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Fiducia: cosa ha detto Conte al Senato

10 Settembre 2019 | Autore:
Fiducia: cosa ha detto Conte al Senato

La replica del presidente del Consiglio prima del voto che darà il via al nuovo Esecutivo. “Non abbiate paura delle mie parole”.

La replica di Giuseppe Conte è iniziata in modo inatteso, con gli auguri alla senatrice a vita Liliana Segre che oggi compie gli anni, “testimone degli anni più bui della Storia”. Un’occasione per ribadire che il Governo si impegnerà a combattere l’odio diffuso anche sui social network.

Quindi, la soddisfazione per la nomina di Paolo Gentiloni a commissario europeo all’Economia. “Confido che anche l’opposizione a dare il suo contributo a lavorare per tutti gli italiani anche con l’Europa”, rivedendo il patto di stabilità e assicurando lo sviluppo sostenibile, facendo un piano di investimenti più corposo per beneficiare soprattutto il Sud e chiedendo all’Europa investa nel continente africano.

Poi, all’attacco di Salvini: “C’è chi è rimasto all’8 agosto, con arroganza, ritenendo di poter portare unilateralmente di portare il Paese all’elezioni, ad una campagna elettorale da ministro dell’Interno. Chi ha deciso di concentrare nelle proprie mani pieni poteri. Se questo era il progetto e l’obiettivo, è comprensibile che chiunque l’abbia ostacolato, pur nel rispetto della Costituzione e per evitare al Paese una grave incertezza politica, sia diventato un nemico”. Inevitabile la contestazione dai banchi della Lega, alla quale Conte ha replicato: “Non abbiate paura delle parole, sono qui da questa mattina in religioso raccoglimento ascoltando tutti. Vi chiedo di ascoltare me”.

Anche in politica errare è umano, ha detto Conte, ma assegnare agli altri i propri errori non è da leader. I meriti del presidente del Consiglio non si misurano sul fatto che stia o meno al vostro fianco: “Ero vostro alfiere fino a ieri, oggi scopro che non lo sono più. La dignità mi deriva dal servizio agli italiani e non da altro. Tra qualche mese spiegherete agli italiani che cosa c’è stato di dignitoso nei voltafaccia che ci sono stati finora”.

A proposito del suo programma, Conte ha sottolineato l’importanza di investire nella scuola, nell’università e nella ricerca. “Investire nella conoscenza, perché il volto futuro dell’Italia dipenderà da quello che riusciremo a fare in questo campo. Non su cosa imparare ma su come imparare, con le nuove competenze digitali, valorizzando la figura dei docenti e creando le condizioni affinché non solo i nostri ragazzi non vadano all’estero ma perché i giovani stranieri trovino il nostro modello attraente”.

Sull’agricoltura, il premier ha ricordato l’importanza di potenziare la filiera, di investire sui giovani e sulle aziende e di combattere gli abusi. E ancora: il Governo “lavorerà per il rafforzamento dell’export e delle piccole e medie imprese”. A questo proposito, “vogliamo che il Fisco diventi amico delle imprese, non solo dei cittadini”. Con il tempo, però: il taglio del cuneo fiscale interesserà “prima i lavoratori ma, in un secondo momento, anche le aziende”.

Per tutto il suo intervento ci sono state diverse interruzioni e contestazioni da parte dell’opposizione. Tant’è che, ad un certo punto, Conte ha chiesto: “Siete interessati a seguire o no?”

Un passaggio sugli affidi illeciti, dopo il caso Bibbiano: “C’è una squadra speciale di giustizia per la protezione dei minori. Riteniamo sia urgente un monitoraggio della legislazione esistente e una banca dati sugli affidi in modo da rilevare eventuali anomalie”.

Sul suicidio assistito: “Non c’è nel programma di governo, perché non ritengo sia un tema da inserire in un programma politico. Sono in gioco tante cose, a partire dal diritto alla vita. Ci si interroga sull’esistenza di un diritto alla morte. Un dibattito che coinvolge questioni politiche, morali, filosofiche che non rientrano in un programma di governo. Semmai, dovrà pensarci il Parlamento, ed anche in tempi rapidi”.

E sull’opposizione: “Chiedo a tutte le forze e a tutti i cittadini: evitiamo di concentrarci sullo slogan porti aperti-porti chiusi. Su questo tema abbiamo già chiarito che il Governo lavorerà su più livelli, lavorando all’origine dei flussi, nei Paesi in cui transitano i flussi, contro l’immigrazione clandestina, per consentire una più completa integrazione di chi ha diritto a restare nel nostro territorio e per gestire anche a livello europeo il sistema dei rimpatri. Raccoglieremo le osservazioni del presidente della Repubblica sul decreto Sicurezza”.

Poi, la chiusura. “Con una battuta”, ha avvertito Conte: “Il nostro sistema giuridico ha un’impalcatura che è la Costituzione”.


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