Salute e benessere | Articoli

Come si cura la cistite

10 Settembre 2019 | Autore: Roberta Jerace
Come si cura la cistite

Cos’è la cistite; sintomi della cistite; fattori di rischio; infezioni ospedaliere e responsabilità sanitaria; come si cura la cistite; rimedi naturali e regole generali contro la cistite; infusi e decotti contro la cistite.

Ti sarà certamente capitato di tornare a casa dopo una giornata passata fuori senza essere riuscita a trovare un momento per andare alla toilette, oppure di essere tornata da un weekend al mare con una sensazione di fastidio al basso ventre. La spiacevole conseguenza di questi eventi può essere la contrazione di un’infezione batterica che colpisce milioni di donne ogni anno. Si tratta della cistite: una patologia frequente nelle donne ma possibile anche negli uomini.

La maggior parte delle volte si tratta di forme di modesta intensità che non comportano delle problematiche a lungo termine, ma sei stanca di affrontare questo problema, che può anche ricorrere più volte durante l’anno, vorrai certamente capire una volta per tutte come si cura la cistite. Le informazioni sulla sua origine, sulla sua trasmissione e sui fattori di rischio possono aiutarti a fugare ogni dubbio su come comportarti e intervenire su questa condizione. Invece, i rimedi naturali e alcune regole da seguire nella quotidianità ti offriranno la possibilità di evitare le recidive e proteggerti da questa fastidiosa infezione.

Cos’è la cistite

La cistite è uno dei disturbi più frequenti dopo il raffreddore e le patologie gastrointestinali, si stima che ne vengano colpite almeno il 40% delle donne in età fertile. Anche se le donne sono i soggetti più colpiti da questa patologia, ciò non significa che non possa interessare anche gli uomini soprattutto in associazione ad altri disturbi come quelli della prostata.

Nella maggior parte dei casi, si tratta di un’infezione delle vie urinarie e in particolare della mucosa vescicale, che ha come causa il batterio dell’Escherichia Coli. Questo non è altro che un colibacillo, cioè una tipologia di batterio che vive nella parte inferiore dell’intestino. Per semplici ragioni di vicinanza anatomica questo batterio può facilmente passare dal retto alla vagina, risalendo attraverso l’uretra e provocando l’infezione della vescica, soprattutto nel caso di alcune situazioni particolari come la colite o la stipsi.

Se la cistite non viene curata subito, l’infezione può raggiungere i reni. In questo caso si parlerà di pielonefrite. Anche se piuttosto rara è possibile che si verifichi soprattutto quando è associata a sintomi come febbre superiore ai 38 gradi centigradi, accompagnata da brividi e dolore alla schiena in corrispondenza dei reni. Questa patologia va trattata tempestivamente con l’uso di potenti antibiotici, perché, se così non dovesse essere, potrebbe portare a complicazioni serie come la compromissione irreparabile del rene e persino la setticemia, se ci dovesse essere il passaggio dei microbi nel sangue.

Sintomi della cistite:

  • uno dei sintomi principali della cistite è la disuria, cioè il forte bruciore intimo che avverti soprattutto quando sei in bagno durante la minzione;
  • il tenesmo vescicale, invece, è quella sensazione di dover andare in bagno accompagnata da dolore durante la minzione e sensazione di non aver svuotato completamente la vescica;
  • il getto dell’urina può risultare debole, persino verificarsi goccia a goccia (pollachiuria in gergo medico);
  • se vi è presenza anche di sangue nelle urine si tratta di cistite emorragica, che è una forma più grave della stessa malattia;
  • la febbre si manifesta spesso in forma leggera ma duratura e accompagnata da sensazioni di brivido e malessere generale;
  • l’urina si presenta torbida poiché è satura dei globuli bianchi che emergono in quanto il tuo organismo si attiva per combattere l’infezione.

Fattori di rischio

Esistono diversi fattori di rischio che aumentano notevolmente la possibilità di contrarre questa malattia. Tra questi, certamente, vi è l’uso della pillola contraccettiva, a causa dello squilibrio estrogenico che influisce sulla flora vaginale. Tra gli elementi che favoriscono la colonizzazione microbica nella zona perineale e quindi il passaggio dei microbi nell’uretra vi sono certamente i rapporti sessuali non protetti. Anche il diabete acuisce la possibilità di incorrere in questo disturbo così come la presenza di calcoli nella vescica o l’ipertrofia prostatica.

L’atrofia della mucosa vaginale e la riduzione delle secrezioni vaginali dovuta alla carenza di estrogeni che si verifica in menopausa sono ulteriori condizioni che possono portare a una maggiore frequenza di questa patologia dopo la scomparsa del ciclo mestruale.

Infezioni ospedaliere e responsabilità sanitaria

Tra le infezioni più frequenti che si contraggono dopo un ricovero ospedaliero vi sono certamente le infezioni urinarie, cistite in primis. Questo avviene per diversi motivi: certamente è dovuto alla proliferazione dei batteri nei pazienti ricoverati, ma è anche dovuta all’antibiotico resistenza che si verifica con l’uso inadeguato di antibiotici, alla decontaminazione non corretta degli ambienti ospedalieri e persino alla mancata “buona pratica assistenziale” (espressione con la quale si riassumono tutte quelle azioni che prevengono la trasmissione delle infezioni come il semplice lavarsi le mani con prodotti adeguati).

La responsabilità sanitaria in caso di infezione ospedaliera è in primo luogo del personale sanitario, che deve procedere con una diagnosi accurata e adoperarsi per mettere in campo tutte le terapie volte a debellarla. Ma se la colpa non dovesse essere ascrivibile al personale medico, sarà la struttura ospedaliera a dover provare di aver adottato tutte le misure necessarie per evitare le contaminazioni.

Tra il paziente ricoverato e la struttura ospedaliera intercorre quindi un rapporto contrattuale, seppure di forma atipica. Sul dovere contrattuale della struttura sanitaria anche la Cassazione ha ribadito il dovere da parte della stessa di un impegno che non si esaurisca alle cure mediche o chirurgiche, ma che comprenda una complessa eterogeneità di prestazioni d’opera mirate alla salute del paziente.

Come si cura la cistite

Quando sospetti di avere la cistite il primo passo da compiere è rivolgerti al tuo medico curante. Non temporeggiare anche solo se hai i primi cenni dell’infezione perché un intervento farmacologico tempestivo è fondamentale. Per individuare esattamente il tipo di ceppo batterico il tuo medico potrebbe prescriverti un’urinocoltura (che si effettua con un semplice esame delle urine) e/o un tampone vaginale che permettano una corretta diagnosi.

Quasi certamente, ti verranno prescritti degli antibiotici (come il Ciproxin, lo Zimox, il Monuril) che combatteranno il batterio causa della cistite. Ma il tuo dottore potrebbe anche suggerirti di assumere degli antispastici per ridurre le contrazioni della muscolatura liscia; in questo caso farmaci come Buscopan o Spasmex possono essere fondamentali per ridurre il dolore in attesa che gli antibiotici portino a termine il loro compito.

È fondamentale che tu continui la terapia antibiotica esattamente come indicato dal tuo medico di fiducia, poiché uno degli errori più frequenti è quello di interrompere la cura appena i sintomi/dolori non sono più presenti. Questo errore è alla base dei fenomeni recidivi e aumenta il rischio di resistenza agli antibiotici, i quali potrebbero non fare più effetto la prossima volta che dovrai assumerli costringendoti a usare una tipologia più forte di farmaco.

Rimedi naturali e regole generali contro la cistite

La scarsa assunzione di liquidi contribuisce alla proliferazione batterica nella vescica, quindi la prima regola da seguire è quella di bere almeno 1 litro e mezzo/2 litri di acqua al giorno sia come pratica preventiva sia per diluire la concentrazione batterica in fase di infezione.

L’igiene intima quotidiana è uno dei principali mezzi di controllo delle recidive. Ricorda di lavare bene sia davanti che dietro con un sapone che rispetti il tuo ph naturale. Evita, tuttavia, anche un eccesso di pulizia e/o di ricorrere alle lavande vaginali che aumentano il rischio di infezione poiché rimuovono il naturale film protettivo delle mucose intime.

Ricorda di andare in bagno e non trattenere la pipì dopo ogni rapporto sessuale, per impedire la risalita dei microbi verso la vescica.

Se sei già in menopausa, puoi avvalerti degli ovuli vaginali per ripristinare il naturale film delle secrezioni vaginali.

Consuma mirtillo sia come frutto, sia come integratori di mirtillo sia come succo. Secondo quanto riportato dalla letteratura scientifica le proprietà del mirtillo inibiscono l’adesione dei batteri alla mucosa vescicale.

Gli integratori di D-Mannosio permettono di ricostruire l’integrità della mucosa vescicale, questi prevengono l’assorbimento delle sostanze tossiche e fanno sì che i germi non aderiscano alle pareti della vescica.

Usa indumenti intimi di cotone ed evita le fibre sintetiche che impediscono la naturale traspirazione. Per lo stesso motivo ti consiglio di evitare abiti troppo stretti.

Quando vai al mare evita di tenere per molto tempo il costume umido perché l’umidità, come certamente saprai, favorisce la proliferazione dei batteri.

Evita l’uso di assorbenti interni o coppette mestruali se hai una predisposizione alla cistite e preferisci invece gli assorbenti esterni.

Infusi e decotti naturali

Prova ad usare una di queste tisane naturali per ottenere un’azione diuretica e disinfettante:

  • un infuso di ortica bianca, realizzato con 20 grammi di fiori in un litro di acqua da assumere durante la giornata ha proprietà antinfiammatorie e rimineralizzanti oltre che quelle diuretiche;
  • l’uva ursina è un rimedio naturale particolarmente efficace per disinfettare le vie urinarie. Prova un infuso di foglie di uva ursina; usa 20 grammi di foglie essiccate in un litro di acqua bollente e dopo aver filtrato l’infuso consumane due tazze piccole al giorno.
  • prepara un decotto di erica bollendo 40 grammi di sommità fiorite in un litro d’acqua finché il liquido non si sarà ridotto di circa un terzo. Dolcifica con miele di erica e consuma il decotto nelle 24 ore successive per ottenere i benefici di questo antisettico naturale.

Rivoluzione al pronto soccorso? GUARDA IL VIDEO



Di Roberta Jerace


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA