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Randagismo: chi risponde dei danni?

11 Settembre 2019
Randagismo: chi risponde dei danni?

Chi è responsabile per i cani randagi per strada: l’Asl o il Comune?

È ancora disputa nelle aule giudiziarie per stabilire chi risponde dei danni del randagismo. Il fenomeno è sempre al centro di controversie per gli incidenti stradali provocati dai quadrupedi in mezzo alla strada e per le aggressioni di branco ai ciclisti e ai passanti.

Chi è vittima del randagismo si trova così a citare qualcosa che non sa bene chi sia: nel rimpallo delle responsabilità tra le varie amministrazioni, infatti, non è così certo chi debba pagare i danni.

Sul punto, è stata interessata ancora una volta la Cassazione [1] la quale, con un’ordinanza di qualche giorno fa, ha spiegato chi risponde dei danni del randagismo. Ecco la sintesi di questa pronuncia.

Risarcimento danni incidenti causati da cane randagio

Si pensa, di solito, che la responsabilità per i danni causati dai cani randagi sia del Comune. In realtà, è dell’Asl. È quest’ultima, infatti, che ha il compito di gestire il servizio di accalappiacani. Ed è anche per questo che chi è vittima un incidente stradale per causa di un cane randagio o viene da questo azzannato ha una sola carta per ottenere il risarcimento: citare in giudizio l’Azienda sanitaria.

La questione è, però, più complessa di quanto, a prima vista, possa apparire. Di recente, la Cassazione [2] – forse stufa per il moltiplicarsi di cause generate da “invisibili” cani randagi, la cui presenza veniva confermata solo dai testimoni – ha messo una stretta al risarcimento del danno: per ottenere il risarcimento a seguito di un incidente causato da cane, l’automobilista infortunato deve provare che il Comune, pur informato della presenza dell’animale che si aggirava in zona nei giorni precedenti, non ha fatto nulla per mettere la strada in sicurezza richiamando il servizio di accalappiacani. Una prova difficile se non impossibile, specie per chi “non è della zona” e si trova a passare sporadicamente su una determinata strada.

Randagismo: è responsabile l’Asl o il Comune?

Tornando alla questione sulle responsabilità per il randagismo, per la Cassazione spetta all’Asl e non al Comune contrastare il fenomeno diffuso dei “cani senza padrone” che si aggirano per le strade e causano problemi alla circolazione e rischi per i pedoni. È, quindi, l’Asl l’unico soggetto responsabile, almeno sul versante della cattura e della custodia degli animali.

Risultato: l’Asl a cui è affidata la competenza sul randagismo paga i danni subìti dall’automobilista a causa del repentino attraversamento della strada, per unirsi al branco, da parte di un cane incustodito.

In ogni caso, è sempre bene verificare se la legge regionale affida all’Azienda sanitaria locale la lotta al randagismo. Ma la Cassazione precisa che ciò vale anche in assenza di una norma legata al territorio. Per i Supremi giudici, infatti, il principio generale è di ritenere sussistente una responsabilità solidale del Comune con l’Asl di competenza [3] o, in alcuni casi, addirittura la sola competenza dei servizi veterinari della Asl [4].

In base alla ripartizione delle competenze tra Comuni e Asl – si legge in sentenza – l’obbligo di custodia degli animali randagi grava su queste ultime che, pertanto, sono tenute a risarcire i danni. Il che estende la responsabilità a qualsiasi tipo di danno procurato dal cane: dal morso, all’investimento, dall’incidente stradale alla caduta del ciclista o a quella del pedone (leggi Cane investito, per i danni risponde l’Asl).

Ai servizi dell’Asl spetta il dovere di prevenire il pericolo specifico per l’incolumità della popolazione, e cioè il compito della cattura e della custodia dei cani vaganti o randagi.

Leggi Risarcimento cani randagi: ultime sentenze

Non può ritenersi sufficiente, a tal fine, l’attribuzione di generici compiti di prevenzione del randagismo, quale è il controllo delle nascite della popolazione canina e felina, avendo quest’ultimo ad oggetto il mero controllo numerico degli animali, a fini di igiene e profilassi, e, al più, una sola generica ed indiretta prevenzione dei vari inconvenienti legati al randagismo.

In definitiva, sulla base di questo principio generale, l’Asl è il soggetto individuato dalla normativa regionale quale competente in materia di prevenzione del fenomeno del randagismo.

note

[1] Cass. ord. n. 22522/19 del 10.09.2019.

[2] Cass. ord. n. 31957/18 dell’11.12.2018. Cass. sent. n. 18954/2017 del 31.07.2017.

[3] Cass. sent. n. 17528/2011 e n. 15167/2017

[4] Cass. sent. n. 17060/2018.


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