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Pagamento fattura: ultime sentenze

22 Settembre 2019
Pagamento fattura: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: mancato pagamento di fattura; pagamento onnicomprensivo; data di esecuzione della prestazione o di consegna del bene; data di scadenza del termine indicato in fattura per il pagamento; delitto di falsità materiale.

Pagamento parziale della fattura

Il pacifico pagamento parziale della fattura non può essere considerato riconoscimento dell’intero debito azionato in via monitoria, in quanto il pagamento parziale può avere tale effetto solo nel caso di pagamento a titolo di acconto rispetto all’intera somma dovuta. Peraltro, anche a voler ritenere che detto pagamento parziale costituisse riconoscimento dell’intero debito, non si può non rilevare che il riconoscimento di debito non costituisce autonoma fonte della obbligazione rilevando unicamente sotto l’aspetto processuale.

Tribunale Livorno, 17/06/2019, n.647

Revocatoria fallimentare: mancato pagamento di fattura

La conoscenza dello stato di insolvenza deve essere effettiva e non meramente potenziale e che può essere provata dal curatore, su cui incombe il relativo onere probatorio, tramite presunzioni gravi, precise e concordanti, in applicazione al disposto degli articoli 2727 e 2729 c.c.. Ciò detto, va evidenziato che il mancato pagamento della fattura, nonostante i ripetuti solleciti, se pur indice di una difficoltà economica della fallita non appare dirimente al fini della prova della effettiva conoscenza dello stato di insolvenza.

La conoscenza o conoscibilità mediante l’uso di ordinaria diligenza dello stato di decozione presuppone infatti la ricorrenza di plurimi indizi concordanti tali da acclarare, unitamente considerati, lo stato di dissesto economico della società fallita.

Tribunale Firenze, 02/01/2019, n.6

Omesso versamento dell’Iva e fattura non pagata

In tema di delitto di omesso versamento dell’Iva, previsto e punito dall’art. 10-ter, d.lg. n. 74/2000, l’emissione della fattura, anche se antecedente al pagamento del corrispettivo, espone il contribuente, per sua scelta, all’obbligo di versare comunque la relativa imposta, sicché egli non può dedurre il mancato pagamento della fattura, né lo sconto bancario della fattura quale causa di forza maggiore o di mancanza dell’elemento soggettivo.

Cassazione penale sez. III, 18/06/2019, n.35193

Pagamento e scadenza del termine indicato in fattura

Per pagamento eseguito nei termini d’uso deve intendersi quello effettuato nell’esercizio dell’attività di impresa che non solo sia avvenuto con mezzi normali (ossia con denaro contante, bonifico, assegno o strumenti parimenti ordinari) ma anche con una tempistica coerente con il regolamento negoziale accettato dalle parti o, via subordinata, usualmente in essere tra le parti e, dunque, anch’essa caratterizzata da profili di normalità.

Ne consegue che il pagamento nei termini d’uso è certamente quello che consegue, salvo uno specifico e differente regolamento negoziale, in un arco temporale compreso tra la prestazione del sevizio o la consegna del bene e la scadenza del termine che è prassi indicare in fattura.

Dalla data di esecuzione della prestazione o di consegna del bene alla data di scadenza del termine indicato in fattura il pagamento è in ogni momento dovuto: invero, ai sensi dell’art.1183 c.c.se non è determinato il tempo dell’adempimento il creditore può esigerlo immediatamente.

Si deve, quindi, ritenere normale il pagamento che interviene dopo l’esecuzione della prestazione ed entro il termine indicato in fattura sicché analogamente si può ritenere che il pagamento avvenuto in un tempo successivo ma ormai prossimo alla scadenza indicata in fattura è caratterizzato da profili di normalità.

Anomali, al contrario, sono da ritenersi i pagamenti che avvengono o in data anteriore alla prestazione del servizio o alla consegna del bene o con significativo ritardo rispetto alla data di scadenza indicata in fattura come è avvenuto nel caso in esame.

Tribunale Roma sez. fallimentare, 13/09/2018, n.17262

Pagamento della fattura richiesto dall’appaltatore

Nel caso di specie, non appare ravvisabile alcun inadempimento da parte dell’appaltatore, sicché la pretesa dell’appellante di ottenere la restituzione dell’importo della fattura (già saldata prima del ricorso per decreto ingiuntivo e relativa alla fornitura della caldaia, che risulta effettuata), è infondata; l’appello deve pertanto essere rigettato sul punto.

Quanto invece alla fattura (il pagamento della quale è stato richiesto dall’appaltatore con il d.i.), che reca la causale “installazione e posa in opera di tubazione e componenti vari necessari al ripristino di impianto termico ed idraulico”, deve rilevarsi che i lavori in essa descritti non sono stati completati, sia pure a causa del recesso della committente, sicché, non essendo stata la prestazione integralmente eseguita, non può essere riconosciuto il diritto dell’appaltatore al pagamento della prestazione, difettando nel caso di specie non soltanto la prova, ma anche l’allegazione sia di eventuali spese sostenute, che dell’ipotetico mancato guadagno

Corte appello Bologna sez. I, 06/06/2018, n.1539

Responsabilità professionale dell’avvocato

La responsabilità professionale dell’avvocato non discende dal mero fatto del mancato corretto adempimento dell’attività professionale, occorrendo verificare se, qualora l’avvocato avesse tenuto la condotta dovuta, il suo cliente avrebbe conseguito il riconoscimento delle proprie ragioni, difettando altrimenti la prova del necessario nesso eziologico tra la condotta del legale ed il risultato processuale ottenuto (nella specie, il legale aveva prestato il proprio patrocinio a favore della cliente nell’ambito di un giudizio in cui ella era convenuta per il pagamento di una fattura, giudizio concluso con la condanna al pagamento che, sempre a detta della cliente, avrebbe potuto essere evitata con la riproposizione dell’istanza di verificazione del pagamento in appello).

Cassazione civile sez. III, 20/03/2018, n.6862

Rettifica della base imponibile e mancato pagamento del prezzo

Un’interpretazione teleologica dell’art. 11, parte C paragrafo 1, secondo comma della sesta direttiva (ora art. 90 secondo comma della direttiva 2006/112/CE) esclude che gli Stati possano escludere del tutto la rettifica della base imponibile in caso di non pagamento del prezzo.

Sebbene sia opportuno che gli Stati membri abbiano la possibilità di fare fronte all’incertezza intrinseca al carattere definitivo del non pagamento di una fattura, una facoltà di deroga non può estendersi al di là di tale incertezza, perché viceversa sarebbe violata la neutralità dell’IVA .

Corte giustizia UE sez. I, 23/11/2017, n.246

Invio alla banca del certificato di pagamento di una fattura comunale

Non integra il delitto di falsità materiale previsto dagli artt. 476 e 482 cod. pen. la condotta di colui che esibisca la falsa fotocopia di un documento, sia esso esistente o meno in originale, qualora si tratti di fotocopia esibita ed usata come tale e, pertanto, priva dei requisiti, di forma e di sostanza, capaci di farla sembrare un atto originale o la copia conforme di esso ovvero comunque documentativa dell’esistenza di un atto corrispondente.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto di escludere il reato di falso nell’invio a mezzo fax ad una banca del certificato di pagamento di una fattura comunale in realtà mai emessa dell’ente locale).

Cassazione penale sez. V, 10/11/2017, n.2297

Dichiarazione di intento per importazioni o acquisti senza Iva

In tema di IVA, in riferimento alle cessioni continuative di beni in esecuzione di contratti di somministrazione, la consegna o la spedizione della dichiarazione di intento prevista dall’art. 1, lett. c, D.L. 29 dicembre 1983 n. 746, per chi intenda avvalersi della facoltà di effettuare importazioni o acquisti di beni senza applicazione dell’imposta, deve essere effettuata prima della data di pagamento del corrispettivo o della fattura, in coerenza con quanto disposto dall’art. 6, comma 2, lett. a, del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633, il quale pone una presunzione assoluta di corrispondenza tra tale data e quella di esecuzione della prestazione a cui il corrispettivo si riferisce.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XV, 26/06/2017, n.2800

Avvenuto pagamento di una fattura onnicomprensiva

Ai sensi dell’art. 263 comma 2, d.P.R 5 ottobre 2010, n. 207, allorché l’impresa intenda far valere servizi svolti per committenti privati tramite copia del contratto e delle fatture relative alla prestazione medesima, ed il contratto abbia ad oggetto anche prestazioni di altra natura, essa non può assolvere l’onere probatorio attraverso la generica prova della conclusione di un contratto che ricomprenda nel proprio oggetto anche i servizi richiesti e dell’avvenuto pagamento di una fattura onnicomprensiva, ma deve fornire idonea prova scritta del fatto che il contratto aveva specificamente ad oggetto servizi della categoria richiesta per un importo puntualmente riferibile ai medesimi ed indicato dal contratto stesso, e che le fatture emesse imputavano specificamente il pagamento di tali importi ai servizi richiesti, distinguendoli dalle voci di pagamento per altre prestazioni; in difetto di tali elementi, infatti, risulta impossibile ritenere accertato l’esatto valore dei servizi svolti ed indicarlo utilmente in sede di gara, non essendo possibile comprendere in che misura il pagamento onnicomprensivo effettuato sia riferibile proprio ai servizi in parola e non ad altre causali.

Consiglio di Stato sez. V, 20/02/2017, n.759

Mancato pagamento della fattura dall’ingiunto

In tema di ingiunzione e negoziazione assistita, il silenzio dell’ingiunta di fronte all’invito a concludere la convenzione di negoziazione assistita e il mancato pagamento dell’importo di cui alla fattura sono elementi sufficientemente indicativi della sussistenza di un grave pregiudizio nel ritardo.

Tribunale Verona, 02/05/2016



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