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Concorso riservato interni: ultime sentenze

27 Settembre 2019
Concorso riservato interni: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: concorsi interni banditi dall’Amministrazione pubblica; personale già in servizio presso l’ente locale; militari impiegati per servizio fuori del territorio nazionale; pubblici concorsi con riserva non superiore al 50 per cento a favore del personale interno; giurisdizione del giudice amministrativo.

Concorso riservato agli interni

La norma contenuta nell’art. 24, d.lg. n. 150 del 2009 impone alle amministrazioni di coprire, a decorrere dall’1 gennaio 2010, i posti disponibili nella dotazione organica attraverso pubblici concorsi con riserva non superiore al 50 per cento a favore del personale interno.

Trattasi di norma collocata nel titolo III dedicato al sistema premiale, senza dubbio sorretta dalla finalità di valorizzare e premiare le risorse interne dotate di capacità e preparazione, la quale, derogando alla norma generale dettata dall’art. 52, comma 1 bis del t.u. pubblico impiego nella parte in cui concede alle amministrazioni una semplice facoltà, impone alle stesse l’obbligo di prevedere una riserva per gli interni (seppur quantificata nella sola misura massima) a partire dal primo gennaio 2010.

Rimane fuori dalle previsioni descritte, e quindi da ritenersi implicitamente vietata con effetto immediato, l’ipotesi del concorso interamente riservato agli interni.

T.A.R. Reggio Calabria, (Calabria) sez. I, 23/08/2010, n.914

Concorso interno per i militari impegnati in missioni internazionali

Ai sensi dell’art. 12 l. quadro 21 luglio 2016 n. 145, i militari, che hanno presentato domanda di partecipazione ai concorsi interni banditi dall’Amministrazione pubblica di appartenenza per il personale in servizio e che non possono partecipare alle varie fasi concorsuali, compresa la frequenza dei corsi di aggiornamento e formazione dagli stessi prevista, in quanto impiegati nelle missioni internazionali ovvero fuori del territorio nazionale per attività connesse con le medesime missioni, sono rinviati d’ufficio al primo concorso successivo utile, fermo restando il possesso dei requisiti di partecipazione previsti dal bando di concorso per il quale hanno presentato domanda; ai militari, che risultano vincitori del concorso successivo a quello per il quale hanno presentato domanda ai sensi del comma 1, sono attribuite, previo superamento del relativo corso, ove previsto, ai soli fini giuridici, la stessa anzianita’ assoluta dei vincitori del concorso per il quale hanno presentato domanda e l’anzianita’ relativa determinata dal posto che avrebbero occupato nella relativa graduatoria.

Ratio della legge è quindi quello di assicurare che il militare che non possa partecipare ad una selezione a cagione dello svolgimento di compiti di istituto possa partecipare a selezioni successive, e, laddove le superi, essere inquadrato retroattivamente, come se avesse sostenuto il concorso cui non ha potuto partecipare perché impedito per superiori ragioni di servizio.

Consiglio di Stato sez. IV, 29/03/2017, n.1436

Bando di concorso riservato a chi ha maturato una determinata anzianità di servizio

In caso di concorso riservato a coloro che abbiano maturato una determinata anzianità di servizio, una restrizione dell’accesso a funzionari che abbiano formato la propria esperienza solo presso l’Autorità che bandisce il concorso, non può ritenersi conforme ai principi in materia di procedure concorsuali, nelle quali il legislatore e lo stesso giudice delle leggi hanno manifestato un disfavore nei confronti delle procedure riservate ai soli interni, in ragione della considerazione che una riserva integrale ai dipendenti già in servizio dei posti messi a concorso contraddice il carattere aperto della selezione, che è un elemento essenziale del concorso pubblico.

Pertanto, allorquando in un concorso riservato ai soli interni si richieda il possesso di una determinata anzianità di servizio, un’interpretazione costituzionalmente orientata del requisito prescrive quantomeno che la competenza specifica maturata in un dato settore non possa essere ristretta all’anzianità esclusivamente interna presso l’autorità od ente che ha bandito il concorso.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 15/01/2015, n.257

Bando di concorso illegittimo

È illegittimo il bando di concorso, per l’unico posto da ricoprire, interamente riservato al personale già in servizio presso l’ente locale, dovendosi riservare agli interni una percentuale non superiore al cinquanta per cento dei posti messi a concorso e non potendosi, nel caso di specie (relativo alla selezione di un’unità di polizia municipale), ritenere applicabile la deroga prevista dall’art. 91 comma 3 d.lg. n. 267 del 2000, secondo cui è possibile bandire concorsi interamente riservati in relazione a particolari profili o figure professionali con capacità acquisita esclusivamente all’interno dell’ente.

Consiglio di Stato sez. V, 07/10/2013, n.4919

Concorso interno per l’accesso ai posti dirigenziali

Nel caso in cui all’epoca dell’indizione del concorso pubblico era consentito l’accesso ai posti dirigenziali mediante riserva integrale agli interni, mentre all’epoca del disposto scorrimento della graduatoria il concorso riservato al solo personale interno era divenuto contra legem, la normativa da assumere a parametro di legalità del censurato scorrimento della graduatoria è quella vigente al momento del disposto scorrimento, perché il provvedimento con cui la P.A. si determina ad attingere da una graduatoria già esistente (il c.d. scorrimento) è un atto che, per quanto connesso a quelli della serie procedimentale concorsuale, mantiene la propria autonomia ed indipendenza logico e giuridica.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. III, 06/08/2013, n.1598

Procedura concorsuale non aperta all’esterno

La controversia promossa da un soggetto estraneo all’amministrazione, con la quale si contesti il carattere riservato (a soli candidati interni) di una procedura concorsuale indetta dall’amministrazione, è devoluta alla giurisdizione del giudice amministrativo, poiché l’oggetto del giudizio non è costituito da un rapporto giuridico, bensì dalla verifica del corretto esercizio del potere esercitato dall’amministrazione nell’ambito di un’attività autoritativa, rispetto alla quale sono configurabili solo interessi legittimi, sia per i partecipanti che per i terzi interessati.

Cassazione civile sez. un., 14/04/2008, n.9737

Concorso interno: requisiti di partecipazione

I requisiti di partecipazione ad un concorso interno, fra i quali la costanza del rapporto di servizio con l’amministrazione che lo ha indetto, devono sussistere non solo al momento della scadenza del termine per la presentazione della domanda di partecipazione al concorso medesimo, ma anche al momento della nomina, atteso che in caso contrario il dipendente si troverebbe nella impossibilità giuridica di occupare il posto; pertanto, è legittimo il provvedimento che esclude da un concorso interno, riservato agli impiegati in servizio nell’amministrazione che lo ha indetto, il dipendente collocato a riposo durante lo svolgimento delle prove concorsuali.

T.A.R. Pescara, (Abruzzo) sez. I, 21/03/2008, n.191

Giurisdizione amministrativa

Spettano alla cognizione del giudice amministrativo le controversie riguardanti i concorsi a posti di pubblico impiego per soli esterni all’amministrazione, i concorsi misti e i concorsi per soli interni all’amministrazione che comportano il passaggio da un’area ad un’altra; sono riservate invece alla competenza del giudice ordinario le controversie attinenti a concorsi per soli interni, che comportino passaggio da una qualifica ad altra, nell’ambito della medesima area, in considerazione del fatto che il bando di concorso riservato al personale interno non implica alcuna novazione oggettiva del rapporto di lavoro.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 17/05/2007, n.4578

Controversie sui concorsi interni

Nelle controversie relative a concorsi interni, deve essere riconosciuta la giurisdizione del giudice amministrativo quando il concorso, essendo riservato al personale già dipendente dell’Amministrazione, comporti la progressione in senso verticale e dunque una vera e propria novazione oggettiva del rapporto di lavoro.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. I, 11/06/2018, n.562

Illegittima esclusione dal concorso interno 

Il concorso interno, riservato ai componenti delle Commissioni tributarie regionali e provinciali, per l’assegnazione dell’incarico di Presidente di commissione, Presidente di sezione e Vice presidente di sezione, è illegittimo nella parte in cui è stata disposta l’esclusione dei giudici tributari immessi nell’incarico da meno di due anni rispetto alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda di partecipazione.

Consiglio di Stato sez. IV, 28/06/2017, n.3151

Decisione dell’amministrazione di indire nuovo concorso

L’art. 63, comma 4, del d.lgs. n. 165 del 2001, si interpreta, alla stregua dei principi enucleati, ex art. 97 Cost., dal giudice delle leggi, nel senso che per “procedure concorsuali di assunzione”, ascritte al diritto pubblico ed all’attività autoritativa dell’amministrazione, si intendono non soltanto quelle preordinate alla costituzione “ex novo” dei rapporti di lavoro (come le procedure aperte a candidati esterni, ancorché vi partecipino soggetti già dipendenti pubblici), ma anche i procedimenti concorsuali interni, destinati, cioè, a consentire l’inquadramento dei dipendenti in aree funzionali o categorie più elevate, con novazione oggettiva dei rapporti di lavoro.

Le progressioni, invece, all’interno di ciascuna area professionale o categoria, sia con acquisizione di posizioni più elevate meramente retributive, sia con il conferimento di qualifiche (livello funzionale connotato da un complesso di mansioni e di responsabilità) superiori (art. 52, comma 1 del d.lgs. n. 165 del 2001), sono affidate a procedure poste in essere dall’amministrazione con la capacità ed i poteri del datore di lavoro privato (art. 5, comma 2 dello stesso d.lgs.).

Cassazione civile sez. un., 20/12/2016, n.26270



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