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Casa: più mutui, vendite più veloci, prezzi più alti

12 Settembre 2019 | Autore:
Casa: più mutui, vendite più veloci, prezzi più alti

Si accede di più al credito per acquistare un immobile, si riducono i tempi per concludere l’affare. Ma aumentano i costi. Anche per gli affitti.

L’importante è osare. E oggi, nel mercato immobiliare, gli italiani osano di più. Crescono i mutui per la casa, che nel primo trimestre del 2019 sono aumentati dell’1,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E, nel frattempo, gli immobili si vendono più velocemente: in media, in una grande città, i tempi sono di 122 giorni contro i 134 che servivano nel 2018 per consegnare le chiavi al nuovo proprietario. Il quale, per avere l’appartamento, avrà pagato di più. Insomma, più mutui, vendite più veloci e prezzi più alti.

C’è un terzo dato da non sottovalutare, ed è quello dell’incremento del valore degli immobili. In altre parole, comprare una casa oggi costa di più, soprattutto a Milano e a Bologna. Nel frattempo, diminuisce il numero degli affitti perché chi non acquista preferisce la locazione breve.

Vediamo nel dettaglio la fotografia del mercato immobiliare in Italia scattata da Tecnocasa e Tecnorete.

Casa: aumentano i mutui

Nel primo trimestre del 2019, secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia, sono stati erogati mutui per 11.172 milioni di euro, cioè l’1,2% in più rispetto ai primi tre mesi dell’anno precedente. Questo, ovviamente, significa che le famiglie italiane sono oggi più propense a comprare casa.

Anche l’Agenzia delle Entrate ha rilevato la stessa tendenza. Proprio perché il mercato del credito ha reso più appetibile l’acquisto di immobili, con una maggiore accessibilità ai mutui che compensa il freno psicologico dell’aumento dei prezzi.

Casa: vendite più veloci

Nel frattempo, si accorciano (anche se non di molto) i tempi per la vendita delle case. Un anno fa, nelle grandi città, la media era di 134 giorni per concludere un affare, oggi ci vogliono 122 giorni, cioè quasi un paio di settimane in meno. Anche se in alcuni capoluoghi come Bologna e Milano, si fa più in fretta ad entrare in possesso delle chiavi e traslocare: 85 giorni nel cuore dell’Emilia e 87 all’ombra della Madonnina.

Nei capoluoghi di provincia si può arrivare a una media di 152 giorni, una settimana in meno di qual che occorre nell’hinterland.

Casa: quanto è aumentato il costo?

Come dicevamo, si compra di più probabilmente per il maggiore accesso al credito, non perché gli immobili costino di meno, anzi: mediamente nelle grandi città si è registrato in un anno un aumento di quasi l’1%. Ma ci sono delle eccezioni. Oggi a Milano, una casa costa il 5,7% rispetto a 12 mesi fa, mentre a Bologna si paga il 5,6% in più.

Crescono di meno i prezzi a Firenze (+1,8%) e a Verona (+1,2%)

Casa: che cosa si compra?

Un piccolo nido d’amore oppure una casa in grado di accogliere già una famiglia numerosa? La maggior parte delle richieste di acquisto di una casa riguarda il trilocale. Milano è l’unica, tra le grandi città, in cui la domanda del bilocale prevale sulle altre tipologie e registra un aumento della concentrazione sui piccoli tagli, a conferma che il capoluogo lombardo attrae in modo particolare gli investitori.

Nelle grandi città, la richiesta di trilocali rappresenta il 31,4%, mentre 1 italiano su 4 preferisce il quadrilocale.

Casa: che succede con gli affitti?

Quello degli affitti è un fenomeno che sta cambiando. Aumentano le locazioni brevi a discapito di quelle, per così dire, tradizionali. Già succedeva a Roma e a Firenze, ora ad essere maggiormente colpita è Bologna. Città, peraltro, con una dinamica particolare per quanto riguarda gli affitti, in quanto molto frequentata da studenti che vanno e che vengono. E che, spesso, si devono accontentare di quel che passa il convento se vogliono avere un tetto sopra la testa.

Nel frattempo, diventano più salati i canoni di locazione: nelle grandi città si registra un +2,8% di media rispetto al 2018 per i monolocali, mentre bilocali e trilocali sono aumentati dell’1,8%. Dove? Nei soliti posti: Milano e Bologna.

Questo non vuol dire che il contratto di affitto a canone concordato non funzioni: in un anno è stato scelto mediamente da circa il 30% di chi ha chiesto una locazione, anche se in città come Genova si è arrivati all’82%. Si affittano, soprattutto, bilocali (41% delle scelte) e trilocali (il 35% delle locazioni).


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