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Responsabilità appaltatore per danni a terzi: ultime sentenze

29 Settembre 2019
Responsabilità appaltatore per danni a terzi: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: regole di attribuzione della responsabilità in capo al committente e all’appaltatore; autonomia e libertà di gestione dell’appaltatore; danni derivanti dall’attività dell’appaltatore e danni derivanti dalla cosa in oggetto dell’appalto; onere probatorio.

Danni cagionati a terzi dall’esecuzione di opere appaltate: responsabilità

In tema di danni cagionati a terzi dall’esecuzione di opere appaltate, la regola per la quale risponde il solo appaltatore, ove abbia operato in autonomia con propria organizzazione e apprestando i mezzi a ciò necessari, e il solo committente, nel caso in cui si sia ingerito nei lavori con direttive vincolanti, che abbiano ridotto l’appaltatore al rango di “nudus minister”, mentre rispondono entrambi, in solido, qualora la suddetta ingerenza si sia manifestata attraverso direttive che abbiano soltanto ridotto l’autonomia dell’appaltatore, trova applicazione anche nei rapporti interni tra le parti del contratto di appalto, nell’ipotesi in cui una di esse, sussistendo una responsabilità (esclusiva o concorrente) dell’altra, agisca in rivalsa.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto esente da critiche la sentenza che, in sede di rivalsa azionata dal committente nei confronti dell’appaltatore, aveva riscontrato, conformemente all’art. 1227, comma 2, c.c., una corresponsabilità del committente per aver condiviso la scelta operativa di demolire i muri perimetrali della struttura).

Cassazione civile sez. III, 24/04/2019, n.11194

Responsabilità dell’appaltatore

L’appaltatore esplica la sua attività in piena autonomia, con propria organizzazione ed a proprio rischio, apprestando i mezzi adatti e curando le modalità esecutive per il raggiungimento del risultato. Ne discende che l’appaltatore è responsabile diretto ed unico dei danni derivati a terzi nella (o dalla) esecuzione dell’opera, salva la corresponsabilità del committente.

Tale corresponsabilità del committente sussiste sia quando si ravvisino a carico di quest’ultimo specifiche violazioni del principio del neminem laedere riconducibili all’art. 2043 c.c., sia quando l’evento dannoso gli sia addebitabile a titolo di culpa in eligendo per essere stata l’opera affidata ad impresa che palesemente difettava delle necessarie capacità tecniche e organizzative per eseguirla correttamente sia, ancora, quando l’appaltatore, in base ai patti contrattuali o nel concreto svolgimento del contratto, sia stato un semplice esecutore di ordini del committente e privato della sua autonomia a tal punto da aver agito come nudus minister di questo, sia, infine, quando il committente si sia, di fatto, ingerito con singole e specifiche direttive nelle modalità di esecuzione del contratto o abbia concordato con l’appaltatore singole fasi o modalità esecutive dell’appalto.

Tribunale Napoli sez. II, 21/05/2019, n.5252

Appalto e responsabilità esclusiva dell’appaltatore

L’appalto, disciplinato dall’art. 1655 c.c., è il contratto con il quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro. L’appaltatore risponde per i danni provocati a terzi, durante l’esecuzione del contratto, in virtù dell’autonomia con cui egli svolge la sua attività nell’esecuzione dell’opera o del servizio appaltato, organizzandone i mezzi necessari, curandone le modalità ed obbligandosi a fornire alla controparte l’opera o il servizio cui si era obbligato.

Il committente invece deve limitarsi a verificare la corrispondenza dell’opera o del servizio affidato all’impresa con l’oggetto del contratto. La responsabilità dell’appaltatore non viene meno nell’ipotesi in cui la sua sfera di autonomia e discrezionalità venga posta sotto il controllo del committente, direttamente o tramite il direttore dei lavori, attribuendo l’art. 1662 c.c., al primo comma alla stazione appaltante il preciso diritto di controllare lo svolgimento dei lavori e di verificarne a proprie spese lo stato. Ne discende che persiste la responsabilità dell’impresa, in via esclusiva, in merito ai danni cagionati a terzi nell’esecuzione dell’opera, anche nel caso in cui la committenza abbia esercitato un normale controllo sui relativi lavori, designando, nel proprio interesse, un sorvegliante privo di poteri d’ingerenza.

Tribunale Torre Annunziata, 01/03/2019, n.533

Responsabilità del committente nei riguardi dei terzi: quando si configura?

In tema di appalto, è di regola l’appaltatore che risponde dei danni provocati a terzi, stante l’autonomia con cui egli svolge la sua attività nell’esecuzione dell’opera o del servizio appaltato, organizzandone i mezzi necessari, curandone le modalità ed obbligandosi a fornire alla controparte l’opera o il servizio cui si era obbligato, mentre il controllo e la sorveglianza del committente si limitano all’accertamento e alla verifica della corrispondenza dell’opera o del servizio affidato all’appaltatore con quanto costituisce l’oggetto del contratto.

Sicché, una responsabilità del committente nei riguardi dei terzi è configurabile solo allorquando si dimostri che il fatto lesivo sia stato commesso dall’appaltatore in esecuzione di un ordine impartitogli dal direttore dei lavori o da altro rappresentante del committente stesso, oppure quando sia configurabile in capo al committente una culpa in eligendo per aver affidato il lavoro ad impresa che palesemente difettava delle necessarie capacità tecniche, ovvero in base al generale principio del neminem laedere di cui all’art. 2043 cod. civ.

Tribunale Trieste, 02/03/2019, n.126

Danni subìti da un cliente della discoteca

In tema di danni subiti da un cliente della discoteca a causa di atti violenti di terzi, la discoteca, nel caso in cui il servizio garantito dai buttafuori sia oggetto di un contratto di appalto, è di regola esonerata da responsabilità per fatti e danni connessi all’attività appaltata. L’appaltatore è infatti l’unico responsabile dei danni derivati dall’esecuzione dell’attività appaltata.

L’autonomia e la libertà di gestione dell’appaltatore comportano che il rischio inerente all’oggetto dell’attività appaltata si sposti dal committente all’assuntore dell’espletamento del servizio, con conseguente insussistenza della responsabilità del committente ex art. 2049 c.c.

Ne consegue che, durante tutto il tempo dell’esecuzione dell’attività appaltata e fino al suo termine, il dovere di custodia e di vigilanza degli spazi adibiti a discoteca passa dal committente all’appaltatore, il quale è tenuto a rispettare il principio del “neminem laedere”, ossia ad evitare di arrecare danni a terzi nello svolgimento del servizio commissionatogli; pertanto, l’appaltatore deve di regola ritenersi l’unico responsabile dei danni derivanti a terzi dall’espletamento del servizio di vigilanza nella discoteca.

La ditta appaltatrice è responsabile per il fatto che i propri buttafuori abbiano omesso colpevolmente di adottare qualsiasi misura volta a salvaguardare l’incolumità dell’aggredito (tenerlo separato dall’aggressore, tentare di sedare la lite, chiamare le forze dell’ordine, ecc.).

Tribunale Ravenna, 21/02/2019, n.168

Danni a terzi causati dall’appaltatore e danni causati dalla cosa oggetto dell’appalto

In caso di danni subiti da terzi nel corso dell’esecuzione di un appalto, bisogna distinguere tra i danni derivanti dall’attività dell’appaltatore e i danni derivanti dalla cosa in oggetto dell’appalto; per i primi si applica l’articolo 2043 c.c. e ne risponde di regola esclusivamente l’appaltatore (in quanto la sua autonomia impedisce di applicare l’articolo 2049 c.c. al committente), salvo il caso in cui il danneggiato provi una concreta ingerenza del committente nell’attività stessa e/o la violazione di specifici obblighi di vigilanza e controllo; per i secondi, risponde anche il committente ai sensi dell’articolo 2051 c.c., in quanto l’appalto e l’autonomia dell’appaltatore non escludono la permanenza della qualità di custode della cosa da parte del committente; in quest’ultimo caso, il committente, per essere esonerato dalla sua responsabilità nei confronti del terzo danneggiato, non può limitarsi a provare la stipulazione dell’appalto, ma deve fornire la prova liberatoria richiesta dall’articolo 2051 c.c., e quindi dimostrare che il danno si è verificato esclusivamente a causa del fatto dell’appaltatore, quale fatto del terzo che egli non poteva prevedere e/o impedire (e fatto salvo il suo diritto di agire eventualmente in manleva contro l’appaltatore).

Cassazione civile sez. III, 28/09/2018, n.23442

Appalto di opere pubbliche e responsabilità per danni cagionati ai terzi durante i lavori

L’appaltatore di opere pubbliche è di regola da considerarsi unico responsabile dei danni cagionati ai terzi nel corso dei lavori, poiché i limiti della sua autonomia (derivanti dalla obbligatorietà della nomina del direttore dei lavori e dalla intensa e continua ingerenza dell’amministrazione appaltante) non fanno venir meno il suo dovere di assumere le iniziative necessarie per la corretta attuazione del contratto anche a tutela dei diritti dei terzi; e tuttavia, la responsabilità concorrente e solidale dell’amministrazione committente non può essere esclusa quando il fatto dannoso sia stato posto in essere in esecuzione del progetto da essa approvato, mentre una sua responsabilità esclusiva resta configurabile solo allorquando essa abbia rigidamente vincolato l’attività dell’appaltatore, così da neutralizzare completamente la sua libertà di decisione.

Cassazione civile sez. I, 22/08/2018, n.20942

Appalto: esecuzione dell’opera

L’autonomia dell’appaltatore, il quale esplica la sua attività nell’esecuzione dell’opera assunta con propria organizzazione apprestandone i mezzi, nonché curandone le modalità ed obbligandosi verso il committente a prestargli il risultato della sua opera, comporta che, di regola, l’appaltatore deve ritenersi unico responsabile dei danni derivati a terzi dall’esecuzione dell’opera.

Una corresponsabilità del committente può, infatti, configurarsi solo in caso di specifica violazione di regole di cautela nascenti ex art.2043 dal precetto di “neminem laedere”, ovvero in caso di riferibilità dell’evento al committente stesso per culpa in eligendo, per essere stata affidata l’opera ad un impresa assolutamente inidonea, ovvero, quando l’appaltatore, in base a patti contrattuali, sia stato un semplice esecutore degli ordini del committente ed abbia agito quale nudus minister attuandone specifiche direttive.

Tribunale Torre Annunziata, 10/05/2018, n.1143

Cautele idonee ad evitare danni a terzi

L’appaltatore è per legge tenuto ad adottare tutte quelle cautele idonee ad evitare danni a terzi, derivanti dall’esecuzione delle opere; e ciò, a pena di responsabilità codicistica per fatto illecito. Segnatamente, sotto il profilo squisitamente giuridico-economico, l’attività d’impresa – e, quindi, anche dell’appaltatore – si caratterizza per l’autonomia e la libertà di gestione e ciò determina l’assunzione del rischio e la presunzione di responsabilità anche nei confronti dei terzi.

Tribunale Chieti, 10/01/2018, n.9

Danni a terzi nell’esecuzione dell’opera appaltata

In tema di appalto, l’autonomia dell’appaltatore comporta che, di regola, egli deve ritenersi unico responsabile dei danni derivati a terzi dall’esecuzione dell’opera, potendo configurarsi una corresponsabilità del committente soltanto in caso di specifica violazione di regole di cautela nascenti ex art. 2043 c.c., ovvero nell’ipotesi di riferibilità dell’evento al committente stesso per “culpa in eligendo” per essere stata affidata l’opera ad un’impresa assolutamente inidonea ovvero quando l’appaltatore, in base a patti contrattuali, sia stato un semplice esecutore degli ordini del committente, agendo quale “nudus minister” dello stesso”).

Tribunale Milano sez. XIII, 09/01/2018, n.91

Riparazioni sulla pubblica strada

In caso di appalto, la consegna è sufficiente a trasferire il potere di fatto sul bene all’appaltatore che deve eseguirvi opere di riparazione, e, quindi, la relativa custodia, con conseguente configurabilità della responsabilità ex art. 2051 c.c. Peraltro, se il bene continua a essere destinato all’uso precedente, come nel caso in cui una strada resti aperta al pubblico transito di persone e veicoli, la custodia permane anche in capo all’ente proprietario, che è pertanto chiamato a rispondere, unitamente all’appaltatore, degli eventuali danni a terzi.

Tribunale Roma sez. XII, 11/01/2018, n.655

Manutenzione di un tratto stradale e sinistro causato da un dissesto dell’asfalto

L’appaltatore risponde dei danni provocati a terzi in virtù dell’autonomia con cui egli svolge la sua attività nell’esecuzione dell’opera o del servizio appaltato, mentre il controllo e la sorveglianza del committente si limitano all’accertamento e alla verifica della corrispondenza dell’opera o del servizio affidato all’appaltatore con quanto costituisce l’oggetto del contratto.

Di conseguenza, in relazione all’appalto per la manutenzione di un tratto stradale, l’appaltatore va ritenuto responsabile del sinistro occorso all’utente in conseguenza di un dissesto dell’asfalto nel tratto di strada in questione, non segnalato né riparato. Nel caso di specie, si trattava di una signora che, nello scendere dal marciapiede, era finita con il piede in una piccola buca posta al margine dello stesso e ricoperta di foglie, cadendo e riportando lesioni personali.

Tribunale Roma sez. XII, 12/10/2017, n.19180



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