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Autoscuola: guida senza foglio rosa e pagamento da privatista

21 Settembre 2019
Autoscuola: guida senza foglio rosa e pagamento da privatista

Ho superato la teoria da privatista e mi sono recato da un’autoscuola per le guide. Questa mi ha fatto fare il passaggio da privatista ad allievo tramite la Motorizzazione. Ho poi fatto una guida con l’istruttore, nonostante non avessi il foglio rosa (la Motorizzazione non lo aveva ancora stampato); per vari motivi ho deciso di non continuare. L’istruttore, comunicatogli, finita la guida, la mia propensione a smettere, mi chiede di pagare subito 20 euro per la stessa e con la scuola guida rimango d’accordo che, l’indomani, giorno in cui la Motorizzazione avrebbe stampato il foglio rosa, avrei comunicato loro la decisione definitiva e ritirato il foglio. Il giorno dopo, mi reco alla scuola guida per ritirare il foglio rosa e riferire la mia rinuncia; la scuola pretende però che paghi loro la somma di 300 euro di iscrizione.

Penso sia indubbio che l’autoscuola è tenuta a chiedere il pagamento per l’iscrizione, quello che vorrei sapere è se l’autoscuola ha un obbligo legale di farmi pagare quel prezzo o se potrebbe fare una politica indipendente, perché in questo caso, dato il fatto che ho solo fatto il passaggio e una guida, quindi niente teoria, visita medica, o altro, mi sembra esagerata la loro richiesta. Alla guida che ho fatto, l’istruttore ha anche detto che le guide sarebbero durate mezz’ora (mentre invece, da quello che ho trovato studiando per la patente, dovrebbero essere di un’ora ciascuna), e alla fine l’ho pagata senza rilascio di una ricevuta. Ho inoltre guidato senza foglio rosa. Sospetto che l’autoscuola non operi nella legalità e che possa farmi pagare in nero. Vorrei perciò chiedervi come comportarmi nel caso non mi rilascino spontaneamente una ricevuta ed eventualmente segnalare le illegalità qui sopra e se per le autoscuole è possibile mettersi d’accordo sui prezzi e, in caso negativo, come segnalare il fatto.

Il quesito posto dal lettore è così riassumibile: l’autoscuola può far guidare senza foglio rosa? E inoltre: è giusto pagare l’intera iscrizione anche se non si è beneficiato del corso?

Al momento dell’iscrizione da privatista l’autoscuola cura le pratiche che servono per il rilascio, da parte della Motorizzazione competente, del foglio rosa. Per ottenere questo documento occorre attendere diversi giorni (a volte qualche settimana): per tale ragione, spesso accade che l’autoscuola rilasci il cosiddetto “foglio bianco”, cioè un documento che attesta il deposito ufficiale della richiesta alla Motorizzazione del foglio rosa.

All’interno di questo documento (modulo TT2112) v’è espressamente scritto che  «la presente ricevuta vale come autorizzazione provvisoria ad esercitarsi alla guida ai sensi dell’articolo 122 del d. lgs. 30 aprile 1992 n. 285. L’autorizzazione è valida per 30 giorni dalla data sopraindicata di accettazione della domanda; essa deve essere unita ad un documento di identità valido, e/o alla patente posseduta (se esistente). Entro tale termine, l’autorizzazione va sostituita con quella emessa meccanograficamente».

Pertanto, se è stato conferito tale documento, il lettore è abilitato alla guida con istruttore. In assenza, non avrebbe potuto guidare, nemmeno con l’istruttore, in quanto tale condotta è sanzionata con una multa fino a 1.700 euro (art. 122 codice della strada), multa che tocca anche all’istruttore. Se, invece, il “praticante” guida senza titolo e senza istruttore, oltre alla multa rischia anche il fermo amministrativo del veicolo per tre mesi.

È strano che una scuola guida faccia guidare senza il necessario titolo (foglio rosa o bianco che sia), visto che il rischio di incorrere in sanzioni riguarda anche gli istruttori.

Per quanto riguarda il pagamento dell’iscrizione, v’è da dire che ogni autoscuola adotta un proprio tariffario: in genere, però, si cerca di adeguarsi alla media delle altre scuole guida, in modo da offrire un servizio che possa essere conveniente per i clienti. Facendo una ricerca, sembra che la media del costo d’iscrizione solamente per svolgere la pratica si aggira tra i duecento e i quattrocento euro. In questo prezzo dovrebbero essere comprese anche le lezioni di guida obbligatoria con un istruttore autorizzato.

Per quanto riguarda il numero di ore di guida, il codice della strada (art. 122) rinvia al decreto ministeriale per la precisazione delle modalità («L’aspirante al conseguimento della patente di guida di categoria B deve effettuare esercitazioni in autostrada o su strade extraurbane e in condizione di visione notturna presso un’autoscuola con istruttore abilitato e autorizzato. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono stabilite la disciplina e le modalità di svolgimento delle esercitazioni di cui al presente comma»).

Secondo il Decreto Ministeriale del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti del 20/04/2012, «l’aspirante al conseguimento della patente di guida di categoria B deve effettuare almeno sei ore di esercitazioni obbligatorie di guida presso un’autoscuola, con istruttore abilitato ed autorizzato»

Dunque, per poter sostenere l’esame pratico occorre aver fatto almeno sei ore di guida con l’istruttore; il decreto, però, non specifica la durata di ciascun singola lezione, limitandosi a stabilire che esse sono individuali e che ciascuna non può avere durata superiore a due ore giornaliere. Per certificare le ore di lezione occorre compilare, in duplice copia, i fogli di un libretto con le lezioni di guida effettuate. Il libretto dovrà essere esibito al momento della prenotazione dell’esame pratico.

La legge non prescrive un limite minimo di durata di ciascuna singola lezione, ma soltanto uno massimo. È quindi possibile che una lezione duri mezz’ora, purché, complessivamente, si raggiunga il totale delle sei ore.

Ovviamente, qualunque sia l’esborso sostenuto, la scuola guida deve rilasciare idonea ricevuta comprovante il pagamento effettuato e la causale, cioè la ragione del versamento. È tenuta altresì a dimostrare le spese che ha sostenuto per le pratiche burocratiche e amministrative, tipo la succitata richiesta di rilascio del foglio rosa, ad esempio mostrando i bollettini pagati alle Poste.

A mio avviso, dunque, si può chiedere una riduzione del pagamento proporzionata alle spese che la scuola guida ha sostenuto e ai servizi di cui il lettore ha effettivamente usufruito (tipo la guida con l’istruttore). Ad esempio, se nei trecento euro d’iscrizione erano compresi i costi per la visita medica, questi dovranno essere scomputati, così come le guide obbligatorie che non ha fatto.

In pratica, il lettore ha diritto a sapere quali servizi sono compresi nel prezzo per l’iscrizione: una volta preso atto di ciò, potrà chiedere di scomputare dal totale ciò di cui non ha usufruito e i costi che l’autoscuola non ha sostenuto per via della Sua rinuncia.

Per quanto riguarda la guida senza foglio rosa, il documento che attesta la presentazione della richiesta alla motorizzazione è ugualmente abilitante alla guida provvisoria con istruttore.

Il codice della strada (art. 123) dice che le autoscuole sono soggette a vigilanza amministrativa e tecnica da parte delle province, alle quali compete inoltre l’applicazione delle sanzioni. Dunque, nel caso in cui si dovessero notare delle irregolarità, si potrà avvisare la Provincia e, per conoscenza, la Motorizzazione.

Tuttavia, a meno che il lettore non abbia fatto la guida senza neanche il modello TT 2112, l’autoscuola non ha commesso illeciti. Resta fermo il diritto a conoscere nel dettaglio il prezzo d’iscrizione e cosa comprende, così da poter detratte costi e spese non sostenute dall’autoscuola e servizi non goduti. È, ovviamente, doveroso il rilascio di documento idoneo a provare il pagamento.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Mariano Acquaviva



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