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Gestione separata Inps: ultime sentenze

20 Settembre 2019
Gestione separata Inps: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: gestione separata Inps; condizione sufficiente per l’iscrizione alla gestione separata Inps; attività di lavoro dipendente e attività libero-professionale; lavoratori autonomi occasionali, collaboratori coordinati e continuativi, avvocati, ingegneri, architetti.

L’obbligo di iscrizione alla gestione separata Inps è rivolto a coloro che percepiscono un reddito derivante dall’esercizio abituale oppure occasionale di un’attività professionale per cui è prevista l’iscrizione ad un albo o ad un elenco. Quando viene meno questo obbligo? La contribuzione integrativa esclude l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata Inps? Scoprilo nelle ultime sentenze.

Iscrizione alla gestione separata Inps: chi sono i soggetti obbligati?

I soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo tenuti all’iscrizione presso l’apposita gestione separata Inps sono esclusivamente i soggetti che svolgono attività il cui esercizio non sia subordinato alla iscrizione ad appositi albi professionali ovvero attività non soggette al versamento contributivo agli enti di cui al comma 11 l. n. 335 del 1995 in base ai rispettivi ordinamenti, con esclusione dei soggetti di cui al comma 11.

Tribunale Bari, 06/06/2019, n.2573

Gestione separata Inps: condizione sufficiente per l’iscrizione

I soggetti obbligati all’iscrizione alla gestione separata dell’inps sono solo coloro che svolgono attività professionale il cui esercizio non è subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali oppure coloro che non sono soggetti al versamento del contributo (nel caso di specie il Tribunale ha riconosciuto l’obbligo per il ricorrente di versare alla gestione separata inps i contributi derivanti dall’attività di guida turistica perché trattasi di attività per la quale non esiste un albo professionale rientrante, dunque, nella previsione di cui al comma 26 dell’art. 2 della legge n. 335 del 1995).

Tribunale Roma sez. lav., 04/01/2019, n.16

Liberi professionisti

I liberi professionisti, che svolgono contemporaneamente attività di lavoro dipendente e attività libero-professionale, sono obbligati ad iscriversi alla gestione separata dell’Inps alla quale, sui proventi derivanti dall’attività libero-professionale, devono versare la contribuzione, anche quando sugli stessi proventi versano il contributo integrativo alla cassa di previdenza categoriale di appartenenza.

Cassazione civile sez. lav., 17/12/2018, n.32608

Lavoratori autonomi occasionali e collaboratori coordinati e continuativi

In tema di iscrizione alla gestione separata dell’INPS, l’art. 44 del d.l. n. 269 del 2003, conv. in L. n. 326 del 2003, laddove prevede che  a decorrere dal 1. gennaio 2004 i soggetti esercenti attività di lavoro autonomo occasionale sono iscritti alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, solo qualora i reddito annuo derivante da dette attività sia superiore a Euro 5.300.

Da detta disposizione si deduce necessariamente che, oltre ai collaboratori coordinati e continuativi, debbano iscriversi alla gestione separata anche gli autonomi occasionali (che non sono impresa, proprio perchè carenti del requisito della “professionalità” di cui all’art. 2082 cod.civ., nè collaboratori coordinati e continuativi perchè occasionali) e, quindi i produttori liberi non di agenzia occasionali con reddito superiore a 5 mila Euro.

Corte appello Bari sez. lav., 21/01/2019, n.103

Contribuzione integrativa

La contribuzione integrativa, in quanto non correlata all’obbligo di iscrizione alla cassa professionale, ed a prescindere dalla individuazione della funzione assolta all’interno del sistema di finanziamento delle attività demandate alla cassa professionale, non attribuisce al lavoratore una copertura assicurativa per gli eventi della vecchiaia, dell’invalidità e della morte in favore dei superstiti, per cui non può essere rilevante ai fini di escludere l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata presso l’INPS.

Corte appello Catanzaro sez. lav., 07/05/2019, n.373

Avvocato iscritto alla Cassa forense: deve iscriversi alla gestione separata Inps?

I professionisti, avvocati del libero foro, sono già iscritti ad una loro Cassa di previdenza, cui sono tenuti a versare i relativi contributi, pur godendo della possibilità, da verificare anno per anno, di non procedere al versamento di somme a tale titolo ove non abbiano percepito redditi o li abbiano percepiti in misura inferiore ad un determinato limite. Il che esclude l’iscrizione alla gestione separata INPS.

Corte appello Bari sez. lav., 06/05/2019, n.1121

Gestione separata Inps: obbligo iscrizione per gli avvocati non iscritti alla Cassa forense

Il principio di universalizzazione soggettivo ed oggettivo della copertura assicurativa obbligatoria si traduce operativamente nella regola secondo la quale l’ obbligo (ex art. 2, comma 26, I. n. 335 del 1995) di iscrizione alla gestione separata è genericamente rivolto a chiunque percepisca un reddito derivante dall’esercizio abituale (anche se non esclusivo), ma anche occasionale (entro il limite monetario indicato nell’art. 44, comma 2, del D.L. n. 269/2003) di un’attività professionale per la quale è prevista l’iscrizione ad un albo o ad un elenco, anche se il medesimo soggetto svolge anche altra diverse attività per cui risulta già iscritto ad altra gestione.

Tale obbligo viene meno solo se il reddito prodotto dall’attività professionale predetta è già integralmente oggetto di obbligo assicurativo gestito dalla cassa di riferimento. Per tale ragione gli avvocati, nella disciplina previgente all’introduzione dell’automatismo dell’iscrizione alla Cassa, erano soggetti obbligatoriamente all’iscrizione nella gestione separata INPS.

Tribunale Bari sez. lav., 14/06/2019, n.2771

Avvocati: la contribuzione integrativa

Gli avvocati non iscritti alla Cassa Forense, ma alla quale hanno versato esclusivamente un contributo integrativo (in ragione dell’iscrizione all’Albo), hanno l’obbligo di iscriversi alla Gestione Separata Inps, poiché il versamento del solo contributo integrativo non determina la costituzione di alcuna posizione previdenziale.

Cassazione civile sez. lav., 11/01/2019, n.519

Gestione separata Inps: obbligo iscrizione per ingegneri ed architetti non iscritti all’Inarcassa

Gli ingegneri e gli architetti iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie, che non possono iscriversi all’Inarcassa, alla quale versano esclusivamente un contributo integrativo di carattere solidaristico in quanto iscritti agli albi, cui non segue la costituzione di alcuna posizione previdenziale a loro beneficio, sono tenuti comunque ad iscriversi alla gestione separata presso l’INPS, in quanto secondo la “ratio” dell’art. 2, comma 26, della l. n. 335 del 1995, l’unico versamento contributivo rilevante ai fini dell’esclusione di detto obbligo di iscrizione è quello suscettibile di costituire in capo al lavoratore autonomo una correlata prestazione previdenziale.

Corte appello Roma sez. lav., 03/06/2019, n.2310

Previdenza ingegneri: contributo integrativo versato all’Inarcassa

Il mero versamento del c.d. contributo integrativo all’Inarcassa, in relazione ai compensi ricevuti per le prestazioni di lavoro autonomo professionale, non è idoneo a costituire una specifica posizione contributiva soggettiva in capo al professionista che, pur restando iscritto all’Albo professionale, non può essere titolare di posizione previdenziale e contributiva presso l’Inarcassa rispetto alla prestazione di rapporto di lavoro subordinato, dovendo a tal fine essere iscritto presso altro Ente previdenziale ovvero presso altra gestione dell’Inps, ex Inpdap, istituita per i pubblici dipendenti. In sostanza, il solo contributo c.d. integrativo versato all’Inarcassa non vale a sottrarre il professionista all’obbligo di iscrizione alla Gestione separata presso l’I.N.P.S., essendo il contributo c.d. integrativo dovuto per finalità solidaristiche, così che il suo versamento non è idoneo a costituire alcuna posizione previdenziale.

Corte appello Ancona sez. lav., 13/05/2019, n.81



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