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Principio di non contestazione: ultime sentenze

21 Settembre 2019
Principio di non contestazione: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: procedimento tributario; principio generale di non contestazione; onere di contestazione; allegazioni delle parti; attività istruttoria e mezzi di prova; mancata costituzione in giudizio e inottemperanza all’ordine istruttorio del giudice.

Principio di non contestazione: cos’è?

Il principio di non contestazione non opera in difetto di specifica allegazione dei fatti che dovrebbero essere contestati, né tale specificità può essere desunta dall’esame dei documenti prodotti dalla parte. L’onere di contestazione, infatti, deve essere collegato alle asserzioni presenti negli atti contenenti le allegazioni delle parti, sì da consentire alle stesse nonché al giudice di verificare immediatamente, sulla base delle contrapposte allegazioni e deduzioni, quali siano i fatti non contestati e quelli ancora controversi.

Tribunale Torre Annunziata sez. I, 06/03/2019, n.555

Principio di non contestazione: cosa riguarda?

Il principio di non contestazione riguarda i fatti e non il significato e la portata di atti.

Corte appello Brescia sez. I, 28/02/2019, n.363

Principio di non contestazione: ambito di operatività

Il principio di non contestazione opera in relazione a fatti che siano stati chiaramente esposti da una delle parti presenti in giudizio e non siano stati contestati dalla controparte che ne abbia avuto l’opportunità: pertanto, la parte che lo deduca in sede di impugnazione è tenuta ad indicare specificamente in quale atto processuale il fatto sia stato esposto, al fine di consentire al giudice di verificarne la chiarezza e se la controparte abbia avuto occasione di replicare.

Cassazione civile sez. trib., 06/12/2018, n.31619

Principio di non contestazione: vincola il giudice?

Il cosiddetto principio di non contestazione, di cui all’articolo 416 c.p.c., per il rito del lavoro e l’articolo 167 c.p.c., comma 1, impone al convenuto di prendere posizione nell’atto di costituzione sui fatti posti dall’attore a fondamento della domanda, facendo della non contestazione un comportamento univocamente rilevante ai fini della determinazione dell’oggetto del giudizio, con effetti vincolanti per il giudice, che dovrà astenersi da qualsiasi controllo probatorio del fatto non contestato e dovrà ritenerlo sussistente proprio per la ragione che l’atteggiamento difensivo delle parti, valutato alla stregua dell’esposta regola processuale, espunge il fatto stesso dall’ambito degli accertamenti richiesti.

Pertanto, la mancata contestazione, a fronte di un onere esplicitamente imposto dal legislatore, rappresenta l’adozione di una linea incompatibile con la negazione del fatto e rende, quindi, inutile provarlo, perché non controverso.

Corte appello Bari sez. II, 07/05/2019, n.1058

Ricorso tramite pec e principio di non contestazione

In sede di legittimità, se la controparte non si costituisce, la notifica del ricorso tramite PEC non è sanabile sulla base del principio di non contestazione.

Cassazione civile sez. VI, 21/12/2018, n.33155

Processo tributario e principio di non contestazione

Il principio di non contestazione opera anche nel processo tributario, nell’ambito del quale, tuttavia, deve essere coordinato con quello, correlato alla specialità del contenzioso, secondo cui la mancata specifica presa di posizione dell’Ufficio sui motivi di opposizione alla pretesa impositiva svolti dal contribuente in via subordinata non equivale ad ammissione dei fatti posti a fondamento di essi, né determina il restringimento del “thema decidendum” ai soli motivi contestati, posto che la richiesta di rigetto dell’intera domanda del contribuente consente all’Ente impositore, qualora le questioni da questo dedotte in via principale siano state rigettate, di scegliere, nel prosieguo del giudizio, tra tutte le possibili argomentazioni difensive rispetto ai motivi di opposizione.

Cassazione civile sez. trib., 13/03/2019, n.7127

Principio generale di non contestazione: è applicabile al processo tributario?

Anche nel processo tributario – in quanto caratterizzato, al pari di quello civile, dalla necessità della difesa tecnica e da un sistema di preclusioni, nonché dal rinvio alle norme del codice di procedura civile, in quanto compatibili – è applicabile il principio generale di non contestazione che informa il processo civile e che trova fondamento non solo nell’art. 115 c.p.c., ma anche nel carattere dispositivo di tale processo, che comporta una struttura dialettica a catena, nella generale organizzazione per preclusioni successive, che caratterizza in misura maggiore o minore ogni sistema processuale, nonché nel dovere di lealtà e di probità previsto dall’art. 88 c.p.c., che impone alle parti di collaborare fin dall’inizio a circoscrivere la materia effettivamente controversa, e nel principio di ragionevole durata del processo di cui all’art. 111 Cost., senza che assumano rilevanza, in senso contrario, le peculiarità del processo tributario, quali il carattere eminentemente documentale dell’istruttoria e l’inapplicabilità della disciplina dell’equa riparazione per violazione del termine di ragionevole durata del processo.

Cassazione civile sez. trib., 01/10/2018, n.23710

Profilo probatorio nel processo tributario

Il principio di non contestazione, di cui all’art. 115, comma 1, c.p.c., si applica anche nel processo tributario, ma, attesa l’indisponibilità dei diritti controversi, riguarda esclusivamente i profili probatori del fatto non contestato, e sempreché il giudice, in base alle risultanze ritualmente assunte nel processo, non ritenga di escluderne l’esistenza.

(Nella specie, la S.C., in applicazione del principio, in tema di TARSU, ha ritenuto infondato il ricorso del contribuente che riteneva che il Comune non avesse contestato il proprio diritto all’esenzione dalla tassa, evidenziato in una dichiarazione rettificata dall’ente territoriale con l’emanazione dell’atto impositivo impugnato).

Cassazione civile sez. trib., 18/05/2018, n.12287

Fatti ammessi dall’attore ed esonero del convenuto dall’onere della prova

Se l’attore non contesta le allegazioni del convenuto nell’udienza ex art. 183 c.p.c., né nella memoria ex art. 183, comma 6 n. 1 c.p.c., tali fatti, in virtù del principio di non contestazione, vanno ritenuti ammessi dall’attore, con conseguente esonero del convenuto dall’onere della prova.

Tribunale Pisa, 12/07/2018, n.628

Giustizia Amministrativa e principio di non contestazione

In tema di valutazione delle prove nel processo amministrativo, in caso di mancata controdeduzione della parte resistente alla perizia giurata prodotta dalla parte ricorrente, trova applicazione il principio di non contestazione, alla cui stregua i fatti non contestati confluiscono nel concetto di prova: l’organo giudicante può disporre un’attività istruttoria solo se la parte costituita abbia contestato specificamente le prospettazioni avversarie, senza tuttavia portare adeguati mezzi di prova a supporto delle controdeduzioni presentate (art. 64 c.p.a.).

T.A.R. Catanzaro, (Calabria) sez. II, 30/04/2018, n.975

Principio di non contestazione: ambito di applicazione in giudizio

La mancata costituzione in giudizio e la conseguente assenza di ogni difesa da parte dell’Amministrazione intimata (nel caso di specie rimasta inerte nonostante l’ordine istruttorio del Collegio) comporta l‘applicazione del principio di non contestazione ovvero argomenti di prova sfavorevoli, ex art. 64 comma 4, dello stesso codice, dovendosi ragionevolmente dedurre che, rispetto a quanto dedotto in ricorso e riscontrato dal Collegio giudicante, l’Amministrazione non avesse alcuna difesa utile da opporre.

T.A.R. Latina, (Lazio) sez. I, 16/03/2018, n.122



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