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Monopattini elettrici: sono legali?

13 Settembre 2019 | Autore:
Monopattini elettrici: sono legali?

Si può circolare in città con i dispositivi di micromobilità personale? Perché in alcuni Comuni si prende la multa?

C’è qualcosa di peggio di avere una legge che non viene applicata? Forse sì: prendere una multa per fare qualcosa prevista da una legge che non viene applicata. Il danno e la beffa, come si suol dire. Dopo qualche mese dall’entrata in vigore di un decreto legge secondo cui – almeno in teoria – i monopattini elettrici sono legali, un ragazzo della provincia di Bergamo si è visto multare dal vigili urbani perché circolava a bordo del suo mezzo a due ruote in mezzo ai pedoni.

Qual è il problema? I monopattini elettrici sono legali oppure no? C’è un po’ di confusione, infatti. Esiste un provvedimento, firmato dall’ex ministro dei Trasporti Dario Toninelli [1], che consente l’utilizzo del monopattino ma che mette dei paletti ben precisi. Insomma, non dice che non si può usare ma detta delle condizioni affinché si possa usare. Tutto chiaro? Mica tanto.

L’intoppo del decreto Toninelli sulla micromobilità entrato in vigore il 27 luglio 2019 è che mette il tutto nelle mani dei Comuni. Ci vuole che gli enti locali aderiscano alla sperimentazione e che siano loro a dire dove possono circolare i monopattini elettrici, così come gli altri mezzi che rientrano nella categoria dei cosiddetti «acceleratori di andatura» (segway, hoverboard e monowheel, per chi se ne intende). Questo significa che se un Comune non ha accettato la sperimentazione di questo sistema alternativo di mobilità, non è possibile andare in giro in mezzo ai pedoni, sulla strada o su una pista ciclabile a bordo di questi veicoli, se tali vogliamo considerarli. In altre parole: la legge c’è, ma non viene applicata, in questo caso dai Comuni, che non consentono (perché non possono o per pigrizia burocratica) la circolazione dei monopattini elettrici, tranne in qualche caso dove la sperimentazione è iniziata come Milano, Torino o Rimini. Checché ne dica il decreto Toninelli.

Monopattini elettrici: cosa dice la legge?

Ecco, partiamo proprio dal decreto legge firmato dall’ex ministro dei Trasporti un paio di mesi prima della crisi di governo. Il provvedimento di Toninelli definisce le modalità di attuazione e gli strumenti operativi della sperimentazione della circolazione di dispositivi elettrici per la mobilità personale. Si tratta, nello specifico, di quelli già citati, cioè:

  • monopattini elettrici;
  • segway;
  • hoverboard;
  • monowheel.

Dove possono circolare

Il decreto, dunque, vincola la circolazione di questi mezzi alla sperimentazione adottata dal Comuni. Una sorta di periodo di prova che si deve, comunque, svolgere in ambito urbano ed in certi punti della città. Nello specifico, tutti sono ammessi nelle aree pedonali a patto che siano dotati di un sistema di regolazione della velocità che non consenta di transitare a più di 6 km/h.

Dopodiché, monopattini elettrici e segway possono circolare anche su percorsi pedonali e ciclabili, su piste ciclabili e su strade a velocità inferiore ai 30 km/k senza, però superare i 20 km/h. Queste aree sono vietate agli Hoverboard (quei mezzi elettrici con due ruote senza manubrio) ed ai monowheel (quello che hanno una ruota sola).

Tuttavia, precisa ancora il decreto Toninelli, devono essere i Comuni, con specifico provvedimento, ad autorizzare in via sperimentale la circolazione di questi mezzi nei luoghi indicati. Quindi, se il Comune non avvia la fase di prova, per muoversi con un monopattino elettrico in città si rischia la multa.

Quali caratteristiche devono avere

Oltre al regolatore di velocità, i monopattini elettrici sono legali se hanno:

  • motore elettrico con potenza nominale massima non superiore a 500W;
  • segnalatore acustico (un clacson, per intenderci);
  • luce anteriore gialla o bianca fissa e catadiottri rossi e luce rossa fissa nella parte posteriore per circolare da mezz’ora dopo il tramonto e per tutto il periodo di oscurità, oppure di giorno se le condizioni atmosferiche richiedono l’illuminazione;
  • marchio CE previsto dalla direttiva europea [2].

Chi li può guidare

I monopattini elettrici o gli altri dispositivi che abbiamo citato non possono essere guidati dai bambini. Il decreto Toninelli stabilisce, infatti, che nell’ambito della sperimentazione della circolazione su strada, a bordo di deve essere un maggiorenne o un minorenne che abbia almeno la patente AM.

In ogni caso, è vietato il trasporto di passeggeri o di merci, così come non è consentito il traino.

Dal tramonto del sole fino a mezz’ora prima dell’alba, chi guida un monopattino elettrico su una strada dove è previsto il limite di velocità a 30 km/h o su una pista ciclabile ha l’obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità.

Monopattini elettrici: cosa devono fare i Comuni

I Comuni che decidono di aderire alla sperimentazione dei monopattini elettrici in città devono, secondo quanto disposto dal decreto Toninelli, installare nelle aree individuate per la circolazione dei mezzi elettrici un’apposita segnaletica stradale ed avviare una campagna di informazione sulla sperimentazione nei punti di interscambio del proprio territorio come stazioni, porti, aeroporti, ecc.

Inoltre, se intendono istituire o affidare dei servizi di noleggio dei dispositivi elettrici in condivisione, devono anche in questo caso attivare un’adeguata campagna informativa sulla sicurezza stradale, la velocità e le modalità consentite per la sosta, oltre a prevedere l’obbligo di coperture assicurative per l’espletamento del servizio di noleggio.

Monopattini elettrici: quando si potranno guidare?

Come detto, sono i Comuni a decidere se e quando avviare la sperimentazione per poter circolare con i monopattini elettrici senza rischiare la multa. Il decreto Toninelli detta, a questo proposito, i tempi: il periodo di prova può essere autorizzato entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento. Significa entro il 27 luglio 2020. Inoltre, deve concludersi entro e non oltre 24 mesi dalla stessa data, quindi entro il 27 luglio 2021. I Comuni hanno 30 giorni di tempo dal momento della delibera per comunicarla al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La durata minima della sperimentazione è di 12 mesi. 90 giorni prima della conclusione, i Comuni devono comunicare il risultato al Ministero.


note

[1] DM n. 229/2019 del 04.06.2019 entrato in vigore il 27.07.2019.

Autore immagine: Canva.com


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