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Fiducia al Senato: cosa ha detto Salvini

10 Settembre 2019 | Autore:
Fiducia al Senato: cosa ha detto Salvini

Il leader della Lega ripropone il discorso fatto un mese fa in Aula in occasione della sfiducia a Conte. “Buon divertimento, torneremo”. 

I toni ed i termini utilizzati non si sono discostate molto da quanto si era sentito in questa stessa Aula circa un mese fa, quando difese al Senato la mozione di sfiducia al Governo di cui ancora faceva parte e che lui stesso aveva presentato per provocare la crisi. Matteo Salvini, nel corso del dibattito che precede questa volta il voto di fiducia al Governo Conte-bis, ha parlato di poltrone, di dignità, di tradimenti, di Bibbiano, di Governo fatto a Bruxelles, di Merkel e Macron. Non ha risparmiato dure critiche nei confronti di Giuseppe Conte, degli ex alleato Movimento 5 Stelle, e del Partito Democratico, puntando sul solito tandem Renzi-Boschi. Tra i pochi elementi nuovi, la nomina di Paolo Gentiloni a commissario europeo agli Affari economici, ufficializzata a mezzogiorno. Anche questo, secondo Salvini, frutto di un’imposizione dell’Europa all’Italia.

Salvini ha esordito difendendo il suo decreto Sicurezza, per poi passare all’attacco: “Non la invidio, signor Presidente. Siete passati dalla rivoluzione ai voti di Casini, di Monti e di Renzi”. Ecco, Renzi appunto. Il capo della Lega ha ricordato che nel dibattito di agosto l’ex segretario del Pd disse di Conte che era “imbarazzante. E oggi gli vota la fiducia”.

“Potete scappare per poco tempo ma non per molto”, ha proseguito Salvini. “Si deve votare nelle Regioni. E per noi mai col Pd significa mai col Pd. Se qualcuno pensa di tornare ai porti aperti e alla legge Fornero per farmi un dispetto sappia che lo fa all’Italia”.

Critiche alla legge elettorale: “Qui si torna al pentapartito per voglia di poltrone. Sembra fuori luogo chiedere parere ai nostri datori di lavoro, perché chi ha paura del giudizio popolare ha la coscienza sporca. E se qua dentro qualcuno si trova a disagio, signor Conte, è lei”.

Salvini ha picchiato duro contro Conte: “Aveva detto che sarebbe tornato al suo lavoro ed eccolo lì inchiodato alla poltrona come una mummia”.

Immancabili i riferimenti a Bibbiano, dove si deve difendere i figli “nati da una mamma e da un papà”.

E poi: “Quel genio di Saviano ha detto che deve essere legalizzata la cocaina. Provate a portare una roba del genere in quest’aula”.

Sulla giustizia: in un Paese libero si è condannati quando si è condannati in via definitiva e prima si è innocenti. “Quando lei, Conte, è stato giudicato sul suo curriculum, sulla sua cattedra e su altre sue cose, noi non abbiamo detto una parola”.

Su Gentiloni, appena nominato commissario europeo all’Economia: spero di essere smentito, ma temo che tutto possa fare tranne che un favore all’Italia. “Se volevate svendere il Paese con la nomina di Gentiloni, vi hanno tirato una sola perché gli affari economici li porterà avanti in realtà il commissario Dombrovskis”.

E restando in tema di Europa: per Salvini, Conte sarà “l’uomo che sussurrava alla Merkel”, il che non si addice ad una potenza europea.

Tornando al Governo Conte-bis, Salvini lo ha definito legittimo formalmente ma non nella sostanza. “Volete il cambiamento e lasciate i senatori a vita, che vengono qui quando hanno tempo e sono la casta della casta, una schifezza”.

“Siamo gli unici che hanno messo sul tavolo sette ministri per dare la parola al popolo, ma abbiamo sottovalutato la fame di poltrone”.

E la chiusura, con un augurio ed un avvertimento: “Buon divertimento, ma torneremo”.


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