Diritto e Fisco | Articoli

Pignoramento stipendio presso datore di lavoro

30 Settembre 2019 | Autore:
Pignoramento stipendio presso datore di lavoro

I creditori non possono pignorare l’intera busta paga del debitore: ecco i limiti di pignorabilità dello stipendio.

Quando si ha un debito nei confronti di banche, società finanziarie, Fisco o qualsiasi altro creditore, privato o pubblico, una delle azioni più temute è il pignoramento dello stipendio. Il pignoramento presso il datore di lavoro è, infatti, pregiudizievole, non solo dal punto di vista economico, data la decurtazione (seppur nei limiti di legge che vedremo), della retribuzione percepita, ma anche dal punto di vista della reputazione professionale e dell’immagine nei confronti del datore di lavoro.

Il pignoramento dello stipendio presso il datore di lavoro rientra nella categoria dei pignoramenti di crediti verso terzi: il debitore che sia stato assunto da un datore di lavoro, pubblico o privato, vanta un credito nei confronti di quest’ultimo e cioè la retribuzione per la prestazione lavorativa svolta. Nel momento in cui un creditore del debitore voglia soddisfarsi coattivamente con una procedura esecutiva, può aggredire direttamente una quota dello stipendio che il datore di lavoro deve corrispondergli.

Vediamo come funziona il pignoramento dello stipendio presso il datore di lavoro e quali sono i limiti.

Pignoramento stipendio: come funziona

Il creditore che vuole aggredire lo stipendio del proprio debitore avvia la procedura con la notifica di un atto di pignoramento presso terzi al datore di lavoro. L’atto è materialmente redatto da un avvocato e notificato da un ufficiale giudiziario.

Il datore di lavoro, non appena ricevuto l’atto di pignoramento, deve effettuare una trattenuta sulla busta paga del proprio dipendente (trattenuta che deve avvenire nei limiti di legge).

Inoltre, il datore di lavoro deve inviare al creditore, entro dieci giorni dalla ricezione dell’atto di pignoramento, un’apposita dichiarazione scritta in cui attesta l’ammontare della busta paga.

Se il datore di lavoro non fornisce nei termini la dichiarazione suddetta, il creditore, all’udienza che si terrà successivamente dinanzi al giudice dell’esecuzione, può chiedere un rinvio per far comparire direttamente il datore a rendere la dichiarazione.

Una volta acquisita la dichiarazione del datore di lavoro e verificata la regolarità del pignoramento, il giudice dell’esecuzione presso il tribunale competente (e dinanzi al quale il creditore ha iscritto la procedura esecutiva) assegna al creditore le somme pignorate nei limiti di legge.

A seguito dell’ordinanza di assegnazione, il datore di lavoro è tenuto a trattenere mensilmente una quota dello stipendio (secondo il limite che a breve esamineremo) e a versarla a favore del creditore pignorante, sino all’estinzione definitiva del debito complessivo.

Limiti pignoramento stipendio

La regola generale è quella secondo cui lo stipendio può essere pignorato nel limite massimo di 1/5, ossia il 20% della retribuzione netta prcepita.

Esistono, tuttavia le seguenti eccezioni:

  • se il pignoramento avviene per crediti alimentari (alimenti da corrispondere a coniuge e figli): il limite può essere elevato fino ad 1/3;
  • se il pignoramento avviene per il mancato pagamento di cartelle esattoriali, il limite cambia in base all’importo della retribuzione:
    • 1/10 per importi fino a 2.500 euro;
    • 1/7 per importi superiori a 2.500 euro e non superiori a 5.000 euro;
    • 1/5 per importi superiori a cinquemila euro.

Quante volte può essere pignorato lo stipendio?

Fermi restando i limiti appena visti, lo stipendio può essere pignorato più volte da creditori diversi.

Tuttavia, occorre distinguere due casi:

  • se i crediti appartengono alla medesima categoria, lo stipendio può essere pignorato massimo un quinto per volta. Il creditore che arriva dopo deve accodarsi e sarà soddisfatto solo dopo il primo creditore;
  • se i crediti appartengono a categorie diverse (per esempio banca per mutuo non pagato ed ex moglie per alimenti non versati, oppure Agenzia delle Entrate Riscossione per cartelle esattoriali e creditore privato per fatture non pagate), i pignoramenti del quinto dello stipendio (o del diverso limite) possono essere effettuati contemporaneamente. È, tuttavia, previsto il tetto massimo del 50% dello stipendio. Ciò significa che più creditori possono pignorare più quinti dello stipendio, ma il cumulo dei pignoramenti non può mai decurtare lo stipendio oltre la metà.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

3 Commenti

  1. Salve,io ho il pignoramento del quinto di stipendio volevo capire se il quinto è calcolato sul netto della busta paga o sul lordo?
    Perchè la prima rata presa è sul mio lordo e no sul netto,è possibile?
    Poi volevo sapere nel momento in cui io debba dare le dimissioni per cambiare lavoro il pignoramento procede in automatico già dalla prima mensilità del nuovo lavoro o cosa?
    Grazie.

    1. Quando il pignoramento dello stipendio viene effettuato prima che il datore versi la busta paga al dipendente, il creditore notifica l’atto di pignoramento sia al datore stesso che al debitore (la legge non dice se la notifica debba essere contestuale o se debba essere effettuata prima nei confronti di un soggetto e poi dell’altro; nel silenzio, di solito il creditore procede nello stesso momento).Dopo il ricevimento dell’atto di pignoramento, l’azienda deve inviare al creditore, con raccomandata o posta elettronica certificata, una dichiarazione in cui indica:se ha debiti nei confronti del debitore esecutato;a quanto questi debiti ammontano e l’eventuale presenza di ulteriori pignoramenti.
      Nell’atto di pignoramento è indicata la data di un’udienza in cui il debitore, volendo, può comparire per controllare l’andamento della procedura o presentare eventuali opposizioni. In tale udienza il giudice, verificata la dichiarazione dell’azienda, assegna le somme pignorate al creditore e ordina al datore, da quel giorno innanzi, a effettuare una trattenuta di un quinto sullo stipendio del dipendente fino ad estinzione integrale del debito.Se il datore non invia la dichiarazione può essere convocato dal giudice per rilasciarla in udienza.
      Per maggiori informazioni, leggi:
      -Come si calcola il pignoramento del quinto dello stipendio https://www.laleggepertutti.it/268330_come-si-calcola-il-pignoramento-del-quinto-dello-stipendio
      -Cessione quinto dello stipendio: che succede alla fine del lavoro? https://www.laleggepertutti.it/351227_cessione-quinto-dello-stipendio-che-succede-alla-fine-del-lavoro

  2. Buongiorno, il mio datore di lavoro ha versato al creditore l’intera somma oggetto del pignoramento e ora mi sta trattenendo dalla busta paga quanto già versato. Io avrei potuto oppormi al pignoramento ma il giudice, visto che il debito era ormai estinto, ha detto che non poteva più procedere alla sospensione. Credo che il mio datore di lavoro mi abbia arrecato un danno. Ho ragione?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube