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Siti più affidabili per l’e-commerce

12 Settembre 2019 | Autore:
Siti più affidabili per l’e-commerce

Chi offre più garanzie di sicurezza e di trasparenza per gli acquisti su Internet? Che cosa fare se qualcosa va storto? Le regole dello shopping online.

Oltre 23 milioni di italiani hanno fatto acquisti online nel 2018, l’8% in più rispetto all’anno precedente. L’e-commerce, quindi, prende sempre più piede, soprattutto da smartphone e tablet. Di fronte a questo fenomeno, però, non sempre si presta la giusta attenzione alla qualità del servizio prestato dall’interlocutore che c’è dall’altra parte dello schermo. La chiave del successo del commercio elettronico, infatti, non solo consiste nel trovare, ovunque e magari con qualche sconto, l’oggetto che si desidera comprare e nella comodità di riceverlo direttamente a casa. La parola convenienza significa pagare di meno lo stesso prodotto ma anche trovare un venditore serio e attendibile. Viene da chiedersi, a questo punto: quali sono i siti più affidabili per l’e-commerce?

A stilare una classifica ci ha pensato Altroconsumo, secondo cui non c’è ancora l’abitudine di prestare attenzione ai rischi che si possono correre nell’affidarsi ad un sito di shopping online e, soprattutto, a che cosa si deve fare nel caso ci sia qualcosa che non va per il verso giusto al momento dell’acquisto o dopo che è stato fatto il pagamento. Ad esempio, a che cosa si ha diritto se il corriere ci porta a casa un prodotto difettoso o diverso da quello che è stato ordinato (un altro colore, un’altra taglia, altre caratteristiche). Ecco perché è importante sapere a chi rivolgersi in tutta tranquillità e quali sono i siti più affidabili per l’e-commerce, quelli che fanno la differenza per qualità e per servizio.

La graduatoria è stata fatta dopo avere passato al setaccio un centinaio di siti di commercio elettronico e avere controllato tutto ciò che ha a che fate, appunto, con l’affidabilità: le informazioni sull’azienda e sul prodotto, gli aspetti legali che riguardano il diritto di recesso, il foro competente in caso di controversie, la tutela dei dati personali, l’uso dei cookies, il servizio post-vendita, la modalità di pagamento di eventuali rimborsi, ecc.

E-commerce: i siti più affidabili

Secondo questa classifica, dunque, il sito più affidabile per l’e-commerce è quello della Coop (97 punti su 100): in base alla valutazione di Altroconsumo, le condizioni generali di vendita sono formulate in modo chiaro ed esaustivo e non ci sono delle clausole vessatorie.

Ottimo riscontro anche per Mondadoristore che, nella sua home page, mette a disposizione diverse possibilità per contattare il servizio clienti. Quindi, Decathlon (chiarezza nelle condizioni di vendita e descrizione completa dei prodotti e dei prezzi) e Mediaworld, che indica ancor prima di fare l’ordine la disponibilità del prodotto ed i tempi di consegna.

Soltanto al quinto posto nella classifica dei siti più affidabili per l’e-commerce troviamo il re dello shopping online per eccellenza, cioè Amazon, di cui si segnala la facilità e la velocità nell’effettuare il reso e nel ricevere il rimborso.

E-commerce: i siti meno affidabili

In coda alla classifica dei siti affidabili per l’e-commerce si trova Wish, un sito fondato da due ex programmatori di Google e ad oggi utilizzato in tutto il mondo da oltre 500 milioni di utenti. Ebbene, si sarebbe meritato l’ultimo posto tra i più di 130 siti controllati perché chi vuole contattare telefonicamente il servizio clienti deve fare una chiamata internazionale a un numero degli Stati Uniti. Insomma, quello che si può risparmiare da una parte si rischia di spenderlo dall’altra.

Non va molto meglio a Banggood che, secondo le valutazioni, «non applica il diritto di recesso e la garanzia legale di conformità previsti dal Codice del consumo».

Per qualcuno può essere una sorpresa trovarsi al terzultimo posto della graduatoria quello che una volta era considerata una garanzia del commercio elettronico, e cioè il sito di aste online e-Bay, reo di tutelare solo chi ha pagato con PayPal in caso di mancata consegna, di difetti sul prodotto o di altri problemi.

Gli altri due siti considerati meno affidabili sono quelli di Euroimportpneumatici (chiede un supplemento se si compra una sola gomma e non mette a disposizione il modulo per il diritto di recesso) e Libreriauniversitaria: anche quest’ultima non mette a disposizione il modulo del recesso, oltre ad avere un’informativa sulla privacy incompleta.

E-commerce: cosa fare in caso di problemi?

Se, una volta fatto (e pagato) l’ordine ti accorgi che il prodotto non arriva oppure che, al momento della consegna, le cose non sono andate come dovevano andare, che cosa puoi fare? Se quando hai riscontrato il problema hai mandato un reclamo al sito di e-commerce in cui hai effettuato l’acquisto ma non hai ricevuto risposta, come puoi agire?

Ci sono due possibilità:

  • effettuare la procedura di risoluzione alternativa delle controversie (Adr) presso la Camera di Commercio competente: in questo modo (di solito) si arriva ad una soluzione rapida tra le parti;
  • effettuare la risoluzione online delle controversie (Odr), che ti permette di iscriverti ad una piattaforma telematica progettata dalla Commissione europea per questo tipo di situazioni. Si tratta, però, di una procedura più lunga da attivare e poco pratica: diventa utile soltanto se anche l’azienda si iscrive alla piattaforma. In caso contrario, la conciliazione potrebbe saltare.

E-commerce: quali sono le regole?

Il fatto che i siti di e-commerce rispondano a degli imprenditori online che potrebbero trovarsi dall’altra parte del mondo non significa che non ci siano delle regole nel settore del commercio elettronico. Per esserci, ce ne sono. Il problema è che sono veramente poche e, quindi, non resta che affidarsi al Codice civile.

C’è sempre il Codice del consumo a far da «materasso» a chi cade in qualche tranello o a chi non vede soddisfatto il suo ordine. Questo Codice prevede i contratti a distanza, mentre un apposito decreto promuove la libera circolazione delle merci nello shopping online.

E poi ci sono le norme che regolano l’uso della moneta elettronica, indispensabile per fare degli acquisti su Internet, e quelle che rendono la Pec, cioè la posta elettronica certificata, al pari di una raccomandata.

Vanno sempre rispettate le condizioni di vendita, esattamente come quando si va a comprare un paio di scarpe in un negozio «fisico». Devono essere ben visibili sul sito, spesso nella sezione in cui si trovano le informazioni sull’azienda. Informazioni che devono riguardare:

  • l’azienda che effettua la vendita o il professionista che propone i suoi servizi;
  • chi contattare per risolvere qualsiasi dubbio o problema;
  • le modalità di reso e di rimborso;
  • i servizi utilizzati secondo la legge;
  • le caratteristiche fisiche o tecniche del prodotto o del bene scelto;
  • il prezzo d’acquisto, Iva compresa;
  • il costo della spedizione a carico del cliente;
  • la modalità di acquisto e di pagamento;
  • il modo in cui si può presentare un reclamo;
  • eventuali codici di condotta.


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