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Opposizione atti esecutivi: ultime sentenze

27 Settembre 2019
Opposizione atti esecutivi: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su:  opposizione agli atti esecutivi; necessità di integrazione del contraddittorio; opposizione al precetto intimato sulla base dell’ordinanza di assegnazione. 

Omessa notifica del titolo esecutivo: l’opposizione agli atti esecutivi

In tema di omessa notifica del titolo esecutivo, la disciplina dell’opposizione agli atti esecutivi deve essere coordinata con le regole generali in tema di sanatoria degli atti nulli, sicché con l’opposizione ex art. 617 c.p.c. non possono farsi valere vizi – quale la nullità della notificazione del titolo esecutivo e del precetto – che devono considerarsi sanati per raggiungimento dello scopo ex art. 156 c.p.c., u.c., in virtù della proposizione dell’opposizione da parte del debitore, quella al precetto in particolare costituendo la prova evidente del conseguimento della finalità di invitare il medesimo ad adempiere, rendendolo edotto del proposito del creditore di procedere ad esecuzione forzata in suo danno.

Nè in contrario vale invocare il disposto dell’art. 617 c.p.c., comma 2, attinente alla diversa ipotesi in cui il vizio della notificazione per la sua gravità si traduce nell’inesistenza della medesima, così come la circostanza che per effetto della nullità della notificazione possa al debitore attribuirvi un termine per adempiere inferiore a quello minimo di dieci giorni previsto dall’art. 480 c.p.c..

Tribunale Roma sez. IV, 18/07/2019, n.15120

Domande introdotte con rito sommario di cognizione

Sulle domande introdotte con il rito sommario di cognizione, non rientranti tra quelle in cui il tribunale giudica in composizione collegiale, ritenute dal giudice inammissibili in ragione di una rilevata “incompabilità strutturale del rito sommario con l’oggetto della domanda”, va disposto il mutamento del rito ai sensi dell’art. 702 ter, comma 3, c,p.c. e non dichiarata l’inammissibilità della domanda ai sensi dell’art. 702 ter, comma 2, c.p.c.; con la conseguenza che l’eventuale decisione di inammissibilità, non rientrando tra le ipotesi per cui è espressamente prevista la non impugnabilità, è di norma appellabile ovvero, se adottata nelle diverse ipotesi in cui per legge è escluso il doppio grado di giudizio, come nel caso dell’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c., essa è direttamente ricorribile per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., o comunque censurabile con lo specifico mezzo di impugnazione previsto.

Cassazione civile sez. III, 09/07/2019, n.18331

Opposizioni agli atti esecutivi e verifica della necessità di integrare il contraddittorio

Nelle opposizioni agli atti esecutivi, la necessità di integrare il contraddittorio con tutti i soggetti controinteressati rispetto all’azione spiegata dall’opponente, nel rispetto della regola del litisconsorzio necessario, deve essere verificata con riferimento al momento della proposizione della domanda.

(Nella specie, la S.C. ha escluso che il contraddittorio tra il debitore opponente, il creditore procedente e quelli intervenuti, dovesse essere esteso anche all’aggiudicatario, essendo l’aggiudicazione intervenuta dopo la proposizione dell’opposizione.)

Cassazione civile sez. III, 28/06/2019, n.17441

Contribuente contesta la regolarità formale di un titolo esecutivo

Deve essere qualificata come opposizione agli atti esecutivi l’azione con cui il contribuente contesta la regolarità formale del titolo esecutivo, dell’intimazione di pagamento e degli atti propedeutici all’esecuzione forzata, quali la nullità della cartella o dell’intimazione per omessa motivazione, le violazioni del c.d. statuto del contribuente, l’omessa notifica della cartella, la nullità della notifica della cartella o dell’intimazione di pagamento.

Tribunale Catania sez. lav., 19/06/2019, n.3001

Opposizione agli atti esecutivi per motivi formali

Ai sensi dell’art. 24 comma 5 d.l. n. 46/1999, che disciplina l’opposizione all’iscrizione a ruolo per motivi di merito, il contribuente può proporre opposizione al giudice del lavoro entro il termine di quaranta giorni dalla notifica della cartella di pagamento.

Nel caso in cui le doglianze afferiscano a vizi relativi alla fase successiva a quella di formazione della cartella, come quelli attinenti al difetto di notificazione dell’atto, si ritiene applicabile il termine di venti giorni di cui all’art. 617 c.p.c., in materia di opposizione agli atti esecutivi.

In ogni caso è il soggetto che agisce in giudizio e che propone l’opposizione all’iscrizione al ruolo per motivi di merito, o l’opposizione agli atti esecutivi per motivi formali, che è tenuto a fornire evidenza in ordine al rispetto dei termini decadenziali, eventualmente applicabili alla fattispecie concreta dedotta.

Tribunale Milano sez. lav., 12/06/2019, n.1043

Pignoramento viziato dall’omessa notifica della cartella esattoriale

In materia di esecuzione forzata tributaria, l’opposizione agli atti esecutivi riguardante l’atto di pignoramento, che si assume viziato per l’omessa o invalida notificazione della cartella di pagamento (o degli altri atti presupposti dal pignoramento), è ammissibile e va proposta — ai sensi degli artt. 2, comma 1, secondo periodo, art. 19 del d.lgs. n. 546 del 1992,  art.57 del d.P.R. n. 602 del 1973 e art. 617 cod. proc. civ. — davanti al giudice tributario.

Tribunale Roma sez. IV, 10/06/2019, n.12175

Rinuncia all’atto di precetto: determina l’estinzione del giudizio di opposizione?

La rinuncia al precetto consiste in un negozio abdicativo unilaterale che non richiede, neppure in pendenza di opposizione agli atti esecutivi, l’accettazione della controparte.

Pertanto, la rinuncia all’atto di precetto, contro il quale sia stata già proposta opposizione ai sensi dell’art. 615 c.p.c., non determina l’estinzione del giudizio di opposizione, ma la cessazione della materia del contendere, alla quale accede la liquidazione delle spese del giudizio in ossequio al criterio della soccombenza virtuale.

Tribunale Roma sez. IV, 29/04/2019, n.9006

Opposizione agli atti esecutivi avverso l’ordinanza di assegnazione

Le contestazioni afferenti ai vizi (di rito o di merito) del procedimento di assegnazione ex art. 553 c.p.c., al di fuori dei casi di effettiva inesistenza del titolo, possono essere fatte valere unicamente con l’opposizione agli atti esecutivi tempestivamente proposta avverso la relativa ordinanza, e non già attraverso l’opposizione al precetto successivamente intimato.

Cassazione civile sez. VI, 23/04/2019, n.11191

Opposizione agli atti esecutivi avverso l’atto di pignoramento

L’opposizione agli atti esecutivi avverso l’atto di pignoramento, asseritamente viziato per omessa o invalida notificazione della cartella di pagamento (o di altro atto prodromico al pignoramento), è ammissibile e correttamente proposta -ai sensi degli artt.2, comma 1, e 19 del D. Lgs. n.546 del 1992, dell’art.57 del D.P.R. n.602 del 1973 e dell’art.617 c.p.c. – davanti al giudice tributario, risolvendosi nell’impugnazione del primo atto in cui si manifesta al contribuente la volontà di procedere alla riscossione di un ben individuato credito tributario.

Parimenti, spetta al Giudice Tributario esaminare le questioni concernenti le cause estintive o modificative della pretesa tributaria che sono sorte prima, oppure in costanza, della notifica della cartella di pagamento o dell’avviso di intimazione ex art.50 D.P.R. n.602 del 1973.

Comm. trib. prov.le Benevento sez. I, 10/04/2019, n.213

Opposizione avverso iscrizione ipotecaria

L’opposizione con cui si contesti, unitamente alla legittimità dell’iscrizione ipotecaria, la mancata notifica o l’intervenuta prescrizione delle cartelle di pagamento o degli avvisi di addebito presupposti, costituisce un’opposizione ai sensi dell’art. 615 c.p.c. e non un’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. e, pertanto, non è soggetta al termine di decadenza di venti giorni dalla data di conoscenza dell’atto esecutivo fondato sulla cartella di pagamento, ma al diverso termine di decadenza di quaranta giorni previsto per le eccezioni afferenti al merito della controversia.

Tribunale Bergamo sez. lav., 29/03/2019, n.225



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