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Eredi: come conoscere il beneficiario della polizza?

19 Marzo 2018 | Autore:
Eredi: come conoscere il beneficiario della polizza?

In caso di polizza vita, gli eredi del defunto hanno diritto a conoscere il nome del beneficiario a seconda del diritto fatto valere 

Il quesito se gli eredi del defunto possono ottenere informazioni sull’identità del beneficiario della polizza non è di poco conto. La questione, infatti, sorge molto di frequente, soprattutto nei casi in cui gli stessi ritengano di essere stati lesi nella loro quota di legittima.

Eredi: cos’è la quota di legittima?

Prima di entrare nel dettaglio della questione è bene precisare che per determinare l’ammontare della quota di legittima e, dunque, la sua eventuale lesione è necessario svolgere un calcolo matematico: si calcola il valore dell’asse ereditario del defunto, il valore di tutti i beni trasferiti in vita a titolo di donazione e si detraggono i debiti. Da questo calcolo si determina il valore dell’asse ereditario al momento dell’apertura della successione e sulla base di questo si calcola l’ammontare della quota di legittima e, di conseguenza, della quota di riserva.

All’esito di questa operazione matematica, dunque, l’erede può determinare l’ammontare della sua quota di legittima sulla base della quale verificare se quanto ricevuto mortis causa è congruo ovvero sia stato leso nei suoi diritti. L’erede che ritiene di non essere stato soddisfatto nella sua quota di legittima può esperire l’azione di riduzione.

Eredi: la donazione indiretta

Sempre in via preliminare è altresì da dire che nel caso della polizza assicurativa, l’erogazione di una somma di denaro in favore del beneficiario integra senza dubbio una ipotesi di donazione indiretta, soggetta a riduzione qualora risultante lesiva della legittima.

Le donazioni indirette, per intenderci, sono gli atti che producono gli effetti economici propri della donazione, pur non essendo donazioni sotto l’aspetto formale. Per esempio, sono donazioni indirette il pagamento di un debito altrui, il contratto a favore di terzo, la vendita a prezzo irrisorio. Con questi atti si raggiunge il risultato di arricchire una persona senza stipulare un vero e proprio atto di donazione. Non si applicano, dunque, le norme che regolano la forma della donazione diretta ma si applicano però alcune regole sostanziali, tra cui certamente quella sulla riduzione per lesione della legittima.

Eredi: l’azione di riduzione

Alla luce di quanto detto, dunque, l’erede che sia stato leso nella legittima può agire nei confronti del beneficiario della polizza assicurativa affinché un giudice dichiari la riduzione della donazione indiretta da questo ricevuta in favore dell’erede legittimario. L’azione di riduzione [1], infatti, è un’azione personale con cui il singolo legittimario fa valere (nel termine di 10 anni dall’apertura della successione), nei confronti del beneficiario dell’atto lesivo, il diritto ad una quota astratta dell’eredità. Tuttavia, ai fini dell’esperimento dell‘azione di riduzione l’erede ha necessità di conoscere chi è o chi sono gli effetti beneficiari della polizza,magari mediante un accesso agli atti della compagnia assicurativa.

Eredi: possono conoscere il nome del beneficiario della polizza?

In ordine a quest’ultima questione sono sorti numerosi dubbi in giurisprudenza: la problematica concerneva il quesito se il diritto alla privacy dovesse ritenersi prevalente  sul diritto dei legittimari a conoscere il nome del beneficiario della polizza. Sul punto si sono registrati numerosi contrasti in giurisprudenza, fino alla sentenza del 2015 della Cassazione [2], che per molti ha rappresentato una decisione dirompente. La Corte ha sancito il diritto delle Compagnie assicurative ad opporre il rifiuto per ragioni di privacy nel caso degli eredi che chiedevano di conoscere il nome del beneficiario della polizza.

La sentenza della Suprema Corte, però, riguardava un caso diverso da quello del legittimario leso nella quota di legittima, per cui molti facili entusiasmi sono stati smorzati in seguito ad una attenta lettura del caso giudicato, dove l’erede chiedeva alla compagnia assicurativa di sapere chi era il beneficiario di una polizza stipulata dal defunto con l’obiettivo di impugnare il contratto di assicurazione per incapacità di intendere e di volere del contraente poi defunto.

L’assicurazione negava l’informazione per ragioni di privacy. Giunti in Cassazione, all’erede veniva negato il diritto di conoscere il beneficiario della polizza sulla considerazione che tra i dati a cui gli eredi possono accedere non rientrano quelli di terze persone.

Questa conclusione, che apparentemente può sembrare confacente al caso di specie, in realtà, non deve trarre in inganno. Infatti il caso oggetto del giudizio della Corte riguardava la contestazione del contratto di assicurazione stipulato dal defunto per ragioni di sua incapacità naturale. Per questo tipo di censura, infatti, non è necessario conoscere il nome del beneficiario della polizza, essendo sufficiente che l’erede convenga in giudizio la compagnia assicurativa. Diverso è, invece, il caso dei legittimari che intendono agire per la riduzione di una donazione indiretta lesiva della loro quota di legittima. Invero, la tutela che l’ordinamento accorda a questo ultimi è sicuramente di rango superiore rispetto alla tutela della privacy, con la conseguenza che questi hanno pieno diritto di conoscere il nome del beneficiario della polizza.


note

[1] di cui all’art. 554 Cod. Civ.

[2] Cass. sent. n. 17790 dell’08.09.2015.

Autore immagine: pixabay.com


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