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Legge di bilancio con due sole misure: ecco quali saranno le mosse del Governo

11 Settembre 2019 | Autore:
Legge di bilancio con due sole misure: ecco quali saranno le mosse del Governo

Margini ristretti, ma Di Maio assicura: «Quota 100 non si tocca»

Il Governo M5S-Pd-Leu ottiene la fiducia al Senato con margini più ristretti rispetto alla Camera (i voti favorevoli sono stati 169, 133 contrari, 5 astenuti).

Rispetto al Governo precedente, il “Conte 2” ottiene a Palazzo Madama due voti di fiducia in meno con sedici “no” in più e venti astensioni in meno. Non sono arrivati i voti di Saverio De Bonis (ex M5S passato al Misto), Lello Ciampolillo dei Cinque Stelle, assenti, ai quali si sono aggiunte le astensioni di Gianluigi Paragone (M5S), Matteo Richetti (Pd). A favore, invece, Mario Monti e le senatrici a vita Cattaneo e Segre.

Si ha l’impressione che gli intenti siano quelli di cementare al più presto un patto nato fragile e frettoloso. Forse per questo Giuseppe Conte, si lascia andare a propositi che sanno quasi di promesse. «Faremo un grande sforzo per evitare l’aumento dell’Iva da 23 miliardi – ha annunciato il presidente del Consiglio nella replica dopo il dibattito – perciò le risorse scarseggeranno». L’unica certezza che, per il momento, si sente di promettere per il 2020 è «il taglio del cuneo a totale vantaggio dei lavoratori». E si augura di poter avere «maggiori risorse anche a favore delle imprese».

E se il premier non ha citato “Quota 100“, che sembra destinata a trasformarsi in uno dei “serbatoi” della legge di bilancio 2020, proprio ieri Luigi Di Maio ha assicurato che «quota 100 non si tocca, il taglio dei parlamentari va approvato a ottobre». «Alla legge Fornero non si torna» ha ribadito il leader M5S. In linea con lui anche il responsabile economico del Pd, e probabile viceministro al Mef, Antonio Misiani: «Più opportuno non interrompere la sperimentazione in corso pur non chiudendo a eventuali correttivi».

E se la prudenza è d’obbligo, l’ottimismo non manca. C’è l’impegno a definire una manovra «che indirizzi il Paese verso una solida prospettiva di crescita, assicurando la sostenibilità della finanza pubblica». La nomina di Paolo Gentiloni a commissario Ue agli Affari economici è salutata dal premier come «un importante presidio», ma senza illusioni, soprattutto nel breve periodo. Conte insiste sulla volontà di rivedere il Patto di stabilità, ma sa che la sfida è appena iniziata. Proprio oggi, Conte volerà a Bruxelles per rafforzare la svolta europeista e avviare il confronto politico, che verterà sul tentativo di spuntare nuova flessibilità: «Non voglio perdere neanche un minuto». E sa che sul tavolo c’è anche il dossier immigrazione, con la richiesta di riforma del Trattato di Dublino e di una strategia Ue sui corridoi umanitari.

Nel frattempo, la Lega è pronta a marcare stretto il «Conte-Monti», come Salvini ha ribattezzato il premier dopo che anche il senatore a vita ha annunciato la fiducia.



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