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Salario minimo anche per lavoratori non dipendenti e professionisti

9 Settembre 2019
Salario minimo anche per lavoratori non dipendenti e professionisti

Il premier Conte alla Camera: restituire dignità a tutti i lavoratori, non solo quelli subordinati. 

Sul salario minimo il Governo ci riprova e riapre il cantiere a cui lavorava da oltre un anno con i sindacati e in Parlamento. Una partita complicata e costosa, quella che vorrebbe stabilire a 9 euro lordi il salario minimo orario, giocata al rallentatore, senza strappi, ma che negli ultimi mesi si era di fatto bloccata, ostaggio del deterioramento del clima tra Lega e M5S.

Come riferisce la nostra fonte, Adnkronos, il Governo promette forti cambiamenti in materia di salario minimo anche per lavoratori non dipendenti e professionisti. Ora, alla luce della nuova maggioranza con il Pd, da sempre favorevole ad un intervento sui minimi per i quali aveva presentato un proprio Ddl, il Governo riparte e il nuovo ragionamento messo nero su bianco dal premier Conte nel suo discorso programmatico alla Camera apre di fatto alle richieste dei sindacati e lega il salario minimo a quanto previsto dai contratti collettivi nazionale.

«Il nostro obiettivo prioritario è individuare una retribuzione giusta, il cosiddetto salario minimo, garantendo le tutele massime a beneficio dei lavoratori anche attraverso il meccanismo dell’efficacia erga omnes dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative», dice il premier rivolto al Parlamento.

E a dare maggior forza al ragionamento anche il passo successivo, quello con cui promette una legge sulla rappresentanza sindacale che pesi “sulla base di indici rigorosi” ogni organizzazione firmataria di contratti collettivi nazionali sia dei lavoratori che delle imprese.

Ma al Parlamento assicura anche un’attenzione particolare al “giusto compensoper i lavoratori non dipendenti, «vogliamo evitare forme di abuso e di sfruttamento che affliggono i professionisti più giovani», dice, e una lotta al gap salariale di genere da «portare a termine al più presto in omaggio a tutte le donne». Con il nuovo Governo torna al centro dell’agenda anche il lavoro, «vera garanzia contro la povertà e l’insicurezza economica», che non fa rima con «lavoro precario a basso costo», ma con un modello di crescita che sia «integrale e inclusiva, equa e solidale», dice ancora Conte ribadendo la volontà di «ampliare la partecipazione al lavoro di fasce di popolazioni finora escluse» a partire dai giovani e dalle donne sopratutto del Sud.

«I giovani sono la spinta propulsiva senza la quale ogni tentativo di rinnovamento si rivelerebbe vano. Questo è il governo più giovane della storia della Repubblica. Non può rinnegare se stesso ma deve assolutamente raccogliere e vincere questa sfida», conclude.

Un discorso apprezzato dalle parti sociali che se restano alla finestra in attesa di verificare sul campo le aperture di Conte su lavoro, salario minimo e taglio del cuneo fiscale, riconoscono al premier un certo cambio di passo.

È il leader della Cisl, Annamaria Furlan, la più esplicita: «nei giorni scorsi avevo sperato in una discontinuità e in un cambiamento vero nel governo e oggi l’ho riscontrato anche se c’è molto ancora da fare. Non vuol dire infatti che le differenze siano superate ma che c’è una impostazione che può portare il Paese a crescere», dice sottolineando come «per molte delle linee programmatiche siamo ancora ai titoli» e serva un confronto e un coinvolgimento delle parti sociali. «È ora di dare corpo ad un grande patto tra Governo e parti sociali che guardi alla crescita e al bene Comune», conclude. Positivo anche il commento della Uil che, però, richiama il premier anche sul ‘non detto’.

«Riduzione delle tasse e lavoro sono in sintonia con le nostre rivendicazioni ma siamo, invece, decisamente preoccupati per le lacune in materia di previdenza e di rinnovi contrattuali. Non vorremmo che si commettessero errori del passato: i pensionati non sono il bancomat del Paese e le loro pensioni vanno rivalutate; i contratti dei lavoratori dipendenti devono essere rinnovati presto e bene», dice il leader Uil Carmelo Barbagallo.


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