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Rischio radiologico: ultime sentenze

11 Settembre 2019
Rischio radiologico: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: rischio radiologico; indennità di rischio radiologico; personale sanitario; esposizione a radiazioni ionizzanti; inadempimento degli obblighi di prevenzione del datore di lavoro; responsabilità amministrativa e contabile del medico; accertamento del rischio radiologico operato dalla commissione tecnica.

Indennità di rischio radiologico: presupposti

L’indennità di rischio radiologico va riconosciuta in misura intera a tutti i dipendenti dell’Azienda sanitaria che rivestono qualifiche proprie del personale di radiologia e siano pertanto concretamente e continuativamente esposti alla contaminazione, senza che il passaggio degli stessi da un servizio a tempo pieno ad un servizio a tempo parziale possa giustificare il dimezzamento di detti benefici, essendo il pericolo di contaminazione connesso di per sé alla tipologia di attività ed ai locali in cui detta attività viene svolta dall’operatore.

Consiglio di Stato sez. II, 27/01/2016, n.992

Indennità di rischio radiologico: natura

L’indennità di rischio radiologico ha natura retributiva-indennitaria, in quanto finalizzata a compensare una prestazione sanitaria resa in peculiari condizioni e ambienti lavorativi, senza che rilevino profili risarcitori derivanti dall’assorbimento delle radiazioni o dall’inadempimento di obblighi di prevenzione del datore di lavoro. Ne consegue che sulla somma corrisposta a detto titolo, qualora il relativo credito non sia maturato entro il 31 dicembre 1994, non sono cumulabili interessi e rivalutazione monetaria, in applicazione dell’art. 22, comma 36, della legge 24 dicembre 1994, n. 724.

Cassazione civile sez. lav., 15/05/2014, n.10667

Indennità di rischio radiologico: prova 

In tema di indennità di rischio radiologico, al di fuori del personale medico e tecnico di radiologia, per il quale soltanto opera la presunzione assoluta di cui all’art. 1, comma 2, della l. n. 460 del 1988, l’indennità di rischio radiologico presuppone la sussistenza del rischio effettivo di un’esposizione non occasionale, né temporanea, analoga a quella del personale di radiologia, sicché il lavoratore che richieda detta indennità, ed il congedo aggiuntivo, ha l’onere di provare in giudizio l`esposizione qualificata in base ai criteri tecnici previsti dal d.lgs. n. 230 del 1995, ovvero lo svolgimento abituale dell’attività professionale in zona controllata o l’assorbimento annuo delle radiazioni che la stessa comporta.

Tribunale Milano sez. lav., 01/12/2017, n.1667

Indennità di rischio radiologico: commissione tecnica

Con riferimento all’indennità mensile di rischio radiologico, prevista dall’art. 1 della legge 27 ottobre 1988, n. 460, mentre per il personale medico e tecnico di radiologia opera una presunzione assoluta di rischio avente carattere professionale, nel senso che l’esercizio dell’attività configura di per sé il rischio che dà diritto all’indennità, per il personale sanitario che sia esposto a rischio in modo discontinuo, temporaneo o a rotazione, l’accertamento della sussistenza del rischio effettivo è devoluto ad una apposita commissione tecnica, la cui verifica delle singole situazioni concrete riveste carattere costitutivo, dipendendo dal suo esito il riconoscimento dell’indennità.

Tribunale Chieti sez. lav., 22/02/2018, n.74

Indennità di rischio radiologico: condizioni di lavoro

L’indennità di rischio radiologico, in quanto correlata alla specificità dell’ambiente e delle condizioni di lavoro, è dovuta soltanto per il rischio qualificato che vi è connesso e non spetta allorché questo venga meno per apprezzabili periodi di tempo. Al di fuori del personale medico e tecnico di radiologia, per il quale opera la presunzione assoluta di rischio ex art. 1 l. n. 460 del 1998 la spettanza dell’indennità presuppone la sussistenza di un rischio effettivo, e non soltanto ipotetico, di esposizione non occasionate, né temporanea, analoga all’esposizione del personale di radiologia.

Cassazione civile sez. lav., 07/05/2015, n.9208

Indennità di rischio radiologico: spetta nella misura intera?

L’indennità di rischio radiologico spetta nella misura piena a tutto il personale ospedaliero, medico e tecnico, esposto a tempo pieno al suddetto rischio.

T.A.R. Ancona, (Marche) sez. I, 09/01/2015, n.2

Indennità di rischio radiologico, congedo aggiuntivo e contestazione dell’accertamento

Il lavoratore che richieda l’indennità di rischio radiologico ed il congedo aggiuntivo, ed intenda contestare l’accertamento della commissione di cui al d.P.R. 20 maggio 1987 n. 270, art. 58 comma 4 e succ. mod. sulla base del quale questi sono stati negati, ha l’onere di provare in giudizio l’esposizione qualificata richiesta dalla normativa, ovvero l’effettiva esposizione ad un rischio di radiazioni in misura non diversa da quella cui si trova normalmente esposto il personale di radiologia.

Cassazione civile sez. lav., 24/08/2015, n.17116

Personale esposto a rischio radiologico: ferie

Nel periodo di 15 giorni di ferie aggiuntive da usufruirsi in un’unica soluzione, previsto dall’art. 5, comma 6, CCNL Comparto Sanità a favore del personale esposto a rischio radiologico, vanno ricomprese e restano dunque assorbite le festività, i giorni domenicali ed il sabato, per coloro che prestano servizio in turni di 5 giorni settimanali, ricadenti in tale periodo.

Cassazione civile sez. lav., 17/09/2015, n.18221

Assorbimento delle radiazioni ionizzanti

In tema di indennità di rischio radiologico, la commissione, di cui all’art. 58 d.P.R. n. 270 del 1987, procede all’accertamento basandosi su dati formali, che siano al contempo certi quanto alla rilevazione ed all’interpretazione, nonché idonei a rappresentare con continuità il concreto svolgimento dell’opera degli interessati; tale accertamento, non va per forza compiuto con l’analisi d’ogni singola vicenda d’ogni singolo lavoratore, ben potendo pure avvenire sulla scorta di congrue, razionali e seriamente rappresentative rilevazioni a campione di tipo dosimetrico ed esposimetrico.

Queste ultime servono appunto a giudicare il grado di concreto assorbimento delle radiazioni ionizzanti, affinché la predetta commissione sia messa in grado di verificare se il dipendente sia di fatto esposto al rischio radiologico e in qual misura. Sicché ben può la commissione esprimere il proprio oggettivo convincimento, sulla scorta dei dati lavorativi dei dipendenti per ciascun anno, pure grazie alla predetta rilevazione a campione effettuata da soggetto esperto in valutazioni dosimetriche.

Consiglio di Stato sez. III, 17/10/2014, n.5155

Responsabilità amministrativa

Sussiste la responsabilità amministrativa e contabile del medico, e del responsabile suo superiore, per aver percepito l’indennità di rischio radiologico in assenza delle condizioni previste dalla legge (fattispecie relativa a medico che ha illecitamente dichiarato lo status di soggetto a elevato livello di rischio per esposizione a radiazioni ionizzanti).

Corte Conti, (Toscana) sez. reg. gd, 20/05/2014, n.89

Riconoscimento del diritto all’indennità di rischio radiologico

Anche dopo l’emanazione dell’art. 5 legge 23 dicembre 1994, n. 724 e del d.lg. 17 marzo 1995 n. 230, i lavoratori soggetti a rischio radiologico sono individuati non in relazione alla qualifica rivestita, ma all’effettiva sottoposizione, per l’attività esercitata, a una determinata esposizione alle radiazioni ionizzanti ma con la differenza fra i medici e i tecnici di radiologia e il restante personale sanitario che, mentre per i primi il possesso dei requisiti è attestato dalla qualifica rivestita, che legittima di per sé la presunzione dell’esistenza del rischio, per gli altri è necessario un accertamento sulle singole situazioni concrete (modalità e orario di lavoro, intensità dell’esposizione) a cura della apposita Commissione prevista dall’art. 1 comma 3, l. 27 ottobre 1988 n. 460, che procede all’accertamento basandosi su dati formali che siano certi quanto alla rilevazione e all’interpretazione e idonei a rappresentare con continuità il concreto svolgimento dell’opera degli interessati, gravando su di essa la responsabilità degli esborsi conseguenti all’eventuale riconoscimento dei presupposti per l’attribuzione dell’indennità.

Di conseguenza, il riconoscimento del diritto alla relativa indennità non può che conseguire all’accertamento operato dalla predetta Commissione, che è incaricata di verificare se il dipendente sia, in via di fatto, esposto al rischio radiologico e in quale misura.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. I, 11/02/2014, n.199

Accertamento del rischio radiologico

Con riferimento all’indennità mensile di rischio radiologico, prevista dall’art. 1 della legge 27 ottobre 1988, n. 460, mentre per il personale medico e tecnico di radiologia opera una presunzione assoluta di rischio avente carattere professionale, nel senso che l’esercizio dell’attività configura di per sé il rischio che dà diritto all’indennità, per il personale sanitario che sia esposto a rischio in modo discontinuo, temporaneo o a rotazione, l’accertamento della sussistenza del rischio effettivo è devoluto ad una apposita commissione tecnica, la cui verifica delle singole situazioni concrete riveste carattere costitutivo, dipendendo dal suo esito il riconoscimento dell’indennità.

Cassazione civile sez. lav., 28/08/2013, n.19819


1 Commento

  1. La professione del tecnico di radiologia è tutta una contraddizione!

    Esiste la figura del Tecnico di Radiologia dipendente e quella del Tecnico di Radiologia a partita iva.
    Quest’ultima sempre tralasciata! ed infatti per il tsrm a partita iva il principio di prevenzione e salvaguardia decade.
    Una professione, diversi diritti!

    Inoltre altri dubbi sul tsrm partita iva:
    – Si tratta semplicemente di una contrattazione tra privati anche se c’è di fatto l’obbligo di presenza e di fatto rientra nell’organizzazione aziendale?
    – Non avendo né indennità, né allontanamento biologico, né carichi di lavoro, se il TSRM a partita iva si ammala e non è più idoneo ha tutele? Il committente non ha implicazioni e pùò sostituirlo?
    – L’idoneità, la sorveglianza sanitaria con analisi e visite sono a carico del TSRM a partita iva?
    – Tanto vale non fargliela per niente la sorveglianza sanitaria al tsrm a partita iva… tanto sarà sempre idoneo!

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