autorizzazioni per le armi

Ci sono due distinte autorizzazioni per quanto concerne le armi, anche se da esposizione. La prima è quella che va chiesta per la detenzione e custodia a casa: bisogna recarsi alla Questura e denunciare l’arma. La seconda è necessaria per il “porto”, ossia il trasporto da un luogo a un altro. Chi ha adempiuto al primo obbligo non può certo uscire con l’arma, ma deve conservarla in casa, avendo cura che non finisca in mano di terzi.

La katana è un’arma?

Anche se spuntata e non affilata, anche se destinata per arredo e destinata a uno scopo evocativo (quello dell’arte giapponese), a prescindere dalle dimensioni della lama, la katana è tuttavia considerata un’arma e va, quindi, denunciata. Non conta il fatto che il titolare non intenda usarla come arma né che la sua dimensione non sia particolarmente lunga. Ad oggi, non c’è una dimensione minima per spade e coltelli sotto la quale l’uso degli stessi è considerato legale.

La katana è pericolosa

Secondo la Cassazione, le autorità devono disporre il sequestro della katana rinvenuta in possesso di una persona, sia a casa che nell’auto, se questa non ha effettuato rispettivamente la denuncia per la detenzione o la richiesta del porto d’armi. È del tutto irrilevante, secondo i giudici, il fatto che la lama non sia affilata. Impossibile parlare di oggetto di arredamento o ad uso scenico. Difatti, ciò non è ritenuto sufficiente per far cadere l’accusa di detenzione di abusiva di armi, né tantomeno per mettere in discussione il sequestro dell’oggetto ritenuto pericoloso dai giudici.

Nel caso deciso dalla Corte, l’imputato si era difeso sostenendo l’impossibilità di «inquadrare la katana tra le armi» da denunciare all’autorità poiché, in questo caso, «la spada di 80 centimetri» presentava «lama non tagliente» ed era accompagnata dal «relativo fodero con incisioni giapponesi».

In sostanza, sempre secondo l’uomo, si deve catalogare la spada in esame come «oggetto di arredamento o ad uso scenico, essendo priva di offensività».

Di diverso avviso sono stati i giudici della Cassazione, secondo cui il sequestro della katana va ritenuto assolutamente legittimo. Difatti, «la katana è un tipo speciale di spada che, conformemente alla sua naturale destinazione e sebbene nella specie non munita di lama affilata, è diretta all’offesa alla persona». Non è, quindi, possibile parlare, in questo caso, di un’arma impropria come sarebbe, invece, per una catena o un bastone o un tubo rigido. La presenza della lama sulla spada da esposizione la rende un oggetto altamente pericoloso.

Non a caso, va aggiunto, è emerso che l’uomo sotto accusa aveva impiegato la spada per «minacciare» una persona. Ciò dimostra ulteriormente, secondo i giudici, che essa è «un’arma vera e propria, a prescindere dalle sue condizioni di efficienza quanto alla lama».


note

[1] Cass. sent. n. 37375/19 del 9.09.2019.

Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza 28 febbraio – 9 settembre 2019, n. 37375

Presidente Casa – Relatore Liuni

Ritenuto in fatto

1. Con ordinanza del 12/10/2018 il Tribunale del riesame di Roma, adito ai sensi dell’art. 324 cod. proc. pen. dall’indagato Fe. An. Pa., rigettava l’istanza di riesame del decreto di convalida del sequestro emesso dal GIP del medesimo Tribunale con ordinanza del 21/9/2018, riguardante una “katana” giapponese per il reato contravvenzionale di cui all’art. 697 cod. pen.

Il Tribunale del riesame riteneva sussistente il fumus del contestato reato, in quanto la katana – tipica spada usata anticamente dai samurai, ed in uso agli ufficiali dell’esercito giapponese fino al termine della seconda guerra mondiale -è un tipo speciale di spada che, conformemente alla sua naturale destinazione e sebbene nella specie non munita di lame affilate, è diretta all’offesa alla persona, tant’è vero che il Pa. l’aveva usata per minacciare il De Ch. (infatti viene provvisoriamente contestato anche il reato di minaccia).

Pertanto, vertendosi in tema di reato riguardante le armi con conseguente obbligatorietà della confisca e sussistendo altresì la finalità probatoria del sequestro per la necessità di dimostrare l’offensività della spada, il vincolo reale sulla katana veniva confermato.

2. Avverso tale ordinanza ha proposto ricorso per cassazione il difensore del Pa., avv. Eleonora N. Moiraghi, denunciando il vizio di violazione di legge ai sensi dell’art. 606, lett. b) cod. proc. pen., con riguardo all’art. 697 cod. pen.

Secondo il ricorrente, il collegio del riesame ha errato nell’inquadrare la katana tra le armi, proprie o improprie, la cui detenzione deve essere denunciata all’Autorità, poiché negli stessi decreti di sequestro e di convalida si dà atto che trattasi di una katana di cm 80 con lama non tagliente e relativo fodero con incisioni giapponesi, da considerare quindi come un oggetto di arredamento o da uso scenico, essendo priva del requisito dell’offensività.

Considerato in diritto

1. Il ricorso è manifestamente infondato.

Non sussiste il denunciato vizio di violazione della legge penale, in quanto il Tribunale del riesame ha correttamente apprezzato il fumus dell’art. 697 cod. pen., ravvisando nell’oggetto in sequestro non un accessorio di arredamento, bensì un’arma vera e propria – a prescindere dalle sue condizioni di efficienza quanto alla lama – ed in effetti secondo la sua tipica funzione essa è stata brandita dall’indagato in danno del malcapitato De Ch..

Da ciò emerge con evidenza la caratteristica tipica della katana, concepita come strumento di offesa alla persona e perciò in uso fino a tempi recenti agli ufficiali dell’esercito giapponese.

Va aggiunto che emerge con pienezza sia la funzione probatoria del sequestro in atto, dovendosi provare in giudizio la natura offensiva della spada, sia la finalità di preservare la katana in vista della futura confisca, obbligatoria in materia di armi.

2. In conclusione, il ricorso è inammissibile, conseguendone la condanna del Pa. al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma indicata in dispositivo alla cassa delle ammende, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., non risultando l’assenza di profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, ai sensi della sentenza della Corte Costituzionale n. 186/2000.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di Euro tremila alla cassa delle ammende.


2 Commenti

  1. Buongiorno : ottimo articolo ! Io qualche anno fa , mi sono recata in Giappone e volevo acquistarne una di katana, ma non sapevo come comportarmi con la dogana . In caso dovesse ( magari) accadere di nuovo, serve un porto d’armi ( ma è valido ovunque il nostro ? ) e poi andrebbe denunciata all’ aeroporto o alla questura dove si risiede ?
    Grazie mille se vorrete rispondere !

    1. Franca puoi trovare tutte le informazioni nei seguenti articoli:
      -Porto d’armi: come si ottiene? I vari tipi di porto d’armi e come fare per ottenerne il rilascio. La denuncia di detenzione e cessione di armi. Il rinnovo del porto d’armi. https://www.laleggepertutti.it/275815_porto-darmi-come-si-ottiene
      -Certificato medico per porto d’armi: dove farlo? https://www.laleggepertutti.it/192028_certificato-medico-per-porto-darmi-dove-farlo
      -Quante armi si possono detenere con il porto d’armi? Chi possiede il porto d’armi può comprare e detenere non più di tre armi comuni da sparo, ovvero sei armi ad uso sportivo sia lunghe che corte. https://www.laleggepertutti.it/178255_quante-armi-si-possono-detenere-con-il-porto-darmi
      -Detenzione arma e porto d’armi: ultime sentenze https://www.laleggepertutti.it/287003_detenzione-arma-e-porto-darmi-ultime-sentenze

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube